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Recuperato un Picasso da 15 milioni, una tela di Carlevarijs e una statua romana
27 marzo 2015 LA REPUBBLICA




Il quadro del 1912 rimasto per 36 anni nelle mani di un ignaro corniciaio che lo ha ricevuto in dona da un cliente. L'opera del II-III secolo d. C., invece, che raffigura il Dio Mitra mentre uccide un toro, era su un furgone che trasportava alcune piante coperto da telone ed era destinato in Svizzera. Ritrovato anche un olio su tela del 1700 che raffigura piazza San Marco a Venezia



Un Picasso dal valore stimato di 15 milioni di euro, una tela di Carlevarijs del 1700 che raffigura piazza San Marco a Venezia, e una statua romana del dio Mitra che uccide un toro, del II secolo dopo Cristo, del valore 8 milioni di euro. Le tre opere sono state recuperate dal Comando dei carabinieri Tutela patrimonio artistico ed esposte per la prima volta dal ministro della Cultura, Dario Franceschini. Le due tele e la statua sono state sequestrate dai militari durante elaborate indagini eseguito lo scorso anno.

Il quadro di Picasso del 1912, di cm 54 x 45, stava per essere esportato. Si tratta una tela di medie dimensioni che apparterrebbe al pieno periodo del cubismo. L'olio su tela attribuito a Pablo Picasso rimasto per 36 anni nelle mani di un ignaro corniciaio romano. L'opera, stimata in circa 15 milioni di euro, stata individuata e sequestrata dai carabinieri quando l'artigiano, ormai in pensione, ha presentato - tramite la casa d'asta Sotheby's - una richiesta per il rilascio dell'attestato di libera circolazione del dipinto presso l'Ufficio Esportazioni di Venezia. Un atto che, dato lo scarso valore dichiarato per l'opera - 1,4 milioni di euro - ha suscitato il sospetto di falsit del dipinto e quindi l'attenzione degli investigatori. Dalle indagini, infatti, sarebbe emerso che il quadro, "Violin e boutille de bass", era nella disponibilit del pensionato sin dal 1978, anno in cui l'uomo, un corniciaio romano, lo ricevette in dono da un cliente in cambio di una banale riparazione al portafoto della moglie scomparsa, a cui era profondamente legato ed il cui vetrino era stato accidentalmente rotto dalla domestica. Il corniciaio, vista la semplicit dell'intervento, esegu la riparazione gratuitamente e l'anziano signore, rimasto anonimo, decise di pagare tale atto di generosit presentandosi due giorni dopo con la tela in dono. L'artigiano, ignorando completamente la vera natura del dipinto, lo ha conservato in modo approssimativo e senza particolari cautele per circa 36 anni, sino a quando non ha scoperto, casualmente, la possibile attribuzione. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che l'opera effettivamente attribuibile a Pablo Picasso e che la stessa presente nel catalogo Zervos, edizione del 1961, priva di indicazioni sulla collocazione dell'epoca. Sono in corso ulteriori verifiche per stabilire con certezza la provenienza originaria dell'opera.
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Nella stessa operazione stata ritrovata vicino la capitale dai carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, una preziosa statua romana 'a tutto tondo' risalente al II-III secolo d. C. del valore di almeno 8 milioni di euro. La statua, trafugata nel Lazio con uno scavo clandestino, stava anch'essa per essere esportata. Si tratta di un'opera molto rara che raffigura il Dio Mitra nell'atto di uccidere il toro. Si tratterebbe di un reperto particolarmente raro e prezioso, per l'eccezionale integrit e per il soggetto rappresentato. Due esemplari simili si trovano al British Museum e ai Musei Vaticani. Il valore di stima partirebbe dagli 8 milioni di euro.

