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Bergamo. Carrara, Palma e quei mecenati 2.0. La burocrazia un girone infernale
Anna Gandolfi
Corriere della Sera - Bergamo 29/4/2015

Piazzoli (Fondazione Creberg): volevamo ritirare i fondi, ora crediamo nella Carrara

Dipinti: 4.832. Disegni: 369. Sculture: 218. Una collezione di coralli trapanesi del XVI secolo, 26 arazzi, 56 porcellane, 2 mila libri provenienti da Palazzo Carandini a Modena. Per questi ultimi linventario in corso e fra i tesori ne spuntato uno speciale: lo spartito originale della Lucrezia Borgia di Donizetti, fatto rilegare personalmente dal marchese Carandini che per il melodramma andava pazzo. Tutto questo, e altro ancora, il patrimonio artistico del Gruppo Banco Popolare. Un patrimonio che, per filosofia, punta a essere un po di tutti. Nel senso che lobiettivo custodire e valorizzare i capitali di storia e bellezza che sono la memoria civile dei territori in cui esso presente, nato, si sviluppato.
Angelo Piazzoli segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco, che con il Banco ha intrecciato i destini (la fusione dellistituto di credito nel gruppo della scorsa primavera). E quello orobico, con il suo impegno nei restauri, con le porte aperte della banca trasformata in un museo, con le opere portate allesterno, dalle carceri alle case di riposo, diventato modello per un sistema pi ampio. Piazzoli, infatti, stato nominato anche responsabile del patrimonio artistico del Banco e lesposizione che il 7 maggio debutter in Largo Porta Nuova un esempio di sinergia. La Madonna quattrocentesca di Botticini, patrimonio del Creberg, sar esposta con quella del Piazza, in arrivo da Lodi. E poi la Maternit di Previati, caposaldo del Divisionismo gi richiesta dal Guggenheim di New York, lascer Novara e sar visibile in citt per la prima volta.
Una bella soddisfazione.
una soddisfazione che il modello della Fondazione Creberg sia stato apprezzato e fatto proprio anche oltre il confine della provincia. Le potenzialit sono enormi. Con questa mostra integriamo lofferta artistica in citt in chiave Expo.
Sgarbi ha detto: Bergamo, in questo, rivaleggia con Milano.
Ha ragione.
Voi, come Fondazione Creberg, siete promotori anche della monografica sul Palma e avete sostenuto parte del cantiere della Carrara. Esiste il mecenatismo 2.0.
Crediamo nella necessit di operare dal punto di vista economico, del sostegno dellimpresa e della famiglia, ma anche nella responsabilit sociale. Con la Fondazione finanziamo restauri di opere che poi restano sul territorio, ma met del budget annuale (lultima assegnazione del Credito prima della fusione, bilancio 2013, stata di 2 milioni di euro, ndr ) va al sociale. Certo, la parte artistica quella pi visibile.
Partiamo dalla Carrara. Avete finanziato lallestimento con 1,25 milioni di euro. Allinaugurazione lei ha citato Dante: E quindi uscimmo a riveder le stelle. Il percorso precedente stato un inferno?
stato lungo e complesso. Guardiamola cos: i bresciani ci hanno fatto i complimenti perch a Bergamo per riaprire la pinacoteca abbiamo impiegato solo sette anni.
Il progetto iniziale era di due. Allora, avevate proposto di donare una sala ipogea, poi c stato il piano naufragato degli orti, tra polemiche politiche. Girone dantesco della macchina pubblica?
La macchina pubblica ha i suoi tempi e le sue regole, in generale. Per restaurare la fontana di SantAgostino abbiamo impiegato tre mesi di lavori e tre anni per avere le autorizzazioni. Ma era un dono alla citt, ed andata bene cos. La vicenda della Carrara? Ancora pi complessa. Ci sono stati momenti di stallo pesanti: due anni fa la decisione dellallora sindaco Franco Tentorio di diventare interlocutore diretto ha permesso di superarli.
Il taglio del nastro lha fatto il successore, Giorgio Gori.
Lui ha avuto, tra le altre, unintuizione ottima dal punto di vista manageriale. Sembra cosa piccola, non lo : ha fissato una data di apertura a distanza di mesi. Questo ha portato davvero al rush finale.
Ci sono stati momenti in cui avete pensato di ritirare il contributo, esasperati dalla burocrazia?
Lo ha raccontato anche il presidente Cesare Zonca. S, momenti cos ci sono stati.
Ma ora entrate a far parte della governance della pinacoteca.
S, ci crediamo.
Lobiettivo della nuova Carrara?
Avere dimensione europea: servono eventi, promozione. Lobiettivo 60 mila visitatori lanno.
Eventi sono anche le mostre temporanee. In Carrara, per, non c spazio.
Ci sar convivenza con la Gamec, sotto la regia del Comune.
Dunque le grandi mostre partiranno subito.
Penso che se ne possa parlare gi dal 2016.
La Gamec dovr dunque ridurre la propria attivit. Almeno finch non si risolver il nodo della nuova sede. Il Comune non ha ancora deciso dove collocarla.
Non entro nel merito di una questione che non riguarda noi, non sarebbe giusto. Per cruciale.
Siete, con lUniversit, fra i promotori della mostra su Palma. Quindicimila visitatori il primo mese sono soddisfacenti? Lobiettivo era 120 mila in tre mesi.
Siamo soddisfatti, lincremento sar ora esponenziale, con la Carrara aperta accanto. Sulla promozione si stanno risolvendo alcune cose, diciamo che i passi non sono stati facilitati. E diciamo che sullesterno siamo lanciati: pi sui bergamaschi che dobbiamo lavorare.
Bergamo la prima che non si promuove?
Cambiare si pu. E laria sta cambiando. Pensiamo allorganizzazione: lidea di una mostra sul Palma era stata proposta anni fa a Palafrizzoni, ma non era stata ritenuta interessante. partita lo stesso, abbiamo fatto oltre 400 incontri con il territorio. Ora un successo. Il segreto, a mio parere, andare oltre lindividualismo. Noi bergamaschi ci poniamo obiettivi comuni ma poi, quando il momento di rinunciare a qualcosa di s, di vedersi affiancati da altri sul poster dei promotori, iniziano i problemi. Se si fa sistema davvero, il resto verr.
Piazzoli, lei uomo delleconomia. Eppure ha portato il Cda di una banca a convivere con un atelier di restauro (oggi, la pala del Romanino di SantAlessandro in Colonna il restauro numero 23). Da dove nasce questa vena artistica?
Confesso: al Sarpi mi vantavo di non aver mai aperto una volta i tomi dellArgan (ride, ndr ). Tra latino e greco, quella di storia dellarte era lora in cui si prendeva fiato. La mia formazione successiva giuridica.
Il mistero sinfittisce.
Nei primi anni duemila, con la Fondazione, ho organizzato le prime aperture del palazzo con Guido Crippa, tuttora consigliere: stato lui ad avvicinarmi al mondo delle grandi collezioni e dei grandi artisti, mi ha trasmesso la convinzione del valore sociale dellarte. Poi c una questione di famiglia. Il merito principale merito di mia moglie Lorena.
Racconti.
Lei ha una cultura artistica profonda. Mi ha educato al bello, sopperendo alle lacune scolastiche.
Quelle dellArgan sempre chiuso.
Esattamente. Mi capita di tornare a studiarlo ora, lArgan. Ovviamente ledizione di mia moglie: le mie erano intonse, alla fine del liceo me le hanno comprate subito....



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