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Appello a Mattarella: I Parchi italiani, una crisi drammatica di sopravvivenza (con le firme aggiornate al 20 maggio)

Appello al presidente Sergio Mattarella tutore dellarticolo 9 della Costituzione

I Parchi italiani, una crisi drammatica di sopravvivenza. Bisogna salvarli.
Le aree protette italiane stanno vivendo, ormai da qualche anno, una crisi drammatica, una crisi di sopravvivenza, che ci sta ricacciando indietro nel confronto con altri Paesi e nella nostra capacit di mettere a frutto le potenzialit educative, scientifiche, ricreative ed economiche dei nostri parchi. Mentre, al contrario, essi andrebbero, come le altre aree protette, meglio tutelati e rilanciati nel quadro normativo del Codice per il Paesaggio.
I primi due Parchi Nazionali nascono dalle intuizioni e dalle pressioni dellintellighenzia liberale dinizio secolo che trovano la prima attuazione nei Parchi del Gran Paradiso (1922) e dAbruzzo (1923). Il fascismo burocratizz e snatur questi due primi Parchi Nazionali istituendone altri due per motivi lontani dalla cultura naturalistica (Stelvio e Circeo). Poi un lungo sonno. Rotto alla met degli anni Sessanta da una forte domanda dal basso e da un fervore di iniziative che coinvolse contemporaneamente associazioni ambientaliste, regioni vecchie e nuove e dirigenza forestale. Questo formidabile slancio diede finalmente vita alla creazione di molte nuove riserve, pose le basi di quella che fu chiamata la sfida del 10%: passare cio dall1,5% del territorio protetto al 10%. Una sfida che nel corso di meno di un quarto di secolo fu brillantemente vinta, su due fronti: il superamento del fatidico 10% - oggi siamo quasi al 13% - e lapprovazione nel 1991 di una legge quadro, la n. 394 sulle aree protette, tra le pi avanzate e organiche dEuropa.
Allinizio degli anni Novanta sembrava dunque che lItalia avesse non soltanto recuperato i decenni perduti rispetto alle nazioni pi avanzate, ma ambisse a diventare un punto di riferimento in Europa, in questa vera conquista di civilt che sono i parchi naturali. Invece, distanza di un quarto di secolo le aree protette italiane sono come abbandonate a se stesse e minacciate da proposte di legge di revisione della 394 (ancora inapplicata in alcune parti qualificanti) che ne snaturerebbero fini e obiettivi.
Il quadro fosco. Da anni si assottigliano implacabilmente le risorse pubbliche a disposizione. In diversi parchi, anche nazionali, ormai difficile anche far marciare gli automezzi di servizio. Il Ministero dellAmbiente, che dovrebbe fungere da propulsore e da garante di tutto il sistema delle aree protette italiane, appare da anni cronicamente assente. Salvo che per qualche nomina di carattere sempre pi politico, sempre pi discutibile e discussa, e per limposizione di un carico burocratico surreale e vessatorio.
Ma v di peggio. Per motivi di bassa cucina politica lattuale governo si appresta ad avallare lo scempio che si riusciti ad evitare per decenni, anche grazie ad autorevoli interventi di presidenti della Repubblica, cio lo spezzatino di uno dei quattro parchi storici, quello dello Stelvio. Un atto di vera barbarie istituzionale che ci additerebbe al ludibrio dellEuropa e del mondo. E gi viene richiesta localmente, da tempo, unaltra divisione: quella del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Per motivi non meno miopi si propone di dissolvere quello che nel corso del tempo diventato un corpo di vigilanza ricco di preziose competenze in campo ambientale, cio il Corpo Forestale dello Stato: un altro colpo mortale alla gi indebolita protezione della natura in Italia e alla vita dei Parchi.
Le nomine dei presidenti e dei consiglieri dei Parchi Nazionali, qui e l viziate anche in passato da logiche partitiche, stanno progressivamente diventando puri e semplici tasselli di potere locale, senza quasi pi nessi con le caratteristiche e con le missioni specifiche degli enti da amministrare.
Ancor pi allarmante la proposta di riforma della legge quadro del 1991, riproposta nelle aule parlamentari, persino con lappoggio di qualche sodalizio ambientalista. Una legge che tiene solidamente fermi alcuni provvedimenti di assoluta gravit: la previsione di sfruttamento di risorse ambientali nei parchi in cambio di royalties, la inclusione negli organismi direttivi di portatori di interessi economici - che va peraltro di pari passo con lesclusione degli scienziati - e quella di un controllo sempre pi forte della figura del direttore da parte della presidenza degli Enti, cio da parte della politica.
