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TOSCANA - Il piano di Casciu "Card in tuttii musei e ticket per entrare nelle ville medicee"
Gaia Rau
28 maggio 2015 LA REPUBBLICA




UNA costellazione di 37 musei grandi e piccoli, dimore storiche e siti monumentali sparsi da un capo all'altro della Toscana. Dalle residenze napoleoniche all'Elba alla Certosa di Calci, dalle ville, i cenacoli e il complesso di San Marco rimasti esclusi dal gioco degli accorpamenti con i big fiorentini (Uffizi, Accademia e Bargello) agli archeologici. Stefano Casciu, 56 anni, gi soprintendente di Modena e Reggio Emilia ma anche, fra l'altro, ex vicedirettore della Galleria Palatina e direttore delle Ville medicee stato nominato tre mesi fa soprintendente del neonato Polo museale regionale generato dalla riforma Franceschini. Un periodo trascorso lontano dai riflettori, ma speso in giro per il territorio, per prepararsi a questa nuova, complicata sfida. Adesso, in via della Ninna, lavora nel l'ufficio occupato per anni da Cristina Acidini (ma una sistemazione provvisoria, precisa) alla vigilia della partenza per Modena dove domani, ultimo atto del suo vecchio incarico, riaprir la Galleria Estense a tre anni di distanza dal terremoto.

Ha speso le ultime settimane in giro per i musei toscani. Che idea si fatto?

Di un territorio ricchissimo e complesso, dove ci sono musei, per esempio la Pinacoteca di Siena o il San Matteo di Pisa, che niente hanno da invidiare ai "grandi" come Uffizi o Accademia, ma che finora ne sono stati in qualche modo oscurati, e che soffrono di gravi carenze di personale e servizi. Oggi, di fronte a finanziamenti statali sempre pi incerti, questi musei dovranno imparare, per quanto possibile, a camminare sulle proprie gambe.

Qual la sua ricetta?

Ovviamente non possiamo pensare di deviare i grandi flussi turistici, ma possiamo puntare su un turismo di ritorno, pi consapevole. E, soprattutto, sui cittadini. Proponendo attivit per le scuole e per le famiglie, favorendo la creazione di associazioni, instaurando collaborazioni con istituzioni e fondazioni locali.

Sta pensando a card come quella adottata a Firenze?

Perch no. Un esperimento simile stato fatto anche a Mantova, e i risultati sono stati buoni. Intanto si semplifica l'accesso ai turisti. E poi perch, indipendentemente dagli introiti che pu generare, uno strumento come la card aiuta a creare un senso di identit, di comunit.

Ha senso, venuta meno l'autonomia finanziaria del Polo fiorentino, che realt come cenacoli e ville medicee restino a ingresso gratuito?

Da direttore, mi ha sempre colpito il fatto che gli stessi visitatori delle ville, nei loro commenti sui libri delle firme, si stupissero della gratuit di luoghi cos straordinari. Adottare un biglietto di ingresso, magari unico e dal costo accettabile, probabilmente non sarebbe risolutivo dal punto di vista delle risorse necessarie per il loro mantenimento, ma servirebbe a dare loro valore e importanza, a far capire al pubblico che sta entrando in un museo, non in un semplice parco cittadino .

Sotto la sua giurisdizione ci sar la Certosa di Calci, che ha bisogno, per sopravvivere al degrado, di interventi urgenti e costosissimi.

Calci un luogo bellissimo che grazie al Fai stato riportato all'attenzione dei cittadini e della politica. Su sollecitazione del ministro Franceschini, stiamo lavorando a un progetto di valorizzazione. Ci non toglie che per risolvere i problemi strutturali servano investimenti, che potrebbero venire da fondi europei.

Cosa ne pensa dei concessionari?

Che hanno un ruolo importante per gestire servizi, come prenotazioni o visite guidate, che richiedono una struttura dinamica e professionalit specifiche. Faremo anche noi delle gare. Ma il Polo non dovr essere succube dei concessionari: a noi rester la facolt di indicare le linee guida tecnico-scientiche, per esempio sulle mostre o sulle pubblicazioni nei bookshop.

Quale sar la sua politica per le mostre?

Al momento, la priorit valorizzare patrimonio e identit dei singoli musei, senza sbilanciarsi con operazioni pi costose: un Goldin, per intendersi, non ce lo possiamo permettere. In futuro, la nuova frontiera potrebbe essere creare grandi mostre riunendo capolavori del Polo, senza prestiti .

Del Polo fanno parte anche i musei archeologici.

Che hanno un grande potenziale inespresso, soprattutto quello di Firenze: lo ha dimostrato nella mostra sull'ellenismo a Palazzo Strozzi. Presto inaugureremo la sezione etrusca, un progetto che eredito da Andrea Pessina e che mi sta molto a cuore.



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