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SICILIA - I resti della Villa Romana sempre pi in abbandono
LA SICILIA Luned 04 Maggio 2015 Siracusa



Avola. Ci sono cose che si ripetono puntualmente. Cicliche, regolari. La polemica sulla mancata fruizione e sul totale abbandono dei resti della Villa Romana di Avola una di queste. Eppure sarebbe facile risolvere il problema e non farsi facilmente additare come "smemorati" o "non curanti" dei beni archeologicI. Il contrasto sul lungomare avolese forte. I lavori di ristrutturazione dei marciapiedi, della ringhiera, del manto stradale e di panchine sono sotto gli occhi di tutti. Hanno ridato lustro alla spiaggia che doveva per forza di cose essere la principale risorsa turistica della citt. Eppure qualcosa stato dimenticato. I resti della Villa Romana sono totalmente invasi dalle erbacce, al punto che non si riesce pi a vedere il sito. Se prima il problema principale era solo la valorizzazione e la fruizione del bene archeologico, adesso l'attenzione si sposta sulla sua manutenzione.
Avola - dice il segretario del Pd Corrado Santuccio - vanta un lungomare con testimonianze storiche e archeologiche secolari ma, a volte, le istituzioni sembrano dimenticarsene. un vero peccato lasciare in tale stato di abbandono i resti di una villa romana che, nella nostra visione, rappresenter l'attrazione di un lungomare dove mare e storia concorreranno a regalare al turista un'esperienza unica. Turisti che cominciano ad arrivare e proprio ieri, sulla spiaggia a ridosso della Villa romana, almeno un centinaio di persone facevano il bagno. Acque depurate, spiaggia "quasi" pulita, lungomare riqualificato. Ma l'estetica della Villa Romana, resta un punto negativo non di poco conto per una citt che vuole puntare sul turismo.
Siamo - dice Santuccio - alla vigilia della stagione ed davvero impensabile che questo sito archeologico sia ridotto a una montagna di rovi e erbacee. Al fine di non rovinare l'immagine del lungomare e presentare ai turisti un biglietto da visita cos negativo, chiediamo a chi di competenza di intervenire prontamente. Per tutelare un bene straordinario basta un po' di ordinaria amministrazione.
Dello stesso parere anche Marco Urso, da sempre sensibile alle tematiche archeo-culturali della sua citt.
A novembre - dice Urso - il Comune firm una convenzione con il servizio regionale del Parco Archeologico di Eloro proprio per migliorare la fruizione dei siti archeologicI avolesi. Da allora - continua - sono trascorsi 6 mesi ma mi sembra che a cadenza stagionale i problemi siamo sempre gli stessi. Siamo ancora all'anno zero visto che le mancanze sono quelle risapute da anni: assenza di cartellonistica multilingua, aree piene di erbacce e minimamente toccate dai tour organizzati.
Nel 2009 i resti della Villa Romana furono coperti da una tettoia. Si pensava fosse il preludio a una seria valorizzazione del sito. Si parlava di ulteriori scavi oppure di una regolare fruizione del piccolo sito. Invece nulla di tutto ci. Oggi il grano e le erbacce la fanno da padrone, coprendo visivamente la vista anche a chi, solo con lo sguardo volesse per poco tempo osservare il sito archeologico. Che nessuno negli anni abbia mai pensato alla possibile fruizione del sito n prova anche la costruzione di una recinzione che non presenta aperture su strada che potrebbero far presagire ad un possibile ingresso. Anche la cartellonista assente. Sia lato strada sia lato spiaggia.
Anche Clara Artale, presidente dell'Archeoclub Avola interviene sulla questione. E' uno - dice- dei beni pi belli che andrebbero meglio conservati. Dal nostro canto cercheremo di fare qualcosa per migliorarne la fruizione. Abbiamo gi presentato un progetto che permetta la riapertura "simbolica" del sito almeno per una sera.
Francesco Midolo


04/05/2015



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