Mentre i parchi italiani cercano di sopravvivere soffocati dallinedia, dalla burocrazia e da questo paradossale misto di indifferenza e di occhiuto controllo da parte del potere politico - anche se non manca qualche eccezione locale - e cercano di difendersi da tutti questi pesanti attacchi, sui loro problemi e sulle loro prospettive calato il silenzio da gran parte della stampa e del mondo della cultura. In passato non era cos, e anzi i grandi successi ottenuti negli anni Settanta e Ottanta hanno dovuto molto allinformazione e al dibattito pubblico.
Dobbiamo chiederci e chiedere - alle istituzioni, alla politica, allopinione pubblica - se pensiamo ancora che le aree protette abbiano un ruolo importante nella crescita civile, culturale ed economica del nostro Paese oppure no. E se la risposta positiva dobbiamo reclamare ad alta voce - scienziati, operatori forestali e della tutela, ambientalisti veri e loro associazioni - che vengano fermate le iniziative che tendono a depotenziarle e a stravolgerne fisionomia e compiti e che venga consapevolmente ripreso lo spirito e il dinamismo che port alla vittoria del 10% e allapprovazione della legge quadro. Un Ministero competente, che si interessi, che funzioni; delle Regioni che tornino a discutere e a pianificare; un dialogo tra associazioni, tecnici e amministratori dei parchi, istituzioni, mondo politico, opinione pubblica e popolazioni locali che si faccia di nuovo serrato, di alto livello e rivolto al futuro. Come avviene altrove in Europa.
Per questo rivolgiamo un forte appello anzitutto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tutore dellarticolo 9 della Costituzione, che nel discorso inaugurale del proprio mandato ha citato lambiente fra i valori fondamentali da promuovere, affinch questa tragica involuzione venga fermata invertendo una rotta che rischia di compromettere le conquiste fondamentali realizzate in Italia nella seconda met del secolo scorso.
Analogo forte appello rivolgiamo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro dellAmbiente, Gianluca Galletti e al ministro per i Beni, le Attivit Culturali e il Turismo, Dario Franceschini perch intervengano al pi presto e positivamente in questa drammatica situazione di crisi delle aree protette

Giorgio Nebbia, ambientalista, professore emerito Universit di Bari, Luigi Piccioni, docente di Storia economica allUniversit di Reggio Calabria, Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza, Alberto DOrazio, presidente Comunit del Parco Naz. di Abruzzo, Lazio e Molise, Fulco Pratesi, presidente onorario Wwf-Italia, Desideria Pasolini dallOnda, fondatrice di Italia Nostra, Vezio De Lucia, urbanista, presidente Ass. R. Bianchi Bandinelli, Teresa Liguori, vice-presidente di Italia Nostra, Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia er Storia dellarte, Maria Rosaria De Vitis, presidente FAI Campania, Dacia Maraini, scrittrice, Michele Laudati, direttore Parco Naz. del Pollino, Renzo Moschini, pres. Gruppo San Rossore, Franco Pedrotti, botanico, professore emerito Universit Camerino, Domenico Nicoletti, docente gestione e salvaguardia aree protette, Universit Salerno, Paolo Pepe, docente Geografia Universit Palermo, Gino De Vecchis, ordinario Geografia, Sapienza Roma, Valter Giuliano, direttore di Natura e Societ, Cesare De Seta, storico dellarte e del paesaggio, Giuseppe Rossi gi presidente dei Parchi Naz. dAbruzzo e del Gran Sasso-Monti della Laga, Carlo Alberto Graziani, giurista, primo presidente del Parco Naz. Monti Sibillini, Cesare Lasen, gi componente Consulta Tecnica Aree protette, Andrea Sisti, presidente del Consiglio Naz. Agronomi e Forestali, Francesco Pancho Pardi, docente di Analisi del territorio, Firenze, Carlo Brusa, ordinario Geografia, Universit Piemonte Orientale, Fabio Semprini, presidente Societ di studi naturalistici della Romagna, Giovanni Pieraccini, presidente