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TOSCANA - LUCCA. Palazzo Andriani resta senza padrone
di Luca Cinotti
19 maggio 2015 IL TIRRENO

LUCCA Anche la quarta asta per la vendita di palazzo Andriani, l'ex sede dell'esattoria in via Cesare Battisti è andata deserta. A niente è servito "abbattere" il prezzo base a un milione e 300.000 euro: nello studio del ragionier Fabio Vergamini di Castelnuovo Garfagnana, curatore fallimentare della "Immobiliare Emme C" non è arrivata alcuna proposta. E così, prima dell'estate, ci sarà un altro tentativo con il ribasso del 20%, arrivando così vicinissimi alla soglia del milione di euro (per l'esattezza 1.048.000 euro). Basterà per trovare, finalmente, un acquirente? «Difficile dirlo - spiega il ragionier Vergamini - perché siamo in un momento storico molto complicato. Non si tratta tanto di una questione di prezzo, il punto fondamentale è che siamo davanti a un edificio particolare, che necessita anche di un investimento». In sostanza, il problema non è trovare qualcuno disposto a sborsare un milione o poco più per l'edificio a due passi da palazzo Pfanner. Anzi, qualche manifestazione di interesse c'era stata, anche se alla fine non si è concretizzata. Il punto sta nella destinazione futura dell'immobile e dei lavori che l'acquirente dovrebbe accollarsi. Considerando anche il vincolo posto dalla Soprintendenza a causa di alcuni affreschi all'interno dei locali e, più in generale, il fatto che ci si trova davanti a un edificio storico, con caratteristiche che fanno incrementare i costi di recupero. Recupero che dovrà comunque esserci (come spiegato anche dal perito nel documento di stima), visto che per decenni l'utilizzo dell'immobile è stato ad uffici. A complicare ancora di più la situazione, il fatto che non tutto il complesso finisce all'asta: all'ultimo piano, infatti, ci sono alcuni appartamenti privati non interessati dalla procedura. Alla fine dei conti i possibili utilizzi per una struttura del genere non sono molti. L'essere al di fuori delle "rotte commerciali" del centro rende ardua l'idea di realizzarvi negozi. Per questo le destinazioni più probabili sembrano essere la residenziale (anche se ci sarebbe necessità di una variazione) e l'alberghiera. Non a caso proprio la realizzazione di un hotel di lusso era lo scopo della "Immobiliare Emme C" che acquistò palazzo Andriani nel 2007 da una immobiliare milanese, la Oliva. Allora il compromesso fu raggiunto sulla cifra di 5.300.000 euro, poi pagati solo in piccola parte a causa del fallimento della società proprietaria. Cifra molto alta, che riflette anche la "bolla immobiliare" degli anni precrisi. In precedenza la "Oliva" aveva acquistato il palazzo per 4 milioni dal ramo immobiliare del Banco Popolare, che nel frattempo l'aveva "svuotato" per portare gli uffici dell'esattoria (ai quali si accedeva da via degli Asili) prima in via Angeloni a Sant'Anna poi nella nuova sede di Guamo. Dopo l'addio dell'esattoria, palazzo Andriani venne proposto per realizzare nuove aule e una palestra per il classico Machiavelli, con l'intenzione di riunire finalmente in sedi attigue le classi del ginnasio e del liceo. Un progetto che alla fine, non arrivò da nessuna parte. A luglio sapremo se il palazzo troverà il suo nuovo padrone. E soprattutto se potranno partire i lavori di recupero, prima che il tempo che passa produca danni irreparabili.



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