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SICILIA - Tanti obiettivi e poco sforzo nei primi 10 anni di Unesco
isabella di bartolo
LA SICILIA Venerd 29 Maggio 2015 Siracusa


Nei suoi primi 10 anni di Unesco, Siracusa ha speso 98 milioni di euro per valorizzare il suo patrimonio culturale. A Pantalica, invece, ne sono arrivati 15. E' questo il primo dato del decennale di un riconoscimento che ha impresso un impulso nuovo alla politica culturale e turistica della citt senza, tuttavia, riuscire a compiere in toto gli obiettivi auspicati.
Il fine principe del riconoscimento ufficializzato a Durban il 17 luglio del 2005, infatti, nella sua stessa intitolazione: sono iscritte nella World heritage list Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica. Un sito considerato nella sua unicit e, appunto, stretta correlazione. Tuttavia, se Siracusa ha goduto dei benefici legati all'inserimento nella lista del Patrimonio dell'umanit, cos non certo stato per Pantalica che resta la "cenerentola" dell'Unesco aretuseo.
I numeri parlano chiaro: solo il parco della Neapolis ha registrato, nel 2014, 6 milioni di visitatori mentre Pantalica si ferma a quota 50mila. D'altronde, come potrebbe essere altrimenti se non vi nemmeno un depliant turistico dedicato alla Necropoli rupestre da distribuire, per esempio, ai turisti in visita al Teatro greco di Siracusa? O, ancora, se non vi un collegamento tra la citt e l'altro tesoro con cui condivide il marchio Unesco?
Queste sono le perplessit davanti a cui i sindaci dei Comuni montani, nei cui territori ricade Pantalica, scuotono la testa. E sono anche quelle che le guide turistiche avanzano da anni insieme con le associazioni culturali e ambientaliste.
Ma il bicchiere, indubbiamente, mezzo pieno. Anzi, secondo la soprintendente Beatrice Basile, quasi colmo. L'archeologa che con passione ha lavorato, in questi anni, per la difesa del patrimonio isolano, chiude la sua carriera a Siracusa domani. Dal primo giugno, infatti, la poltrona con vista Porto Grande di piazza Duomo rester vuota e lo sar ancora per qualche settimana poich, fino ad ora, nessuna comunicazione giunta dalla Regione se non quella di una reggenza pro-tempore affidata al pi anziano in carica tra i funzionari della SOpRINTENDENZA.
Beatrice Basile ha voluto concludere simbolicamente il suo impegno a Siracusa presentando alla stampa il lavoro profuso per attuare i dettami del Piano di gestione Unesco. E lo ha fatto con un incontro rivolto alla stampa alla presenza dei sindaci di Sortino, Enzo Buccheri; Ferla, Michelangelo Giansiracusa e del presidente Val d'Anapo, Paolo Amenta oltre che del vicesindaco e assessore all'Unesco di Siracusa, Francesco Italia. Una conferenza che stata occasione di riflessione su Unesco e territorio partendo da quanto fatto, in questi 10 anni appunto, per Siracusa. Al centro dell'incontro i 7 capitoli del Piano di gestione firmato, all'epoca, da Mariella Muti e corredato dal protocollo d'intesa tra ministero e Comuni per la definizione della metodologia di progettazione e realizzazione del piano siglata dall'allora sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, l'assessore regionale Fabio Granata, il presidente della Provincia, Bruno Marziano e i sindaci Titti Bufardeci, Giuseppe Veneziano (Ferla) e Orazio Mezzio (Sortino). Il cammino avviato allora sfruttando la "costellazione" favorevole dal punto di vista politico, in questi 10 anni ha avuto alti e bassi.
Abbiamo fatto quanto dovevamo - ha dichiarato Beatrice Basile - con il "pilotaggio" che il comitato di gestione previsto dal Piano e vede insieme SOpRINTENDENZA, Comuni coinvolti e il Gal Val d'Anapo che si aggiunto dopo. I risultati sono stati raggiunti con il coordinamento di fatto, ma non istituzionalizzato, che la SOpRINTENDENZA ha guidato senza badare alla comunicazione con l'esterno ma concentrandoci sul lavoro da fare. Gli obiettivi raggiunti sono sotto gli occhi di tutti. Restauro del patrimonio monumentale (da Palazzo Vermexio al Maniace dove i lavori sono ancora in corso), riqualificazione urbana con il recupero di Ortigia; potenziamento della rete museale con l'ampliamento degli spazi espositivi e, ancora, l'attivit promozionale con il miglioramento dell'accessibilit urbana e la realizzazione di totem multimediali.
Una lista di interventi che hanno cambiato il volto del patrimonio culturale in citt, come ha evidenziato Beatrice Basile la quale si soffermata poi sul monitoraggio svolto dalla SOpRINTENDENZA ogni 3 anni. Ma sulla conservazione delle condizioni del sito - ha detto - e non sulla gestione. Da qui il cenno all'allarme sollevato da ambientalisti e associazioni culturali sullo stato dei siti Unesco penalizzati dall'assenza di interventi di manutenzione. E ci a partire da Pantalica con le sue tombe millenarie sfregiate dai vandali o scambiate per immondezzai da turisti e residenti incivili. Nessun allarme - ha detto la soprintendente - e proprio dopo alcuni articoli pubblicati dalla stampa, il referente del ministero per i Beni culturali dell'Unesco che si trovava in Sicilia ha voluto eseguire un sopralluogo a Pantalica senza, tuttavia, trovare criticit. Queste, semmai, sono comuni a tutti i siti Unesco della regione a causa dell'assenza di manutenzione ordinaria per la consueta carenza di fondi regionali; della difficolt di fruizione per la questione dei custodi e, infine, per l'utilizzo dei fondi della legge 77 che destinava 2 milioni di euro ai siti Unesco siciliani e che, ancora oggi, non sono stati recuperati. Di queste somme, 1 milione spetta a Siracusa e la soprintendente ha annunciato di aver avviato l'iter per il suo ottenimento.
Quel che non stato fatto - ha aggiungo Basile - istituire gli organismi di gestione per i quali abbiamo per gettato le basi. La mancata nascita di questi gruppi che avrebbero dovuto coinvolgere anche soggetti privati per una gestione condivisa dei siti, anche stata legata a una SOpRINTENDENZA un po' sbrindellata per le varie nomine di soprintendenti che si sono succeduti in questi anni con ovvie ripercussioni. Ma alla luce di quello che abbiamo ottenuto, di certo, siamo stati promossi. E nessun rischio che l'Unesco ci tolga il riconoscimento stato mai palesato. Nemmeno quello di opere che potrebbero creare impatto sui siti come, da ultimo, il ministero ha certificato. Siamo stati virtuosi.


29/05/2015



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