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Venezia. Danni ai fondali e rischi dinquinamento nuova inchiesta sui grattacieli del mare
Alberto Zorzi
Corriere del Veneto 4/4/2015

Grandi navi, la procura di Venezia vuole approfondire gli ultimi esposti: previsti controlli e perizie

VENEZIA. La commissione di valutazione dimpatto ambientale da ormai sei mesi abbondanti sta passando al vaglio il progetto del Canale Contorta, che secondo lAutorit portuale lunica strada per togliere le navi dal bacino di San Marco. Ma da alcuni mesi anche la procura di Venezia al lavoro sul tema delle crociere, e non la prima volta. I pm lagunari hanno infatti aperto un nuovo fascicolo sulle grandi navi, sulla base di un esposto presentato proprio la vigilia di Natale dallavvocato veneziano Elio Zaffalon per conto di una sfilza di comitati e associazioni ambientaliste nazionali e locali: Ambiente Venezia, Italia Nostra, Ecoistituto del Veneto, Movimento Consumatori, Wwf, Legambiente e Lipu, a cui si sono aggiunti altri 28 cittadini aderenti ai comitati No Grandi Navi e Laguna bene comune.
Il fascicolo, che proprio per la sua complessit stato coassegnato tra il procuratore aggiunto Adelchi DIppolito (che guida larea dei reati ambientali) e i pm Francesca Crupi e Carlotta Franceschetti, punta su due aspetti particolari da sempre nel mirino degli ambientalisti: da un lato i presunti danneggiamenti provocati ai fondali lagunari e alle fondamenta della citt dal passaggio dei grattacieli del mare e dal moto ondoso prodotto, dallaltro linquinamento dellaria con il fumo nero che spesso si vede uscire dai comignoli. Il fascicolo, che bissa uninchiesta analoga aperta tre anni fa e tuttora in attesa di definizione, al momento senza ipotesi di reato e senza indagati. Oltre allobbligatoriet dellazione penale, di fronte a un esposto dettagliato come quello di Natale, i pm hanno inoltre ritenuto utile aggiornare gli studi e i dati gi acquisiti allepoca dal pm Giorgio Gava.
Sul primo punto i magistrati veneziani hanno gi ascoltato alcuni testimoni, in particolare il noto docente di Idraulica Luigi DAlpaos, professore emerito alluniversit di Padova.
In realt sullipotesi danneggiamento gi in passato erano stati aperti dei fascicoli (compreso quello del 2012), che per poi erano stati archiviati perch non era dimostrabile il comportamento doloso, lunica formula prevista dal codice penale, che non prevede invece il danneggiamento colposo.
Pi rilevante, anche perch occupava una buona parte del nuovo esposto, era invece la questione inquinamento, anche alla luce della sentenza di fine 2012 della Corte di Giustizia europea, che aveva dato uninterpretazione molto rigorosa in materia di contenimento delle emissioni e soprattutto del Pm10, le famigerate polveri sottili. Proprio per questo lItalia era stata condannata per il mancato rispetto delle direttive europee (ce ne sono due: una del 1996 e una del 2008).
Su questo secondo fronte la procura sta ancora una volta acquisendo gli esiti dei monitoraggi e dei campionamenti fatti da Arpav e Universit di Ca Foscari. In realt gli ambientalisti negli esposti hanno contestato con forza questi dati ufficiali, affermando che la centralina principale - quella di Sacca Fisola - in realt posizionata in maniera scorretta, in quanto i fumi spinti dai venti prevalenti (bora e scirocco) vanno in altre direzioni.
Secondo i comitati, quando lArpav aveva posizionato una nuova stazione di rilevamento a San Basilio per una campagna di misura parziale nel 2012, i risultati dellinquinamento dellaria scritto nellesposto hanno abbondantemente superato i limiti di legge per quanto riguarda il Pm10 e il biossido di azoto.
Un superamento poi ribadito da una successiva serie di rilevazioni nel 2013, questa volta a Santa Marta. Lorganizzazione mondiale della sanit ha inserito il particolato derivante della emissioni di motori diesel nella prima classe degli inquinanti cancerogeni (la stessa di amianto e cloruro di vinile), avevano scritto nellesposto. Nonostante gli sforamenti, le autorit non hanno predisposto un efficace piano di rientro nei limiti prescritti.
Anche su questi punti, che riguardano soggetti pubblici e non solo gli armatori, la procura valuter con attenzione le accuse dei comitati.



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