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GROSSETO - Il primo crollo trent’anni fa Poi solo promesse
Maurizio Bernardini
12 aprile 2015 IL TIRRENO




Vergogna. Ecco cosa rappresenta l'ex orfanotrofio Garibaldi. Dal ventennio fascista al 2015. Perfetta fotografia d'abbandono. Ritratto di quel che fa rima con degrado, incuria, chiacchiere elettorali. Infiniti bla, bla, bla, farciti di retorica e zero sostanza. Un tunnel di cui, proprio in questi mesi, si festeggiano i primi 30 anni. Altro che Facebook, pay tivù e tablet: quando viene giù l'intera parte posteriore dell'edificio, nel 1985, il divertimento sta tutto nei pomeriggi trascorsi al circolino, tra amici. Nelle ore ricavate a giocare a biliardino, mentre sul piccolo schermo scorrono le immagini dell'Italia di Tardelli, Scirea e Cabrini. Stessa storia nel 2005, quando lì, tra ratti e sudiciume, spunta il cadavere di un senzatetto parigino di 61 anni. È morto così, solo. Raggomitolato su se stesso. Immerso in quel degrado che nessuno è riuscito a togliere di mezzo. Alcune porzioni dell'ex orfanotrofio tengono botta: realtà associative, comunità religiose, enti. C'è chi mantiene accesa la speranza. Ma le zone alte della struttura stanno su a fatica. Andare avanti, in quelle condizioni, è impossibile: il palazzo viene liberato. «Ci faremo alloggi per giovani coppie» dice, nel marzo 2005, il sindaco Alessandro Antichi (centrodestra). «Lì sorgerà il centro di documentazione della civiltà etrusca» spiega, 3 anni dopo, l'assessore alla cultura Lucia Matergi (centrosinistra). Tutto rimane fermo. Immobile. Fioccano comitati, battute, sarcasmo. Alcuni cittadini distribuiscono cartoline turistiche su cui trionfa l'impietosa fotografia dell'ex Garibaldi. È il biglietto da visita di una città che ha sì l'ambizione di definirsi turistica, ma che è riuscita a dimenticare (per 30 anni) un edificio a 150 metri dalla stazione e 300 dal centro storico. L'ex Garibaldi diviene sempre più luogo per disperati. Nel 2009 le forze dell'ordine sgomberano i locali divenuti dormitorio. Passano due anni e la scena si ripete. Ma c'è di più: il Comune denuncia due nullatenenti per aver occupato abusivamente e "a fini di profitto" l'ex Garibaldi. L'ente chiede ai senzatetto (invano, ovvio) il pagamento di 3.000 euro. Arriva il gennaio 2012: «Insieme all'assessore regionale Salvatore Allocca (delega alla casa) stiamo redigendo un progetto che prevede alloggi per giovani coppie e single. Ci sarà anche una sala polivalente dedicata alla cultura» assicura il sindaco, Emilio Bonifazi. E poi ancora: «Nel 2012 potremmo concludere la fase progettuale e iniziare, nel 2013, i lavori». Ennesimo colpo a vuoto: i quattrini da riversare nella realizzazione concreta dell'idea non ci sono. Nel frattempo, così come ricordato dal Tirreno sempre nel 2012, all'ex Garibaldi s'aggirano spacciatori, senzatetto e prostitute. Almeno a sentire il racconto di chi risiede da quelle parti. E infatti, dalle finestre rotte, è facile scorgere scatolette di cibo, scarpe, vestiti, siringhe ed escrementi. Un accampamento. Il punto è sempre lo stesso: servono euro. Soldi per rimettere in sesto un palazzo che – incredibile per com'è tenuto, ma vero - è vincolato dalla Soprintendenza e di proprietà del Comune. Difficile che quei quattrini arrivino da Firenze: poco meno di 6 milioni di euro sono già stati riversati dalla Regione per l'area del villaggio Kennedy. Ci vorrebbe un ulteriore sforzo. All'ex Garibaldi intanto scorrono gli anni: i primi 30 sono già passati.



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