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Appello di 100 studiosi: "Salviamo l'Istituto verdiano di Parma"
di MAURO BALESTRAZZI
23 marzo 2015 la Repubblica

Da tutto il mondo la richiesta che venga al più presto superata la situazione di stallo e si proceda alla nomina di un direttore scientifico e di un comitato scientifico all'altezza


Appello di 100 studiosi: "Salviamo l'Istituto verdiano di Parma"
Sul fronte musicale cittadino non c'è soltanto il futuro del Teatro Regio a destare preoccupazione. Anche l'Istituto nazionale di studi verdiani, altra istituzione di grande importanza per Parma, sta correndo il grave rischio di un ridimensionamento provinciale.

Un appello firmato da un centinaio di studiosi di tutto il mondo, alcuni molto noti anche al di fuori dell'ambiente musicologico, chiede che venga al più presto superata la situazione di stallo e si proceda alla nomina di un direttore scientifico e di un comitato scientifico all'altezza dell'indiscusso prestigio che l'Istituto si è guadagnato a livello mondiale dalla sua fondazione, oltre mezzo secolo fa.

Da tre anni, in pratica dalla morte di Pierluigi Petrobelli, che ne era direttore scientifico dal 1980, l'Istituto nazionale di studi verdiani non ha più trovato una guida rappresentativa. Come successore di Petrobelli era stato nominato Emilio Sala, docente di drammaturgia e storiografia musicale all'Università di Milano, ma l'incarico non è mai stato ratificato in maniera definitiva e non è mai stato nominato il comitato scientifico previsto dallo statuto.

Il 4 dicembre scorso è stato nominato il nuovo cda, che è formato dai rappresentanti dei soci fondatori dell'Istituto: quindi dai sindaci dei comuni di Parma e Busseto, dal presidente della Provincia, dal rettore dell'Università, dal presidente del Conservatorio, da Maria Mercedes Carrara Verdi in rappresentanza della famiglia Carrara Verdi, e da Mauro Tosti-Croce quale rappresentante del Ministero dei Beni Culturali. Il cda ha proceduto alla nomina del nuovo presidente, il compositore Nicola Sani, che è stato recentemente scelto anche quale sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna. Completano il quadro della attuale dirigenza Maria Mercedes Carrara Verdi, presidente onorario, e Marco Capra, vicepresidente in rappresentanza del rettore. Anche alla luce di queste nomine, non si può nascondere il sospetto di manovre tendenti a soddisfare interessi localistici, più che il prestigio internazionale dell'Istituto.

Da qui l'appello degli studiosi, che è indirizzato al presidente della Fondazione Istituto nazionale di Studi verdiani, al Ministro per i Beni e le Attività culturali, al Direttore generale del Dipartimento per i Beni archivistici e librari del Ministero per i Beni e le Attività culturali, al presidente della Regione Emilia-Romagna, al presidente della Provincia di Parma, al sindaco di Parma, al sindaco di Busseto, al rettore dell'Università degli Studi di Parma, al presidente del Conservatorio di musica "A. Boito" di Parma, alla famiglia Carrara Verdi. Ecco il testo:

"L'Istituto di Studi verdiani, creato nel 1959, riconosciuto quale Istituto Nazionale nel 1989 e nel 2002 trasformato nell'omonima Fondazione di diritto privato, ha acquisito nel corso degli anni un indiscusso prestigio a livello mondiale nel campo degli studi su Verdi e, in generale, sull'opera italiana. Lo testimoniano le numerose pubblicazioni (tra cui l'edizione nazionale dei Carteggi verdiani, l'annuario Studi verdiani, i volumi prodotti dal Premio internazionale Rotary Club di Parma "Giuseppe Verdi", gli atti di congressi e cataloghi di mostre organizzati dall'Istituto stesso), le edizioni scientifiche di preziosissimi documenti inediti (gli abbozzi della Traviata, gli autografi verdiani del Museo teatrale alla Scala, il libretto del Re Lear), la collaborazione con l'edizione critica delle opere di Verdi (The Works of Giuseppe Verdi, The University of Chicago Press - Ricordi), la biblioteca e l'archivio, divenuti punti di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo, i rapporti col mondo dello spettacolo, in particolare col Teatro Regio di Parma; e, non da ultimo, gli attestati di stima dei più reputati studiosi internazionali riportati nel sito web dell'Istituto stesso.

