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Ostia antica, fango e melma nel Mitreo. L'area archeologica nel degrado
25 aprile 2015 La Repubblica


Il luogo di culto delle Terme del Mitra non visitabile e l'area inaccessibile. Il direttore Morelli: "Non incuria, purtroppo c' una falda d'acqua"

Tra i luoghi di culto all'interno dell'area archeologica di Ostia Antica senza dubbio tra i pi belli e affascinanti, l'unico fra i Mitrei a meritare anche una fotografia sulla pagina di Wikipedia: si tratta del Mitreo delle Terme del Mitra, costruito nella prima met del III secolo. Purtroppo per impossibile da visitare: l'entrata infatti coperta dal fango e poter arrivare ad ammirare da vicino la statua del dio che uccide il toro davvero una missione da Indiana Jones. Ma non il solo tesoro inaccessibile degli scavi.

Una situazione analoga c' infatti nella parte di via della Foce interna all'area: passeggiando lungo la strada si deve fare attenzione a non finire in acquitrini e fango. Non solo. Il Decumano, quella che era la strada commerciale della citt antica, a un certo punto interrotta da transenne perch la fanghiglia sta conquistando sempre pi spazio. E per il pantano chiusa la zona che ospita gli edifici sacri, i quartieri popolari, abitazioni e impianti termali. Qualche turista intraprendente scavalca le barriere, deciso a non perdersi nulla dell'area archeologica celebre in tutto il mondo e che raccoglie la cifra record di 330mila visitatori l'anno. In molti per sono costretti a fare dietrofront.

"Acqua e fango non dipendono da incuria e degrado ma dalla falda d'acqua dolce che si trova proprio in quell'area", assicura alll'Adnkronos Cinzia Morelli, direttore dell'area archeologica di Ostia Antica, evidenziando con forza che "si tratta di un problema endemico di innalzamenti repentini della falda in coincidenza con le piogge. Tre settimane fa ha piovuto - racconta Morelli - e la pioggia ha provocato appunto un innalzamento della falda e gli allagamenti dell'area". Tra l'altro, sottolinea, le idrovore non aiutano: "Qualsiasi tentativo di pompare via l'acqua inutile perch dopo neanche mezz'ora torna e si allaga tutto di nuovo".

"Con il fango, la melma e le zone completamente allagate per ragioni di sicurezza sono state posizionate transenne e reti per impedire il passaggio dei visitatori che potrebbero scivolare e cadere", aggiunge Morelli, che tiene ad assicurare come anche "la presenza dell'acqua nel Mitreo delle Terme del Mitra dovuta alla falda. Sarebbe degrado e incuria se non ci fossero le reti e le transenne a tutelare i visitatori", replica a chi lamenta l'inaccessibilit del luogo.

Il direttore dell'area archeologica spiega: "Da quasi un anno stiamo monitorando questa falda per capire come risolvere il problema. La stiamo osservando e studiando attraverso una serie di pozzi, stiamo anche effettuando una serie di analisi dell'acqua per capire come governare la falda e rendere l'area accessibile. Abbiamo interpellato geologi e tecnici idraulici che stanno osservando e analizzando la situazione, ma trovare soluzioni non facile perch sono fenomeni repentini, vanno studiati i minimi e i massimi dell'acqua, il tipo di acqua, il collegamento con il Tevere, e, se da una parte c' un discorso tecnico da affrontare anche con un potenziamento dei tratti fognari, dall'altra sar necessario individuare nuovi percorsi per il pubblico".

Tra l'altro, osserva, "Ostia pluristratificata, ci sono due livelli scoperti entrambi, le strutture repubblicane e le strutture imperiali, e sono luoghi, purtroppo, colpiti dagli allagamenti, quindi bisogna studiare itinerari per rendere fruibile l'area ai visitatori".

Con oltre 300mila visitatori, gli scavi di Ostia sono tra le aree archeologiche italiane pi amate. "Sono nella top 30 dei siti dei beni culturali italiani pi visitati - sottolinea Morelli -L'anno scorso sono stati circa 332mila i visitatori: un vero e proprio paragone con quest'anno non si pu ancora fare perch sono stati chiusi quasi un mese, dal 31 gennaio al 17 febbraio, a causa del maltempo, ma forse nel gennaio di quest'anno, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, abbiamo registrato un incremento del 30%".

Un vero e proprio 'boom' che secondo il direttore degli scavi "probabilmente dovuto alle nuove scoperte a Isola Sacra e all'allargamento dell'area al di l del Tevere, dato che dall'altra parte del fiume Ostia continua: esiste una 'Trastevere ostiense'".

"Scoperte che hanno avuto una certa risonanza e hanno risvegliato la curiosit di addetti ai lavori e di tanti appassionati",
sottolinea Morelli, che mette in rilievo le ultime novit introdotte: "Abbiamo allargato l'offerta al pubblico anche creando dei percorsi ad hoc per i diversamente abili e utilizzando la 'golf car' per chi non riesce a camminare a lungo. Poi ci sono i nuovi percorsi: ora si pu arrivare fino alla piazza del Foro e anche fino alle case signorili vicino al mare. E le prenotazioni sono tantissime, possiamo dire che siamo sempre pieni"



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