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Ricerca storica e libert di scatto: gli esiti della petizione

Una raccolta firme a favore della riproduzione libera e gratuita delle fonti documentarie in archivi e biblioteche
di Mirco Modolo

Giornale dell'Arte online 10 aprile 2015

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2015/4/123892.html

Collegandosi al link: https://fotoliberebbcc.wordpress.com/category/adesioni-e-contatti/ si potr firmare a favore della riproduzione libera e gratuita delle fonti documentarie (manoscritti, documenti darchivio e volumi storici) in archivi e biblioteche tramite mezzo proprio (fotocamera o smartphone). Una richiesta che punta a estendere la libert di scatto ai beni bibliografici e archivistici nel rispetto delle norme a tutela di privacy e diritto di autore, riproponendo lo spirito originario del decreto Art Bonus voluto da Franceschini come stato gi illustrato a settembre su Il Giornale dellArte (http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/9/120926.html).
Hanno gi firmato personalit di spicco del mondo della cultura e dellUniversit come Gregorio Arena (Labsus), Massimo Bray (direttore editoriale Treccani), Massimo Cacciari, Claudio Ciociola (Sns), Andrea Carandini, Umberto Curi, Carlo Federici, Carlo Ginzburg (Sns), Andrea Giardina (Sns), Pierre Gros, Adriano Prosperi (Sns), Gian Antonio Stella, Alfredo Stussi, Gianni Vattimo giuristi come Lawrence Lessig (Harvard University, fondatore delle licenze creative commons), nonch alcuni degli osservatori pi attenti e autorevoli nel panorama dei beni culturali e delle frontiere dellopen data come Marisa Dalai Emiliani, Roberto Cecchi, Roberto Delle Donne, Mariella Guercio, Adriano La Regina, Daniele Manacorda, Ludovico Ortona, Antonio Pinelli, Giuliano Volpe (presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibact), Bruno Zanardi, Luigi Zangheri (presidente dellAccademia delle Arti del Disegno di Firenze), Marco Contini (direttore della Societ Pannunzio per la libert dinformazione), Flavia Marzano (presidente degli Stati Generali dellInnovazione).
A loro si accompagna soprattutto la voce forte di oltre 2.700 specialisti delle pi diverse discipline storiche, dell'archivistica e della biblioteconomia, sia italiani sia stranieri operanti nel nostro Paese, ovvero i pi diretti interessati in quanto frequentatori abituali di archivi e biblioteche per necessit di studio o lavoro, nonch docenti dell'cole Nationale des Chartes.

Un coro decisamente trasversale, come testimoniano le adesioni di funzionari ministeriali e direttori di archivi statali ed ecclesiastici, cui si aggiungono i rappresentanti dei pi diversi settori della societ, tra cui gli Historical Archives of the European Union (European University Institute), la Societ dei Filologi della Letteratura Italiana (Sfli), importanti fondazioni come il Fondo Ambiente Italiano (Fai), le associazioni di ricercatori e di professionisti di beni culturali come lAssociazione Nazionale Archeologi (Ana), lAssociazione Dottorandi e Dottori di ricerca italiani (Adi) e lAssociazione Precari della Ricerca Italiani (Apri), gli studiosi di storia locale, ma anche singoli pensionati e semplici appassionati di arte e storia da ogni angolo dItalia.

Rimane difficile accettare lobbligo imposto agli utenti di servirsi di un servizio esterno a pagamento in quegli archivi e biblioteche dove la riproduzione con mezzo proprio proibita. E nemmeno appare giustificato pretendere, negli istituti che pure autorizzano gli scatti, il pagamento di gabelle per un servizio che viene svolto dallutente in perfetta autonomia con la propria fotocamera, e dunque non erogato da terzi. E se anche lo si volesse fare passare come contributo alle spese di gestione e manutenzione delle strutture di cui beneficia lintera utenza, non si vede perch esso debba infatti gravare solo su chi fotografa.

Se guardiamo all'Europa da anni nella sala studio delle Archives Nationales di Francia gli utenti possono fotografare gratuitamente e liberamente qualsiasi documento consegnato loro in normale consultazione (esclusi i materiali rari e di pregio e i documenti fragilissimi), e proprio questanno la British Library di Londra, in linea con le migliori prassi europee, ha aperto finalmente alle fotocamere degli studiosi le porte delle sale manuscripts e rare books proprio per meglio rispondere alle crescenti richieste degli utenti.

Gabelle sulla riproduzione autonoma, cos come lobbligo di servirsi di un servizio di riproduzione a pagamento costituiscono un freno a quella libera ricerca che la Repubblica chiamata non solo a garantire, ma anche promuovere e facilitare al massimo grado, in armonia con il dettato costituzionale. Oltre a qualificarsi ovviamente come una misura fondamentale per agevolare la ricerca storica, la liberalizzazione delle riproduzioni di tutti i beni culturali sar anche una occasione per riavvicinare gli studiosi allamministrazione e rilanciare il ruolo di archivi e biblioteche come centri volti alla conservazione, ma ancor pi di alla promozione e valorizzazione attiva del patrimonio documentario ivi custodito. Di recente le Direzioni Generali competenti si sono dichiarate disponibili a rivedere le regole: non c che da augurarsi allora che il sogno infranto delle libere riproduzioni torni presto a essere realt.



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