LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

GENOVA - Ancore e cannoni la storia di Genova riemerge dai fondali del porto rinnovato
DONATELLA ALFONSO
28 maggio 2015 LA REPUBBLICA





SE GENOVA è il suo porto, la storia degli ultimi cinque secoli dormiva là, tra la Diga Foranea e calata Bettolo. Una storia che è anche un tesoro, sotto il profilo storico—archeologico, tanto da far brillare gli occhi agli esperti della Soprintendenza, ma anche sotto quello economico: «Un valore di alcuni milioni, considerato che solo il falconetto veneziano in bronzo vale circa mezzo milione di euro» dice Luigi Merlo, presidente dell'Autorità Portuale.

Perché a svegliare il tesoro ci hanno pensato le draghe, dal 2009 ad adesso, nella lunga e complessa campagna di dragaggio dei fondali del bacino portuale per permettere i lavori di ampliamento di calata Bettolo e per permettere un miglior pescaggio alle grandi navi — le portacontainers che attraccano al Sech, i giganti delle crociere — che entrano dall'imboccatura di levante. Giù di diciassette metri rispetto a pochi anni fa, e mentre in passato melma e detriti venivano semplicemente trasportati via o spianati sul fondo, con tutto ciò che contenevamo, adesso sono stati anche esplorati, drenati, frugati. Hanno permesso di scoprire bombe inesplose — l'ultima, quella inglese da 500 libbre messa in sicurezza sabato scorso — e il tesoro che ora, nelle grandi vasche di desalinizzazione in cui viene "curato", attende il lavoro degli archeologi, dei restauratori e poi una collocazione adeguata: al Galata Museo del Mare, probabilmente, «ma anche a Palazzo San Giorgio, mi piacerebbe che la grande ancora dell'Ottocento, che è lunga cinque metri, venisse trasportata lì» dice Merlo.

Passavano secoli e guerre, sul fondo cadevano — l'assedio della flotta francese alla Repubblica di Genova, anno domini 1648 — palle di cannone esplodenti, come quella che campeggia accanto ad un'ancora; i cannoncini del Cinque—Seicento, peraltro non facenti parte dell'armamento di un galeone da guerra, ma un carico d'armi trasportato e affondato. Un traffico d'armi dei secoli andati, ride Merlo: «Erano carichi che gli inglesi non potevano commerciare, chissà che triangolazioni ».

Eccoli, nelle vasche dove guardano il cielo,i cinque cannoni inglesi del ‘600, due cannoni leggeri a retrocarica, quel raro e prezioso "Falconetto" in bronzo, il cannoncino medievale amato dai Lanzichenecchi di fabbricazione veneziana. Ecco le ancore, una delle quali molto rara sempre del Seicento e quella ottocentesca dell'Ammiragliato britannico, particolarmente imponente, cinque metri di lunghezza per 4 tonnellate di peso, la più grande mai recuperata in acque italiane.

E poi due mitragliatori della seconda guerra mondiale, e ancora le bitte di varie epoche, tutto ciò che lo scalo genovese, sempre sotto l'occhio attento e silenzioso della Lanterna, ha visto passare e subìto, oppure ha usato per il proprio lavoro, poi buttato in quel mare senza fine. Non a caso, ora che sono stati recuperati, a segnalare un dragaggio attento, con la supervisione degli esperti della Soprintendenza ai beni artistici e quella ai beni archeologici, si trasformeranno in un patrimonio di tutti. Per essere, appunto, trasferiti al Galata Museo del Mare in Darsena, oppure al Navale di Pegli — a Genova le strutture museali dedicate alla storia della marineria non mancano di certo — o allo stesso Palazzo San Giorgio.

«Sono reperti da valorizzare — ha detto Alessandra Cabella, della Soprintendenza ligure — che, grazie alla collaborazione tra enti, a restauro ultimato permetterà l'esposizione con una collocazione open air, fruibile da tutti e con un adeguato supporto didattico».

Perché si tratta sì di reperti che parlano di marineria e di guerre tra cannoniere, ma anche di vita portuale, così come le gru già restaurate e collocate sia al Porto Antico che alla Darsena. La perla tra i ritrovamenti è sicuramente il falconetto di bronzo lungo circa due metri che mostra ancora il marchio della famiglia di fonditori veneziani Alberghetti attivi intorno alla metà del ‘500 e che sul mercato dei collezionisti vale da solo circa 300 mila euro. Gli altri cannoni sono cinque ad avancarica del ‘600, due a retrocarica che si potevano anche usare a mano — antenati dei bazooka, insomma — e databili tra Cinque e Seicento. E poi, le ancore. A parte quella king size, «il reperto più antico e anche più interessante — spiega Fabrizio Ciacchella del Navlab — è un'ancora della fine del ‘600 o inizi Settecento, particolarmente interessante perché ne esistono pochi esemplari».

Storia dell'industria, storia della marineria, storia di Genova. Che con i dragaggi, a parte il tesoro ritrovato, ha scelto di aprirsi al cosiddetto "gigantismo navale". Un'opera iniziata, appunto, nel 2009 e che dovrebbe concludersi nel dicembre di quest'anno: 68 i milioni di euro impegnati dall'Autorità Portuale, tre milioni e mezzo di metri cubi di materiale rimosso e, una volta controllato e monitorato, riutilizzato in gran parte per i riempimenti di Calata Bettolo.

Un'operazione che ha interessato gran parte del bacino genovese, dal canale di Sampierdarena ai bacini di carenaggio, calata Sanità e il Porto Antico - con non pochi problemi di compatibilità dei lavori con le proteste degli abitanti del Molo - e più a ponente fino a ponte Ronco e la banchina Italsider. Questo è il porto, cioè Genova.



news

22-07-2021
Corte costituzionale: sentenza su beni paesaggistici

20-07-2021
Piano strategico grandi progetti beni culturali: raccomandazioni sul decreto per la rimodulazione 2020

18-07-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 Luglio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

Archivio news