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Articolo 9 - L'Italia ha ancora qualcosa da dire
di Tomaso Montanari
25 apr 2015



L'Italia ha ancora qualcosa da dire. Fu questo il titolo del primo discorso pronunciato dal rettore dell'universit di Firenze dopo la liberazione della citt.

Era il 15 settembre del 1944, e quel rettore si chiamava Piero Calamandrei.

Mancavano ancora otto lunghi e sanguinosi mesi al 25 aprile del 1945, alla Liberazione del Paese. Ma il 25 giugno del 1944 era stata proclamata la Costituente, l'unico atto veramente rivoluzionario della nostra storia.

L'Italia aveva ancora qualcosa da dire, e lo disse: e fu la Costituzione.

Nel suo discorso agli studenti e ai professori fiorentini, Calamandrei confess: Mai come in questi mesi in cui sui bollettini di guerra cominciavamo a leggere con un tremito i luoghi della Toscana, abbiamo sentito che questi paesi sono carne della nostra carne, e che per la sorte di un quadro o di una statua o di una cupola si pu stare in pena come per la sorte del congiunto, o dellamico pi caro.

Questo sentimento di appartenenza fortissima sfoci nell'articolo 9, il pi originale della nostra Carta (Carlo Azeglio Ciampi): La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Cos la Costituzione spacc in due la storia dellarte italiana, assegnando al patrimonio storico e artistico della nazione una missione nuova al servizio del nuovo sovrano, il popolo. Cos il patrimonio artistico stato trasformato in un luogo dei diritti della persona, una leva di costruzione delleguaglianza, un mezzo per includere coloro che erano sempre stati sottomessi ed espropriati. Cos la conoscenza diventata un valore fondamentale della democrazia italiana.

Nell'aprile del 1945 Calamandrei fond una rivista ispirata fin dal titolo alla ricostruzione della Firenze distrutta: il Ponte. Nel primo numero scrisse: Noi siamo convinti che, per risalire da questo imbestialimento, si debba cominciare a ricostruire in tutti i campi la fede nell'uomo, questo senso operoso di fraterna solidariet umana per cui ciascuno sente rispecchiata nella sua libert e nella sua dignit la libert e la dignit di tutti gli altri, e in mancanza della quale la vita diventa una lotta di brutali sfruttamenti alla quale si pu dar via via il nome di tirannia, di plutocrazia, di nazionalismo, di fascismo, di razzismo.

Settant'anni dopo, l'Italia sprofondata in un nuovo imbestialimento: cui si pu dare il nome di dittatura totalitaria del mercato, di diseguaglianza radicale, di contrazione drammatica dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, di deriva autoritaria di una politica plastificata, di mercificazione della cultura, di distruzione scientifica e criminale della scuola pubblica, di disprezzo per la conoscenza.

Ma la storia non finisce qua: l'Italia ha ancora qualcosa da dire.

Buona Liberazione!

http://articolo9.blogautore.repubblica.it/2015/04/25/litalia-ha-ancora-qualcosa-da-dire/


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