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TOSCANA - La Villa di Turandot si apre alla citt
di Valentina Landucci
18 aprile 2015 IL TIRRENO



Viareggio: inedito viaggio alla scoperta degli spazi privati e pi intimi del Maestro grazie al recupero dell'ultima abitazione di Giacomo Puccini che torna ad essere un patrimonio fruibile





VIAREGGIO. La Villa di Turandot, quella dove Giacomo Puccini compose la sua ultima opera prima di morire, un tuffo al cuore. Per le condizioni in cui stata ridotta e per la sua straordinaria bellezza. Nonostante tutto. Soprattutto. Non solo questione di architetture, di scelte modernissime nellallestimento degli spazi interni ed esterni il giardino aveva un impianto di irrigazione e il grande bagno del maestro e della moglie Elvia era gi dotato del doppio lavandino ma il fatto che queste mura c lanima del maestro, il suo carattere e le sue abitudini. C Puccini uomo e artista che nel 1915 decide di comprare un terreno per costruire la sua casa vicino alla pineta di Viareggio: andr a viverci nel 1921 e partir da qui, sena far pi ritorno, nel 1924.

La villa che si affaccia su quella che oggi piazza Puccini, tra la pineta e il mare, un tesoro mai dimenticato ma certamente a lungo, troppo a lungo abbandonato. Al centro di un lungo contenzioso legato alleredit del Maestro e oggi di propriet della Fondazione Puccini di Lucca la villa, spoglia degli arredi e ritrovata in condizioni quasi pi simili a una discarica che a una prestigiosa dimora signorile, ha riaperto le sue porte. Per un giorno soltanto. Per ora. Perch il progetto di renderla fruibile al pi presto alla cittadinanza e ai turisti,ristrutturarla, valorizzarla a fini culturali e turistici c, partito. Richieder denaro e tanto lavoro. Ma la restituzione di questo patrimonio alla collettivit , per cos dire, ormai a un passo.

La ''Villa di Turandot'' per la prima volta aperta al pubblico -
Cominciato il recupero dellelegante villa dove Puccini visse tra il 1921 e il 1924, oggi di propriet della Fondazione Puccini di Lucca. Svuotata e per lunghissimi anni in abbandono resta un eccezionale gioiello architettonico che racconta non solo il carattere e le abitudini del Maestro ma anche lepoca nella quale ha vissuto. 1970

La villa ieri. Progettazione e realizzazione della villa sono dellarchitetto Vincenzo Pilotti, docente all'Universit di Pisa, e dell'ingegnere Federigo Severini. Nel 1919 si apre il cantiere ne i lavori vanno avanti per circa due anni. La villa, a pianta articolata, formata da un piano nobile e da un piano seminterrato occupato da vani di servizio e dallo studio del Maestro. La facciata principale, prospiciente via Buonarroti, connotata da un avancorpo costituito da un portico aperto a veranda con pilastri in pietra e transenne in legno al quale si accede da una scala monumentale a doppia rampa. I prospetti sono qualificati da un paramento in mattoni e pietre 'a vista' che incorniciano una serie di porte e finestre architravate e archivoltate a sesto ribassato. I prospetti nord ed est sono ornati, nella fascia di coronamento al sottotetto, da formelle in gres ceramificato a lustro raffiguranti maschere ed elementi decoratori in rilievo. All'interno la distribuzione degli ambienti, corredati originariamente da un moderno impianto di riscaldamento a radiatori, risultava ordinata e funzionale alle esigenze del Maestro: una scaletta interna in legno collegava la camera con lo studio, nel piano seminterrato, ammobiliato da due poltrone ai lati del caminetto e - affidandoci alla descrizione di Guido Marotti, che quella casa frequentava quotidianamente - da "... tavolino col panno verde, il pianoforte Steinway a coda [che oggi conservato nel Museo casa natale di Lucca], coperto di damasco e da un sacco di cose ... tutti i ninnoli che erano a Torre ... dallo studio, per una porticina a vetri opachi, si accede al salotto, in cui domina il rosso: un divano angolare coi cuscini rossi e le pareti tappezzate di rosso ... mobili di colore scuro, tono antico". Il giardino, corredato da un sofisticato sistema di pioggia artificiale, doveva costituire nella sua conformazione caratterizzata da alberi ad alto fusto, pini e lecci, un'ideale prosecuzione con la pineta di fronte. Sul lato nord ancora una lapide porta il 7 dicembre 1924. La comunit di Viareggio promette di costudire consacrati a GIACOMO PUCCINI e casa e bosco che furono reggia e giardino alla splendente regina Turandot.Ai bordi della lapide sono istoriati i titoli di Le Villi e di Turandot, inizio e compimento dell'opera di Giacomo Puccini.

La villa oggi. La Fondazione Giacomo Puccini entra in possesso della Casa di Giacomo Puccini al Marco Polo alla fine del luglio 2014. Dopo che la propriet della Villa stata definitivamente attribuita alla Fondazione Puccini grazie a un atto di transazione stipulato con l'Agenzia del Demanio nell'aprile 2012, a seguito di una sentenza del Tribunale di Firenze che nel 2008 aveva riconosciuto la validit del legato del testamento di Rita Dell'Anna (la nuora di Puccini gi donatrice della Casa natale). I primi sopralluoghi hanno messo in evidenza: muri scrostati, infiltrazioni dacqua e di umidit, serramenti mancanti e non funzionanti, canale completamente colme di terra, pigne e pinugliori, canali di scolo e tombini totalmente ostruiti, molte stanze completamente ostruite da elettrodomestici, da centinaia di vasi e vasetti di colore, da rimasugli di mobilio e da elettrodomestici, pareti disegnate e scritte, pezzi di tende abbandonati, sporcizia disseminata in ogni angolo della casa, una Vespa abbandonata. Lo stato in cui versava la Villa al momento del definitivo passaggio di consegne alla Fondazione stato opportunamente documentato, fotografato e filmato. In sintesi possibile affermare che la casa non era stata oggetto da molti anni di manutenzione ordinaria e straordinaria. La Fondazione Giacomo Puccini, svolte le necessarie perizie, le dovute disinfestazioni per la sicurezza dei lavoratori, le verifiche statiche e ottenute le autorizzazioni dagli enti preposti - Comune di Viareggio e Soprintendenza -, con voto unanime del Consiglio e stanziando il budget, ha intrapreso unazione di pulizia che in fase di ultimazione. Tutto linterno stato svuotato dai rifiuti anche grazie allattiva collaborazione con la Sea. Finestre e porte sono state rimesse in sicurezza per evitare il rischio di intrusione da parte di estranei. Il giardino stato ripulito da piante ed arbusti: le canaline di scolo stanno riaffiorando, i camminamenti in mattoncino rosso e le aiuole sono tornate visibili. I lavori stanno continuando per ridare un po di quel decoro che lultima dimora voluta e pensata da Giacomo Puccini merita.

18 aprile 2015



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