Il raggiungimento di tale prestigio è stato merito precipuo del prof. Pierluigi Petrobelli, studioso di vastissima cultura e infaticabile organizzatore, che dell'Istituto è stato direttore scientifico ininterrottamente dal 1980 al 1° marzo 2012, giorno della sua scomparsa. All'Istituto Petrobelli ha dedicato tutta la sua vita di studioso, con un'enorme profusione di impegno intellettuale, morale e anche materiale; all'Istituto egli ha voluto persino legare una parte consistente della sua eredità personale.

Dopo la scomparsa di Petrobelli, la dirigenza della Fondazione Istituto nazionale di Studi verdiani ha affidato la direzione scientifica a uno studioso qualificato, senza però mai ratificare in maniera definitiva il suo incarico e senza nominare un nuovo Comitato scientifico (che lo Statuto prevede proposto dal Direttore scientifico).

Alla fine del 2014, dopo un lungo periodo di proroga, sono stati finalmente nominati il nuovo Consiglio di amministrazione e il nuovo Presidente. I firmatari della presente lettera "studiosi di Verdi e del teatro musicale, molti dei quali hanno collaborato a vario titolo alle attività dell'Istituto "non hanno tuttavia notizie sulle intenzioni dei nuovi organi relativamente alla gestione delle attività scientifiche dell'Istituto (in primo luogo la nomina del Direttore e del Comitato scientifico), che ne restano la ragion d'essere e la finalità principale. Essi chiedono perciò di essere rassicurati sul fatto che gli organi che governano la Fondazione Istituto nazionale di Studi verdiani intendano: 1) salvaguardare il patrimonio intellettuale e materiale dell'Istituto conservando il livello di prestigio culturale e di rinomanza internazionale cui è pervenuto nei più che cinquant'anni della sua storia; 2) affidarne a tal fine la direzione scientifica a uno studioso di qualificazione e competenza riconosciute dalla comunità scientifica internazionale, coadiuvato da un Comitato formato da studiosi di pari livello; 3) salvaguardare il carattere scientifico delle pubblicazioni dell'Istituto e in particolare della rivista Studi verdiani".

