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Dopo Expo. Il progetto degli scienziati. Unonda di raggi laser per indagare la materia
Giovanni Caprara
Corriere della Sera - Milano 11/5/2015

Istituto di fisica: acceleratore di particelle unico al mondo

Nella prospettiva del dopo Expo ci potrebbe essere anche un potente acceleratore di particelle capace di guardare nellintimit della materia e quindi anche di noi stessi. Il rettore delluniversit Statale Gianluca Vago mi ha chiesto che cosa poteva fare lIstituto nazionale di fisica nucleare spiega il suo presidente Fernando Ferroni e cos abbiamo proposto un acceleratore ad elettroni liberi allo studio da tempo.
I fisici lo chiamano Fel (Free Electron Laser, Laser a elettroni liberi) e produce una luce di raggi X con alcune propriet dei laser, la quale pu penetrare nella struttura della materia comprese le cellule. Il progetto esiste gi perch lInfn aveva proposto di realizzarlo vicino a Roma ma poi tutto era rimasto bloccato. Di questo tipo di acceleratori ne esistono e sono in attivit vari esemplari come quelli di Trieste o Grenoble in Francia. Uno nuovo della potenza di 17,5 GeV (miliardi di elettronvolt) e del costo di circa due miliardi di euro sta prendendo forma anche ad Amburgo, in Germania, ed frutto di una collaborazione europea. Pure lItalia, infatti, vi partecipa producendo alcune parti.
Ma quello che potrebbe nascere a Milano ha caratteristiche diverse che offrono possibilit molto pi interessanti. Finora una macchina del genere non era mai stata costruita. Negli Stati Uniti se ne vuole realizzare una a Stanford, ma lobiettivo ancora da raggiungere.
La caratteristica che distingue il Fel del progetto milanese quella di generare unonda continua mentre gli altri producono degli impulsi con vantaggi ben inferiori. In questo modo aggiunge Ferroni possibile vedere le immagini delle proteine o compiere indagini sui materiali dei beni culturali.
La sua potenza di 6 Gev e da un punto di vista tecnologico sarebbe estremamente davanguardia perch farebbe ricorso a magneti superconduttori analogamente al super acceleratore Lhc del Cern di Ginevra. Nel settore luniversit milanese ha una tradizione di alto livello: il professor Lucio Rossi che qui insegna stato addirittura il padre dei superconduttori di Lhc.
Per realizzarlo occorrerebbero sei anni ma per arrivarci bisogna ovviamente trovare le risorse. Il suo costo si aggira sui seicento milioni di euro precisa il presidente dellInfn ma il nostro Istituto non ha i fondi adeguati. Se per il governo riesce a trovarli siamo pronti ad entrare subito in azione. Per Milano sarebbe una grande opportunit aggiunge perch si creerebbe un laboratorio nazionale con a disposizione un importante strumento di ricerca, prezioso sia per ricerche di fisica di base che per applicazioni in vari settori, compresi quelli industriali.



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