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Cambiano i proprietari di Vivara: un nuovo futuro per l'isola riserva di Stato
di PAOLO DE LUCA e PASQUALE RAICALDO
22 maggio 2015 LA REPUBBLICA



Dopo sedici anni, la Corte d'Appello stabilisce che l'isolotto al largo di procida torni ai discendenti di Domenico Scotto Lachianca


Un cambio di guardia storico. Avvenuto dopo sedici anni di battaglie legali e ricorsi. Vivara, lisolotto a poche bracciate da Procida (a cui collegato da un ponte tubi per il trasporto dellacqua, recentemente adattato alla pedonalizzazione) ha un nuovo proprietario, come annunciato dal Tg Procida. S, perch, oltre ad essere una riserva naturale statale dal 2002, presieduta dallimprenditore Maurizio Marinella, larea da sempre propriet privata. Nel 1940 stata ereditata dallente morale Albano Francescano (oggi presieduto su nomina della Regione da Emilia Carannante) che, nel 2012, ha tra laltro finanziato i lavori di messa in sicurezza degli sparuti immobili sullisolotto, quasi tutti risalenti allepoca borbonica. Il proprietario precedente di Vivara era Domenico Scotto Lachianca, medico locale e armatore che trasform il posto in una stretta e lunga distesa di vitigni e frutteti.

Ed proprio ai suoi discendenti, impugnatari del testamento nel 1999 che, secondo una sentenza della Corte dAppello di Napoli, spetterebbe leredit dellisola, un luogo magico e incontaminato, tuttoggi precluso a visite di turisti e dei procidani stessi, nonostante compaia nellelenco delle 146 riserve naturali di Stato. Limpasse nasce proprio dai lunghi e complessi cavilli burocratici che tutelano, ma spesso strozzano, ogni proposta o attivit di un piano di gestione dellisolotto da parte degli enti gestori. Che sono ben cinque, diretti o indiretti, per una striscia di terra lunga meno di mezzo chilometro quadro. Dallente proprietario Albano Francescano, alla Regione (proprietaria del ponte di tubi, lungo poco pi di cento metri), al Comune di Procida (sotto la cui giurisdizione rientra, naturalmente, anche Vivara) e alla Soprintendenza ai Beni architettonici, che tutela le piccole costruzioni. Per non parlare del ministero allAmbiente, che gestisce loasi naturale, dintesa coi proprietari. Ci troviamo di fronte, quindi ad un caso pi unico che raro di riserva statale in una propriet provata, mai espropriata.

Le lunghe trattative per un piano di gestione di Vivara dal punto di vista turistico si perdono negli anni, in lungaggini e tira e molla. Se davvero la sentenza del Tribunale avr effetto, potranno cambiare molte cose - dice Roberto Gabriele, presidente dellassociazione Vivara, nata nel 1997 per la tutela e promozione del luogo - Un conto infatti dover dialogare ogni volta con un intero Consiglio di amministrazione, come avveniva con lAlbano Francescano. Un altro poter parlare con un solo privato, nuovo proprietario del luogo. La storia, per. non del tutto nuova. Gli eredi, infatti, hanno vinto in primo grado e appello, ma la Cassazione ha annullato la sentenza nel 2008, rimandandola alla Corte dappello. Che gli ha nuovamente dato ragione.

Le motivazioni di questa causa - spiega Mariano Cascone, avvocato e presidente della Fondazione Albano Francescano dal 2008 al 2013 - sono dovute al fatto che, secondo la tesi degli eredi, le clausole della donazione originale del 1940 non sono mai state del tutto adempiute.

Il testamento sanciva infatti che oltre ai nove membri originari del Consiglio di amministrazione del bene, in maggioranza religiosi, ne fossero nominati altri sei, laici, dal sindaco di Procida. Cosa mai avvenuta - prosegue Cascone - Io stesso convocai una riunione nel 2012 del cda per ottemperare a questa volont testamentaria. Ma si concluse con un solo voto a favore, il mio, seguito addirittura da relativa richiesta di mie dimissioni, solo perch avevo osato proporre la questione.

Di diversa opinione Vincenzo Capezzuto, sindaco di Procida: Pur non avendo diretta legittimit in una causa del genere, riteniamo opportuno - dichiara - intervenire contestando la richiesta degli eredi. Lente Albano Francescano avrebbe dovuto e secondo noi ancora pu, resistere in maniera pi forte,
eccependo almeno lintervenuta usucapione del bene. Ora come ora, Vivara torna dunque ai Lachianca. Che, ovviamente, visti tutti i vincoli che garantiscono la salvaguardia dellisola, non potranno disporre del terreno a loro piacimento. Un futuro tutto nuovo pu quindi attendere quel quarto di luna di rocce, erica e mirto, nel mare tra Procida e Ischia. Sperando che, prima o poi, la riserva naturale dello Stato italiano venga aperta anche agli altri italiani.



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