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VENEZIA - Stop al suk, si parte da San Geremia
di Enrico Tantucci
19 maggio 2015 LA NUOVA VENEZIA

Via al piano di riordino dell’uso commerciale del suolo pubblico. Giorni contati per banchetti, chioschi e negozi stracarichi



Plateatici e arredo urbano, finalmente si fa sul serio. Partendo dal riordino di Campo San Geremia, trasformato ormai in un suk senza regole - tra banchetti, chioschi fissi di souvenirs e negozi debordanti di merci -che ha stravolto anche l’assetto urbanistico e architettonico dell’area vincolata, tra Palazzo Labia e la chiesa di Santa Lucia. Il Comune - con il subcommissario Natalino Manno - e la Soprintendenza alle Belle arti e Paesaggio per Venezia e laguna, con la nuova responsabile, l’architetto Emanuela Carpani, hanno presentato ieri le linee-guida di un riordino complessivo dell’arredo urbano cittadino legato all’utilizzo commerciale del suolo pubblico e delle modalità espositive degli esercizi, ambulanti e stabili, che partirà entro pochi giorni, da Campo San Geremia.

Per ripristinare l'identità architettonica di questo spazio, rendendo immediatamente visibili le sue straordinarie “quinte” rappresentate da Palazzo Labia e dalla chiesa di Santa Lucia e insieme definire appunto anche le linee guide di un Piano che ripristini le condizioni di decoro, unificando elementi comuni come le vetrine, tende, insegne, pubblicità, cartellonistica, arredi, fonti di luce, serramenti. Si parte con Campo San Geremia - è stato detto ieri - ma per proseguire, con lo stesso riordino, lungo tutto la Strada Nuova fino a Campo Santi Apostoli da una parte e lungo Lista di Spagna e fino alla Stazione di Santa Lucia dall’altro. Ma anche l’area marciana, Riva del Vin e l’area realtina dovrebbero poi essere “normalizzate” in base ai nuovi parametri fissati.

In questo caso la gestione commissariale con il contributo determinante della Soprintendenza - che con l’architetto Carpani sembra essere partita con il piede giusto - può avere la forza di resistere più di una giunta “politica” alle inevitabili pressioni di chi non vuole che cambi nulla in città sul piano del decoro commerciale, spianando dunque la strada per continuare nel riordino al sindaco che verrà, avendo finalmente fissato regole chiare per il decoro di una città come Venezia. Campo San Geremia sarà «liberato», i banchetti spostati, i chioschi fissi di souvenirs - diversi dei quali risultano abusivi - resi mobili per chiuderli e spostarli almeno nelle ore serali.

Dal 2016, quando le licenze commerciali verranno a scadere, una parte di esse non verranno rinnovate proprio per liberare l’area, ma non ci sono comunque intenti punitivi nei confronti di commercianti e ambulanti della zona - che sono stati già convocati e messi al corrente delle intenzioni dell’amministrazione - come hanno spiegato ieri anche i dirigenti dell’Urbanistica Maurizio Dorigo e del Commercio Alessandro Martinini, mentre starà ora ai vigili - ieri presente il vicecommissario Flavio Gastaldi - partire con le richieste di modifica, i controlli e le sanzioni previste, facendo seguito alla modifica del regolamento comunale che vieta ora l’esposizione di merci all’esterno dei negozi.

Ancora da definire, invece, il piano di riordino dell’arredo urbano di Ruga degli Oresi perché la soprintendente Carpani ha avviato l’istruttoria sul piano alternativo per le pedane esterne dei negozi presentato al Comune dagli operatori. Sarà lei a stabilire se le proposte dei commercianti sono comunque compatibili con la liberazione della Ruga o se invece - come prevede il piano di riordino già approvato dal Comune - i plateatici in legno dovranno essere interamente rimossi, affidando al Tar l’ultima parola.



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