Il Mitra Autoctono, che raffigura il dio Mitra mentre uccide un toro, il risultato di una pi complessa manovra investigativa intrapresa sul monitoraggio e la ricostruzione della catena criminale ancora attiva nelle aree archeologiche di Roma e dell'Etruria meridionale. Le indagini hanno accertato che il "Mitra" era in viaggio per la Svizzera: durante le perquisizioni, infatti, sono state rinvenute mappe della Confederazione Elvetica, tracce di itinerari ed altre informazioni, tuttora al vaglio. Le attivit dei carabinieri si sono concentrate a Fiumicino, crocevia del traffico dei beni scavati clandestinamente. Il "Mitra" era su un furgone, all'apparenza anonimo, che trasportava alcune piante e altro materiale coperto da telone ed era destinato in Svizzera. Il trasporto era preceduto da un motociclo che fungeva da battistrada e da una Smart che, presumibilmente, aveva funzioni di copertura. All'altezza del Museo delle Navi di Fiumicino, il furgone stato bloccato e controllato dai carabinieri: tra le piante, sotto il telone, stata rinvenuta una scultura marmorea raffigurante una figura maschile nell'atto di abbattere un toro circondato da altri piccoli animali, tipica iconografia del Dio Mitra. Il gruppo scultoreo stato riconosciuto quale opera di straordinario interesse storico ed archeologico. L'operazione ha portato all'arresto, per ricettazione, del soggetto alla guida del furgone noleggiato. Sono poi state effettuate numerose perquisizioni per ricostruire le responsabilit di eventuali complici, tra i quali quelli costituenti la "staffetta" che sono riusciti scappare. Una volta arrivato in territorio elvetico, lo straordinario gruppo scultoreo sarebbe stato collocato sul mercato illecito internazionale.

I carabinieri sono riusciti a risalire alle aree archeologiche di Tarquinia e Vulci, come possibili zone dello scavo clandestino del "Mitra". Nell'area archeologica di Tarquinia, infatti, sono stati individuati nove ambienti, di cui uno con funzioni sacre: era proprio quello in cui era avvenuta la profanazione e il saccheggio. Durante gli scavi sono stati scoperti due ulteriori elementi marmorei riconducibili all'iconografia mitraica: un cane rampante che, oltre ad essere una caratteristica simbolica nella rappresentazione mitologica dei gruppi statuari riferibili al culto di Mitra, combacia perfettamente con il gruppo scultoreo ritrovato dai carabinieri. E' stata inoltre rinvenuta la testa di un serpente, anch'esso mancante e combaciante con il resto della scultura. Non meno importanti gli altri rinvenimenti tra cui pavimentazioni a forme floreali in materiale fittile, pavimentazione mosaicata e vari altri frammenti in marmo.

Recuperata anche un olio su tela del 1700 dell'artista Luca Carlevarijs che raffigura piazza San Marco a Venezia, trafugato a Roma nel 1984 da una collezione privata. Nel settembre 2014, a Milano, durante la perquisizione dell'abitazione di un mediatore d'arte, indiziato di ricettazione ed esportazione illecita di un importante dipinto individuato negli Stati Uniti, i carabinieri hanno rinvenuto 190 foto di opere pittoriche, tra cui una raffigurante la veduta di piazza San Marco di Venezia. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno accertato che il dipinto era stato consegnato da un collezionista al mediatore affinch ne curasse la vendita. Quest'ultimo, dopo il sequestro dell'opera, oramai consapevole delle sue responsabilit, ha collaborato con gli inquirenti fornendo il nominativo del collezionista, il quale veniva poi indagato per ricettazione. Nel corso della perquisizione, gli investigatori dell'Arma hanno acquisito le prove di un vasto traffico illecito di opere d'arte con la Svizzera, per essere poi da qui destinate ad amanti d'arte americani.

"Questi ritrovamenti diventano una notizia - ha commentato Franceschini - insieme all'aumento generale dei sequestri. Numeri che dimostrano il lavoro straordinario dei nostri carabinieri. Il destino del quadro di Picasso dipende ora dalle indagini della magistratura. La statua del dio Mitra ci stata chiesta per un'esposizione temporanea ai musei Vaticani. L'Italia, ad ogni modo, non ha seguito la via scelta all'estero di un grande museo nazionale dove esporre tutte le opere. Credo sia invece giusto - ha concluso - che le opere tornino sui territori e vadano in musei pi piccoli che cos vengono valorizzati. Il dio Mitra torner quindi a Tarquinia. La forza dell'Italia quella di essere un museo diffuso - ha aggiunto Franceschini - E' una grande forza che va valorizzata".



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