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Trentino. Parchi, rivedere la gestione
Marika Giovannini
Corriere del Trentino 22/5/2015

Allarme di Zeni (Pd): troppe scorciatoie. Italia Nostra: declassamento pericoloso

Serve una riflessione profonda sui parchi e sulla tutela dellambiente. Lappello arriva da Luca Zeni (Pd), che chiede alla politica di affrontare la questione. Cos Beppo Toffolon (Italia nostra): Si torni al senso originario dei parchi.

TRENTO. La politica chiamata a una riflessione profonda sul tema della tutela dellambiente e del ruolo dei parchi naturali: per questi ultimi va recuperato lo spirito che, negli anni Ottanta, li aveva visti nascere. Luca Zeni si rivolge in primo luogo al partito al quale appartengo e alla coalizione di centrosinistra autonomista. Ma il monito si spinge ben oltre gli schieramenti. Questo avverte il consigliere provinciale del Pd un argomento prioritario per tutto il Trentino.
Loccasione per affrontare il nodo della gestione dei parchi e della tutela del territorio arriva dalla risposta del governatore Ugo Rossi allinterrogazione dello stesso Zeni sulle esercitazioni militari di marzo in val di Tovel, allinterno del parco Adamello-Brenta: una delle partite che insieme al caso Serodoli e alla nuova pista Plaza di Pinzolo hanno animato il dibattito degli ultimi mesi, con pareri contrastanti non solo sulle singole questioni, ma anche sulloperato del parco. Per quanto riguarda la risposta di Rossi osserva Zeni quantomeno originale che la Provincia non si preoccupi di venire informata su quanto succede nelle proprie aree tutelate. Poi la riflessione del consigliere si concentra sulla situazione dei parchi. Con unanalisi che parte da lontano: I parchi vennero previsti nel Piano urbanistico del 1967: gi allora si pensava che potessero essere risorse importanti. Ma la vera accelerazione si ebbe alla fine degli anni Ottanta, dopo la tragedia di Stava. Listituzione dei parchi, con la legge del 1988, avvenne sulla base di una condivisione collettiva, per promuovere uno sviluppo sostenibile. I parchi divennero quindi un modello di eccellenza. Salvo poi perdere questa spinta. Quella tensione dice Zeni calata, non possiamo non ammetterlo, e negli ultimi anni, forse anche per la crisi, sono prevalse delle scorciatoie che hanno fatto primeggiare interessi diversi. E una contraddizione: ossia che la tutela ambientale sia un ostacolo allo sviluppo del territorio. Una prospettiva sbagliata, secondo il consigliere: Se consideriamo lambiente strategico per il Trentino, la scorciatoia meno vincoli uguale pi sviluppo non deve valere. Anzi, deve valere lesatto contrario. Oggi non possiamo negare che la spinta politica verso la tutela dellambiente si sia affievolita: penso alla riduzione degli investimenti per i parchi, allo spostamento dei guardiaparco alla forestale. Mosse non prive di rischi: Si vuole veicolare unimmagine di Trentino dallhabitat intatto, ma poi, spesso, la tutela viene vista pi come un vincolo che come un elemento strategico. Ecco, forse anche la gestione dei parchi il risultato di questa visione generale. Ma attenzione: non vorrei ridurre la discussione a una semplice questione di superficialit di gestione del parco. Si tratta di qualcosa di pi. Lanalisi, avverte Zeni, pi profonda: Se si recupera lo spirito degli anni Ottanta e si superano le contraddizioni sulla tutela del territorio, allora diventa automaticamente pi difficile avere situazioni di superficialit nella gestione dei parchi, perch ci si inserisce in un quadro che non lo consente. Per questo credo che la politica debba riconoscere di aver lasciato per troppo tempo il tema in disparte: oggi dobbiamo essere consapevoli che se non affrontiamo seriamente la questione, facendocene carico, sar un danno per tutto il Trentino. Dobbiamo far capire che lo sviluppo passa da qui.
Invoca una riflessione profonda sui parchi naturali anche Beppo Toffolon. Negli ultimi anni osserva il presidente di Italia Nostra si assistito a un vistoso tentativo di ridimensionare il senso originario della funzione dei parchi. Toffolon non usa giri di parole: Lidea che parti di territorio vengano sottratte alla logica antropica per essere conservate e che quindi non rispondano a una funzione economica e produttiva si persa per strada. Sembra quasi un vecchio concetto romantico. La logica che dei luoghi rimangano tali per un valore superiore agli interessi della popolazione dovrebbe essere data per scontata. Invece non cos. E il declassamento dei piani dei parchi, subordinati addirittura ai piani delle comunit di valle, la dice lunga: si tratta di una situazione quantomeno stravagante. Ma lelemento pi preoccupante, per il presidente di Italia Nostra, la comune convinzione che nella scelta tra la conservazione e la monetizzazione del territorio la seconda sia prevalente. Il caso emblematico, secondo Toffolon, quello di Serodoli, dove si sarebbero sacrificate aree con un valore paesaggistico indubbio per inseguire presunti vantaggi economici. Lappello di Italia Nostra chiaro: Bisogna avere il coraggio di tornare alla funzione originale dei parchi naturali. Dopo lo smembramento dello Stelvio, il rischio di fare degli incredibili passi indietro.
Molto pi critico, in particolare nei confronti del parco Adamello-Brenta, lOsservatorio spontaneo sul rispetto per lambiente. Che dalla propria pagina Facebook, riportando la notizia del nuovo parco dei cervi previsto a Madonna di Campiglio e del via libera del comitato di gestione del parco alla nuova pista Plaza, non risparmia giudizi netti sullente. grave scrive lOsservatorio sul parco dei cervi che in unarea con un potenziale da parco nazionale si costruiscano gabbie per far vedere la fauna selvatica che gi vive allo stato libero, ma che non si fa vedere perch terrorizzata dalluomo, che la caccia per svago pur allinterno di unarea istituita e sulla carta protetta. patrimonio di tutti per legge: facciamola rispettare, magari chiedendo alla Provincia di modificare la legge sui Parchi prevedendo che chi amministra enti di questo tipo sia pro-parco, preparato e motivato, in sostanza in grado di educare le amministrazioni comunali del posto, troppo spesso ridicolmente decontestualizzate.



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