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L’arte toscana protagonista di Expo e nei musei francesi
21 marzo 2015, il tirreno



L’arte in trasferta, dai musei toscani alle mostre lombarde nell’ambito di Expo 2015 oppure verso musei esteri. Così da Firenze sono in partenza (e alcune già partiti) numerose importanti opere mentre da Siena arrivano una settantina di capolavori dal Duecento al Quattrocento che da oggi saranno in mostra al Museo delle Belle Arti di Rouen.

Verso Expo 2015.. Già da alcuni giorni diverse opere d'arte provenienti dai musei del Polo Fiorentino si possono ammirare a Milano, Monza e Verona nell’ambito di mostre legate a Expo 2015 che aprirà i battenti il prossimo primo maggio. In più riprese, a otto musei del Polo Fiorentino sono state richieste in prestito 78 opere in totale tra pitture, sculture, disegni, miniature in pergamena, oggetti d'arte orafa, maioliche e arazzi. A fare la parte del leone, è la Galleria degli Uffizi a cui sono state richieste 28 opere tra cui due dipinti di Botticelli (La Fortezza e Pallade e il Centauro), due di Antonello da Messina (Madonna col Bambino e San Giovanni Evangelista), il Polittico di Badia di Giotto, l'Adorazione dei Magi di Ghirlandaio, il Compianto sul Cristo morto di Giovanni Bellini, l'Eva di Cranach il Vecchio e il Bacco sul barile di Pieter Paul Rubens. Da segnalare che, per l'occasione, temporaneamente tornerà dal Giappone anche la Tavola Doria, il dipinto raffigurante la Battaglia di Anghiari in mostra in Galleria fino al giugno scorso.

La lista delle richieste. Molto nutrita anche la lista delle opere pronte a lasciare temporaneamente il Gabinetto Disegni e stampa degli Uffizi. Su 16 disegni, quattro sonodi Leonardo da Vinci (tra cui uno Studio prospettico per l'Adorazione dei Magi e il famoso Paesaggio 8P), uno di Paolo Uccello, uno di Verrocchio, due, più recenti, di Giorgio Morandi e uno di Plinio Nomellini. Dello stesso autore livornese è stata chiesta una pittura della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, mentre dal Museo Nazionale del Bargello si sposterà al Palazzo reale di Milano anche il Busto di gentildonna (Dama col mazzolino) di Verrocchio. Alla Galleria Palatina sono stati chiesti un Tiziano (Ritratto di Ippolito de' Medici) e un Guido Reni (Bacco fanciullo), per la mostra "Giotto e l'Italia"(che comincerà in settembre) oltre al Polittico degli Uffizi,quindi la Testa di pastore proveniente dalla Galleria dell'Accademia e tre opere di Giotto e bottega dalla Limonaia di Villa Corsini. Dal 29 aprile saranno visibili al palazzo reale di Milano anche alcuni dei 20 arazzi con le Storie di Giuseppe Ebreo (di Pontormo, Bronzino e Salviati) ora esposti alla mostra in corso a Roma, al palazzo del Quirinale.

Capolavori senesi. La pittura senese - come accennato - sbarca da oggi in Francia. Dopo la tappa a Bruxelles in occasione del semestre italiano della presidenza dell'Ue, oltre settanta capolavori dal Duecento al Quattrocento, dall'iconografia bizantina all'avvento del naturalismo rinascimentale, la maggior parte dei quali non era mai uscita da Siena, è in mostra al Museo delle Belle Arti di Rouen, fino al 17 agosto. «È da più di trent'anni che non si vede in Francia una grande retrospettiva sull'arte senese. L'ultima volta fu nel 1983 a Avignone» ha spiegato il direttore del museo Sylvain Amic, che ha curato l'esposizione insieme ai colleghi italiani Mario Scalini, direttore della Pinacoteca di Siena e Anna Maria Guiducci. «Siena tra il XIV e il XV secolo era il centro dell'Europa della produzione artistica - ha spiegato Scalini - Aveva una struttura produttiva per l'arte che nemmeno Firenze aveva».

Al centro dei nuovi linguaggi. Le opere in mostra risalgono a un periodo in cui Siena era al centro dei nuovi linguaggi rappresentativi del gotico europeo, quando grazie alla sua posizione strategica lungo la Via Francigena, cammino di pellegrinaggio dal nord Europa fino a Roma e agli imbarchi pugliesi per la Terrasanta diventò snodo commerciale e di scambi artistici ed elaborò e diffuse modi illustrativi nuovi che divennero familiari a tutte le scuole artistiche d'Europa. L'allestimento di Rouen si differenzia da quello di Bruxelles, ma le opere sono le stesse . Tra i prestiti maggiori - custoditi grazie alla realizzazione di teche di cristallo con vetri antisfondamento e climatizzate - ci sono la Madonna di San Bernardino di Dietisalvi di Speme, la Crocifissione di Pietro Lorenzetti, la Madonna col Bambino di Simone Martini, un grande trittico portatile attribuito a Duccio di Boninsegna (Madonna in trono) un altro magnifico trittico di Angelo Puccinelli dedicato a San Michele.



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