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ROMA - PIRAMIDE DI CAIO CESTIO. Restyling da 2 milioni, la Piramide Cestia torna bianca come duemila anni fa
20 aprile 2015 LA REPUBBLICA

E' tornata al suo immacolato bianco originario, colore preferito del suo benefattore arrivato dall'oriente, la Piramide Cestia, monumento sepolcrale voluto da Caio Cestio e costruito tra il 18 e il 12 a.C. nello stile "all'egiziana" che aveva conquistato l'impero romano dalla battaglia di Azio in poi. Dopo un anno e mezzo e in anticipo sui tempi previsti, la Piramide è tornata al suo splendore grazie al restauro della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e ai due milioni di euro donati dal magnate della moda giapponese Yuzo Yagi. A incantarlo, tre elementi fondamentali per la sua cultura: il colore, le linee purissime e la sensazione di fermare il tempo camminandole intorno.




Il restauro dell'opera del I secolo a.C. fatta realizzare da Caio Cestio è stato finanziato dal mecenate giapponese Yuzo Yagi. Il sindaco: "L'area potrebbe diventare pedonale"



Torna a splendere, dopo un restauro da 2 milioni di euro finanziato dal mecenate giapponese Yuzo Yagi, la Piramide Cestia. E' durato 327 giorni il restyling del monumento fatto realizzare da Caio Cestio nel I secolo a.C., conclusosi il 19 dicembre scorso con 75 giorni d'anticipo rispetto alla stima del progetto. Stamattina il taglio del nastro: presenti, tra gli altri, insieme allo stesso Yagi, il sindaco di Roma Ignazio Marino, l'assessore capitolino alla Cultura e al Turismo Giovanna Marinelli, i sottosegretari ai Beni culturali, Francesca Barracciu e agli Esteri, Benedetto Della Vedova e l'ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemoto.

"È un giorno di felicità e festa per Roma - ha detto Marino - e ringrazio Yuzo Yagi per la sua generosità e la sua filantropia". Yagi, ha sottolineato, "ha voluto legare il suo nome al restauro di un monumento dell'umanità. C'è un'assonanza tra la sua generosità e il suo percorso di vita legato all'Italia e al mondo della moda". La Piramide, ha notato il sindaco, "venne realizzata dopo la conquista dell'Egitto, quando andavano di gran moda a Roma i simboli egiziani". L'imprenditore nipponico, infatti, tra l'altro, con la sua Yagi Tsusho Limited distribuisce in Giappone brand di prestigio della moda come Armani e Ralph Lauren.

Yagi, soprannominato "il mecenate in bianco" dal colore dei suoi abiti, si è detto "molto felice. La Soprintendenza ha fatto un lavoro straordinario, restituendo alla città la Piramide così bianca come lo era duemila anni fa". E Marinelli ha commentato: "Rivediamo la Piramide Cestia così pulita, bianca e soprattutto aperta, perché chi ha vissuto in questa città tanti anni come me sa che era quasi impossibile riuscire a capire che cosa c'era dentro. Adesso si riesce a fare questo percorso, in alcuni punti si riescono anche a vedere degli affreschi. Insomma, un altro pezzo della città restituito alla città".

Alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 m di lato, la Piramide è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni e il rivestimento esterno in lastre di marmo lunense. Fu fatta costruire per il proprio sepolcro da Caio Cestio, nel periodo tra il 18 e il 12 a.C., in 330 giorni, come previsto dal testamento dell'uomo politico romano. A lavorare sul monumento, nell'operazione che ha visto il restauro di una superficie di 2.264,94 mq di marmo di Carrara, con un impegno rivolto principalmente ai danni prodotti dall'inquinamento ma anche al degrado, restauratori, archeologi, architetti, chimici e meccanici. Nel team, per la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area archeologica di Roma l'archeologa Rita Paris, l'architetto Maria Grazia Filetici e per l'Iscr la restauratrice Pina Fazio. A dirigere l'appalto i restauratori Sergio Salvati e Antonella Docci, coadiuvati da giovani colleghi.

La Soprintendenza, inoltre, "auspica e propone al Comune, a suggello del recupero del bianco marmo di Carrara e per garantirne la conservazione, di modificare la viabilità del piazzale Ostiense e le strade che lambiscono le Mura, la Porta San Paolo e la Piramide allontanando il traffico veicolare dal monumento. Un restyling stradale già progettato - ricorda - che, applicando la normativa europea e sostituendo agli attuali pericolosi incroci delle semplici rotonde, realizzerebbe intorno alla Piramide e alla Porta San Paolo nuove aree pedonali e spazi di sosta, restituendo protezione e dignità ai monumenti".

Nell'ambito del restauro, i dipinti di Terzo stile della camera sepolcrale interna sono stati messi al riparo dalle infiltrazioni d'acqua, le deformazioni del rivestimento in blocchi di marmo assicurate grazie ad apparecchi in acciaio inossidabile, progettati espressamente per questo restauro. Free climbing, mezzi meccanici e pezzi d'avanguardia sono gli strumenti della manutenzione periodica che consentirà di proseguire lo studio degli effetti dell'inquinamento sul marmo. Le quattro facciate del monumento ospitano delle tessere di marmo sulle quali si potrà monitorare l'effetto dell'aria inquinata sui protettivi del marmo nella prospettiva di un contributo ancor più ampio al tema della conservazione del patrimonio antico mondiale.

Sono state istituite, inoltre, in occasione del completamento del restauro, visite guidate individuali a carattere straordinario dal 21 al 24 e il 26 aprile, alle 10, alle 11 e alle 12. Come di consueto, la Piramide è visitabile il 2° e 4° sabato del mese per visite individuali (ore 11) e per i gruppi (ore 10 e 12), con prenotazione obbligatoria.



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