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PUGLIA - Cinque piani in meno, torna Punta Perotti
FRANCESCO PETRUZZELLI
24 marzo 2015 LA REPUBBLICA






GLI elaborati sono arrivati sulle scrivanie del Comune venerd scorso e hanno riaperto una vecchia ferita. Torna a Bari l'infinita storia di Punta Perotti, il complesso edilizio abbattuto nell'aprile 2006. I costruttori nelle scorse ore hanno infatti presentato una variante al piano di lottizzazione negli uffici della ripartizione Urbanistica di via Abbrescia. In pratica un nuovo progetto che prevede la riqualificazione di quel tratto a sud della citt. Una seconda Punta Perotti insomma, ma immaginata diversamente: un parco urbano, il pi grande d'Europa, con volumetrie minori e palazzine non superiori ai 26 metri d'altezza (rispetto ai precedenti 45 metri), da destinare a terziario e residenziale. Quindi, non solo appartamenti, ma anche uffici, attivit commerciali al dettaglio e spazi per associazioni e tempo libero. Strutture per arretrate e in linea con l'edificato esistente per evitare l'effetto saracinesca, quello che ha generato il lungo contenzioso.

"Non un progetto edilizio di palazzine, ma un ripensamento di area vasta del lungomare. Anche i costruttori hanno maturato un pensiero pi articolato che mette al centro la volont di preservare e migliorare il parco" assicura Ottavio Di Blasi, l'architetto che con il suo studio di Milano ha avuto il compito di riprogettare quei suoli che la magistratura ha riconsegnato ai legittimi proprietari. Proprietari che hanno intanto costituito il Consorzio Parco Perotti e che vede tra le principali societ la Sudfondi dei Matarrese e la Mabar degli Andidero con circa il 70 per cento di quote.

"Qualunque cosa accadr su quei suoli precisa ancora Di Blasi dovr comunque tener conto del cambiamento e di due elementi importantissimi: ora c' un parco pubblico che prima della demolizione non c'era e nel futo, ci sar lo spostamento dei binari della ferrovia, con il famoso collo d'oca' a sud, che consentir al quartiere Japigia di affacciarsi al mare". Le palazzine previste sarebbero collocate in isolati aperti per consentire la penetrazione del verde, mentre nella seconda fascia, quella pi arretrata verso la ferrovia, assumerebbero un'altezza maggiore. I progettisti prevedono anche il ripensamento della viabilit interna, pi arretrata e che consentirebbe di liberare il lungomare da asse di penetrazione per chi arriva da sud.

"Un lungomare che noi immaginiamo a uso residenziale, affiancato da un parco che si sviluppa su circa 2 chilometri e mezzo" aggiunge l'architetto confi- dando in una presentazione pubblica del progetto ai baresi "affinch possano vedere nel modo giusto". "In quel parco c' bisogno di citt. Un citt che l evapora. E' un parco incastrato tra una strada a quattro corsie, quasi un'autostrada, e senza servizi. Io credo che l'opera possa essere realizzata in pochi mesi. E sono convinto conclude Di Blasi che un simile progetto possa permettere ai costruttori e al Comune di trovare un'intesa nell'interesse di tutti".

Dal Comune non trapela al momento alcuna reazione. "Confermo che gli elaborati sono arrivati. Dovremo prima o poi analizzare il caso, ma al momento preferisco non commentare" spiega l'assessore all'Urbanistica Carla Tedesco che, nei mesi scorsi, a poche settimane dall'insediamento della giunta, assieme al sindaco Antonio Decaro ha informalmente incontrato i progettisti. Gi un anno fa le stesse imprese presentarono un primo studio di fattibilit basato sul piano di rigenerazione urbana. Ora la palla passa quindi all'amministrazione comunale che, secondo l'iter, dovrebbe trasmettere gli elaborati alla Soprintendenza e convocare poi una conferenza di servizi con la Regione Puglia. Ma intanto il caso continuer ad approdare nelle aule di tribunale dopo al decisione del Comune di costituirsi anche in appello contro le istanze di risarcimento avanzate dai costruttori.



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