Seguono le firme:
Claudio Annibaldi (Roma)
Lorenzo Arruga (Milano)
Dorothea Baumann (Secretary General International Musicological Society)
Anna Laura Bellina (Università di Padova)
Virgilio Bernardoni (Università di Bergamo)
Karol Berger (Stanford University)
Vincenzo Borghetti (Università di Verona)
Ilaria Bonomi (Università Statale di Milano)
Daniel Brandenburg (Universität Bayreuth)
Anne Marie Busse Berger (University of California, Davis)
Mauro Calcagno (University of Pennsylvania)
Michele Calella (Universität Wien)
Alessandra Campana (Tufts University, Boston)
Stefano Castelvecchi (Cambridge University)
Paolo Cecchi (Università di Bologna)
Franca Cella (Milano)
Damien Colas (CNRS, Paris)
Vittorio Coletti (Università di Genova)
Azio Corghi (compositore, accademico di S. Cecilia)
Cesare Corsi (Conservatorio "O. Respighi", Latina)
Maria Rosa De Luca (Università di Catania)
Valeria De Lucca (University of Southampton)
Mila De Santis (Università di Firenze)
Fabrizio Della Seta (Università di Pavia-Cremona)
Alessandro Di Profio (Université Paris III)
Gabriele Dotto (Michigan State University Press, già Managing Editor The Works of Giuseppe Verdi)
Sergio Durante (Università di Padova)
Paolo Fabbri (Università di Ferrara, Fondazione Donizetti, Bergamo)
Dinko Fabris (Conservatorio "S. Pietro a Majella", Napoli, Presidente International Musicological Society)
Serena Facci (Università "Tor Vergata", Roma)
Linda Fairtile (University of Richmond, American Institute for Verdi Studies, New York)
Alberto Fassone (Conservatorio "C. Monteverdi", Bolzano)
Martha Feldman (University of Chicago)
Paolo Gallarati (Università di Torino)
Anselm Gerhard (Universität Bern)
Francesco Giannattasio (Università "Sapienza", Roma)
Andreas Giger (Louisiana State University)
Giovanni Giuriati (Università "Sapienza", Roma)
Daniela Goldin (Università di Padova)
Philip Gossett (emerito University of Chicago, Senior General Editor The Works of Giuseppe Verdi)
Helen Greenwald (New England Conservatory, Boston)
Adriana Guarnieri (Università "Cà Foscari", Venezia)
Heather Hadlock (Stanford University)
Kathleen K. Hansell (già Managing Editor The Works of Giuseppe Verdi)
Ellen Harris (MIT, Cambridge MA, Presidente American Musicological Society)
Gregory W. Harwood (Georgia Southern University)
Steven Huebner (McGill University, Montreal)
Francesco Izzo (University of Southampton, American Institute for Verdi Studies, New York, General Editor The Works of Giuseppe Verdi)
Axel Körner (University College, London)
Gundula Kreuzer (Yale University)
Saverio Lamacchia (Università di Udine)
Stefano La Via (Università di Pavia-Cremona)
Jürgen Maehder (Università della Svizzera Italiana, Lugano)
Quinto Marini (Università di Genova)
Roberta M. Marvin (University of Iowa, Associate Editor Works of Giuseppe Verdi)
Raffaele Mellace (Università di Genova)
Pier Vincenzo Mengaldo (emerito Università di Padova)
Carlo Matteo Mossa (Roma)
Anthony Newcomb (University of California, Berkeley)
Fiamma Nicolodi (Università di Firenze)
Michel Noiray (CNRS, Paris)
Roger Parker (King's College, London)
Talia Pecker Berio (Centro Studi Luciano Berio, Firenze)
Giorgio Pestelli (Università di Torino)
Klaus Pietschmann (Universität Mainz)
Franco Piperno (Università "Sapienza", Roma)
Pierpaolo Polzonetti (University of Notre Dame)
Angelo Pompilio (Università di Bologna)
Franco Pulcini (Conservatorio "G. Verdi", Milano, direttore editoriale Teatro alla Scala)
Gabriella Ravenni Biagi (Università di Pisa, Presidente Centro Studi G. Puccini, Lucca)
Federica Riva (Conservatorio "L. Cherubini", Firenze)
Alberto Rizzuti (Università di Torino)
Alessandro Roccatagliati (Università di Ferrara)
David Rosen (emerito Cornell University, Ithaca)
Jesse Rosenberg (Northwestern University, Evanston)
Peter Ross (Rüschegg/Gambach, Berna, Svizzera)
Antonio Rostagno (Università "Sapienza" di Roma)
Susan A. Rutherford (University of Manchester)
Giorgio Sanguinetti (Università "Tor Vergata", Roma)
Graziella Seminara (Università di Catania)
Emanuele Senici (Università "Sapienza", Roma)
Luca Serianni (Università "Sapienza", Roma)
Mary Ann Smart (University of California, Berkeley)
Gabriele Scaramuzza (Università Statale di Milano)
Christine Siegert (Universität der Künste Berlin)
Carlotta Sorba (Università di Padova)
Gloria Staffieri (Roma)
Johannes Streicher (Conservatorio "C. Monteverdi", Bolzano)
Marta
Tonegutti (University of Chicago Press, Managing Editor Works of Giuseppe Verdi)
Claudio Toscani (Università Statale di Milano)
Marco Uvietta (Università di Trento)
Gaia Varon (Università Cattolica, Milano-Brescia)
Dino Villatico (Critico musicale de "La repubblica")
Agostino Ziino (Presidente Istituto Italiano per la Storia della Musica, Roma)
Luca Zoppelli (Université de Fribourg)



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