onorario RomaEuropa, Sergio Guidi, presidente Ass. Naz. Patriarchi della Natura, Benedetta Origo, Giardino della Foce, Val dOrcia, Achille Cutrera, gi presidente del Parco del Ticino, relatore alla legge n. 394 sulle aree protette, Paolo Berdini, urbanista, Sauro Turroni, architetto, gi commissario al Parco Naz. Monti Sibillini, Guido Pollice, presidente Verdi Ambiente Societ (Vas), Paolo Pupillo, Unione Bolognese Naturalisti, Alessandro Chiarucci Phd dipartimento Scienze biologiche e Ambientali, Bologna, Francesco Dess-Fulgheri, docente dipartimento biologia, Bologna, Fabio Garbari, presidente Societ Botanica Italiana, Silviero Sansavini, docente emerito Arboricoltura, Bologna, Franca Leverotti, Gruppo di Ricerca Orchidee Spontanee (Giros), Edoardo Salzano, urbanista, direttore di Eddyburg, Donata Levi, storica dellarte, a nome di PatrimonioSos, Pier Luigi Cervellati, urbanista e territorialista, Bruno Toscano professore emerito Storia dellArte, RomaTre, Andrea Emiliani, storico dellarte, presidente Accademia Clementina, Paolo Baldeschi, urbanista, Firenze, Tomaso Montanari, storico dellarte, docente Napoli, Paolo Maddalena, giurista, studioso di diritto ambientale, Domenico Finiguerra, Movimento naz. Stop al cemento, Salvatore Giannella, storico direttore di Airone, Giordano Conti, architetto, studioso paesaggio appenninico, Nino Criscenti, giornalista tv, autore inchiesta Paesaggi rubati, Furio Colombo, giornalista e saggista, Maria Teresa Fillieri, dir. Fondazione C.L. Ragghianti, Lucca, Antonio Pinelli, prof. emerito storia dellarte, Firenze, Anna Donati, Green Italia, Valerio Magrelli, poeta e scrittore, Anna Marina Foschi, pres. Italia Nostra Emilia-Romagna, Maurizio Sebastiani, presidente Italia Nostra Marche, Maria Rita Signorini, Giunta naz. Italia Nostra, Oreste Rutigliano, Ebe Giacometti e Raffaella Di Leo, consiglieri naz. Italia Nostra, Giovanni Losavio, gi presidente naz. Italia Nostra, magistrato, Enrico Cripezzi, coordinatore Lipu Puglia-Basilicata, Mauro Ferri, fondatore Soc. Italiana per la Storia della fauna, Vincenzo Caniglia, storico della Tecnica, Torino, Carlo Consiglio, zoologo, prof. emerito Universit Roma, Fernando Ferrigno, giornalista e scrittore darte, Cristiana Mancinelli, coordinatrice naz. Salviamo il Paesaggio, Anna Maria Bianchi, portavoce di Carteinregola, Alix Van Buren, presidente Amici parco Villa Borghese, Andreina De Tomassi, giornalista, ambientalista, Passo del Furlo, Gianandrea Piccioli, dirigente editoriale, Carla Sepe, giurista, specialista Ambiente, Daniele Protti,giornalista, gi direttore Europeo, Valentino Podest, urbanista, Rete Comitati Difesa Territorio, Giancarlo Pignataro, pres. Italia Nostra Caserta, Giovanni Scarf, ingegnere, dir. Cineteca Calabria, Michele Dantini, associato di Storia dellarte contemporanea, Universit Piemonte Orientale, Roberto Bosi, responsabile Vas Parchi e territorio, Pier Paolo Poggio, dir. Fondazione Micheletti Brescia, Sandro Lovari, zoologo, Dipartimento Scienza e Vita, Universit Siena, Corradino Guacci, pres. Soc. Italiana per la Storia della Fauna, Longino Contoli, biologo, gi ricercatore Cnr, Tonino Perna, ordinario Sociologia economica, Universit Messina, Irene Bono, ricercatrice, Universit Torino, Riccardo Conti, dirigente statale, Ass. Terrealte, Giandomenico Cifani, Italia Nostra Aquila, Kevin Cianfaglione, naturalista, docente allUniversit della Bretagna, Carlo Cencini, docente emerito Geografia Universit Bologna, Edgar Meyer, pres. Gaia Animali&Ambiente, Maurilio Cipparone, commissione mondiale Aree protette, Fabio Lopez, Mim DAurora, gi responsabile Ambiente Cgil, presidente Ass. Dalla parte dellOrso, Vincenzo Cal, Trento, Ferruccio Cucchiarini, illustratore, guida ambientale,Pino Coscetta, giornalista, fondatore Amici dellOrso Bernardo, Abruzzo.
Roma, 20 maggio 2015



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