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Bologna. Gli orti dimenticati di via Orfeo. Ma se ci fanno una proposta...
Corriere di Bologna 21/5/2015

Chiusi dal 2003 (a parte qualche evento spot), domenica saranno visitabili

Domenica prossima un angolo di campagna far la sua comparsa in centro storico. O meglio, la sua ricomparsa, dato che fino a dieci anni fa i cittadini potevano liberamente attraversarlo, ammirarlo e goderlo.
Siamo nei seicenteschi Orti di via Orfeo: un gioiello naturale preservato per secoli, lultimo orto conventuale di origine medievale sopravvissuto al cemento (oltre al Corpus Domini di via Tagliapietre), dove resiste un delicato microclima, un unicum arricchito da un vecchio pozzo funzionante e una peschiera a mandorla irregolare del 700, fantastica oasi rurale inserita nel tessuto urbano.
Spazio visitabile domenica mattina durante la manifestazione Diverdeinverde. Laccesso, per, non dal grande portone di legno di via Orfeo, sbarrato dal 2003, ma da via della Braina 11, lingresso del Pio Istituto delle Sordomute Povere, proprietario dellorto.
Dicevamo ricomparsa; s perch per quasi 50 anni questa fantastica enclave ecologica stata vissuta, e rispettata, anche dai residenti di via Orfeo grazie alla presenza del vivaista Boschi che, in affitto dallIstituto dal 1965, oltre a curare lorto lo teneva aperto per i cittadini. Felice relazione bruscamente interrotta nel 2003 dopo una furente battaglia fra i residenti e la propriet che proprio l voleva costruire un parcheggio interrato per oltre 150 posti auto. Tremila firme raccolte contro, la bocciatura della Commissione edilizia, il progetto che naufraga, il vivaista sfrattato, il portone chiuso per sempre, il verde che scompare. Eppure ormai il Pio Istituto non ha pi n suorine n piccole e povere sordomute: i 1.500 mq dello stabile sono vuoti e il giardino inutilizzato.
Se lorto cos bello ed stato preservato lecosistema anche perch non viene attraversato da nessuno. Un tempo cera il vivaista, oggi no: non possiamo tenerlo aperto, dice il vicepresidente della Fondazione che gestisce lIstituto, Massimiliano Rusconi. E se arriva un nuovo vivaista o se unassociazione di cittadini (vedi quella del Giardino del Guasto) si propone di curarlo e tenerlo aperto lIstituto sarebbe disponibile al dialogo? Possiamo parlarne, certo. Stesso discorso sullimmobile. Un asilo o una scuola qui sarebbero perfetti (piuttosto che nellex centro giovanile dei Giardini Margherita, chiuso da 6 anni, ndr ) .
Abbiamo ospitato per tre anni le scuole Cerreta, ma dopo nessuno, neppure il Quartiere, ci ha chiesto niente: noi aspettiamo e intanto portiamo avanti le nostre attivit di sostengo ai sordomuti. Insomma, Istituto quasi del tutto inutilizzato e orto off limits.
Tranne in rari casi come per le cene del ristorante Scaccomatto (su prenotazione 051-263404 marted e gioved ed eccezionalmente domenica prossima a pranzo), allestite per finanziare un progetto di recupero della sordit nella prima infanzia avviato con lAusl. Idem, oggi e domani, con un mercato di artigianato allestito per sovvenzionare un altro progetto di sostegno per studenti sordi con la scuola Taddia di Cento, a cui distribuiremo dei tablet.
Domenica, dunque, lapertura alla citt dellorto per un giorno. Per gli altri 364 serve solo una proposta di gestione: lIstituto, dopo anni di triste chiusura, pare disponibile a prenderla in considerazione.



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