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MILANO - EXPO - Nel padiglione della Sicilia si espone solo il fallimento
CARMELO CARUSO
06 maggio 2015 La Repubblica



IL REPORTAGE

Nel giorno d'apertura di Expo il cluster si gi allagato perch, come dice Dario Cartabellotta che ha il compito di dirigerlo, nessuno aveva previsto la copertura del palco. E noi abbiamo preso le chiavi solo l'ultimo giorno. La Regione che ha quasi ventimila dipendenti all'Expo ne ha distaccati solo dieci che parlano come sopravvissuti. A pulire l'intero cluster c' un solo un operaio, una sola scopa elettrica che qui ancora aspettano come epifania ma che la direzione non manda, dicono per punire la Sicilia che non ha trasferito i famosi tre milioni di euro serviti a finanziare questa operazione di promozione a danno nostro. Venite a piazza Italia, dove la Sicilia espone i preziosi acroliti di Morgantina, e ci troverete trasferita la poltroneria dei dipendenti regionali, quella che aleggia negli assessorati e nei musei siciliani, palestre di stipendiati che oggi sono pure sbarcati a Expo come nostri diplomatici. In questo spazio che gestito direttamente dall'assessorato alle Attivit produttive, sei milioni e mezzo di euro di fondi comunitari impiegati, i funzionari della Regione arrivano con un ora di ritardo e se ne vanno con un'ora di anticipo: E un so n'do stanno e che fanno. Un c'avete manco la brochure in inglese, canzona il custode romano che merita una promozione per evidente merito.

A cinque giorni dall'inaugurazione di Expo, nel cluster biomediterraneo, che la Sicilia coordina, non ha ancora aperto il padiglione del Libano, ed gi crollato un tetto, quello turco. Un visitatore si ferito, confida Alessio La Rocca, un ragazzone che per Expo vigila e valuta la meravigliosa approssimazione di un'Isola che si crede civilt ma che non riuscita neppure a strappare in tempo gli accrediti per le imprese, per i sindaci e per i suoi cuochi. Nessuna regione avrebbe mai accettato di vedersi confinata a scarto della terra: nessuna indicazione che segnali la presenza di quest'isola a Expo, nessuna carena che illumini i padiglioni. E vale ricordare che il cluster a pochissimi passi dall'Albero della vita, che evidentemente qui deve essersi gi spenta.

Chi accede al cluster biomediterraneo ha l'impressione di entrare tra le ridotte di Palermo, tra le vie scalcinate di Catania, spazi stretti e ambizioni larghe, odori di fritto e di povera gente, mandolini e tarantelle per surrogare l'inefficienza. Dei quattro forni del gusto, piccoli chioschetti, uno chiuso. Solo nelle commedie di Eugne Ionesco si poteva immaginare di allestire la pi grande cucina del gusto speziato senza metterci le sedie. Non ce n' una, guardi i tavoli e poi mi dica se non sono opere di artisti matti, dice Franco Vescera, panettiere di Carlentini, che s'industria con la concorrenza lecita: prezzi bassi e cortesia tanta. Non avete peccato di velleit come sempre accade ai siciliani? Solo chi non fa non sbaglia. Stiamo rimediando. Abbiamo concordato con la direzione di Expo maggiore visibilit e servizi , spiega Cartabellotta che sicuramente un funzionario audace ma cos solo al punto che pure i visitatori vorrebbero soccorrerlo.

Qui perfino le pi belle foto di Ferdinando Scianna sembrano orribili, montate su pannelli adatti ai cantieri edili. Ed una fortuna che non lo visiti nessuno, cos la cattiva figura minima, rivela disincantato Scianna che a Milano ci abita ma che a Expo non vuole venire. Per gestire l'evento la Sicilia ha chiamato un veterinario. Ma da trent'anni mi occupo di comunicazione. Ho inventato il winecode, dice Piergiorgio Sabatini, che dirige l'evento ma che di fatto non direttore dell'evento. Quanto percepisce? Non ho ancora un contratto. Sto solo aiutando Cartabellotta , risponde Sabatini che come tutti quelli che hanno a che fare con i siciliani ha gi preso i difetti, a cominciare dall'impazienza: O lo organizzava la Sicilia oppure sarebbe toccato alla Puglia.

La tossicit, i frazionismi di un'intera regione si sono sparsi fino a Milano. Dal cluster lamentano le poche risorse che sono state concesse con prodigalit all'assessore delle Attivit produttive, quelli delle Attivit produttive trattano come reietti quelli del cluster. Forse ha ragione l'assessore ai Beni culturali, Antonio Purpura, uno che per non sbagliare avrebbe rimandato l'apertura. E invece non solo questo cluster aperto, ma gi addolora la stilista catanese Marella Ferrera: Si allestito come se fosse un stand per le scolaresche. Stasera me ne vado con la morte nel cuore. Non c' la terra, non c' il mare, non c' l'anima. Qui a mancare la Sicilia





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