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Soprintendenza a vuoto Villa Lovaria resta chiusa
di Mattia Pertoldi
29 maggio 2015 il Messaggero veneto


PAVIA DI UDINE Si sono presentate, puntuali e come deciso nella giornata di mercoled, alle 15.30 di ieri a villa Lovaria "scortate" da un vigile urbano del Comune di Pavia di Udine. Hanno suonato due volte il campanello della porzione di villa di propriet di Alessandro Viscovich, ma non hanno trovato nessuno ad aprire loro la porta perch l'uomo che voleva ospitare 38 profughi nella storica dimora veneta del 600 era come annunciato in mattinata assente. E cos Stefania Casucci, responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Fvg, assieme alla collega fotografa e all'agente della polizia locale del comune friulano hanno lasciato villa Lovaria preannunciando, per, l'intenzione di fissare un prossimo incontro alla presenza del signor Viscovich. Il sopralluogo La visita delle due inviate della Soprintendenza, bene ricordarlo, non riguarda pi la possibilit, o meno, che a Pavia di Udine trovino rifugio 38 richiedenti asilo ospitati, sino a poco tempo fa, a Lignano. Sull'argomento, infatti, si gi espressa mercoled Anna Maria Affanni, direttrice facente funzione dell'organo deputato alla salvaguardia e alla conservazione delle Belle Arti, chiudendo di fatto la porta alla Croce Rossa con cui Viscovich ha stipulato un contratto gi valido, del valore di 54 mila euro lordi annui, per l'affitto di due appartamenti uno da 265 metri quadrati e l'altro da 396 da destinare all'accoglienza dei profughi. La destinazione d'uso stata cambiata aveva spiegato Affanni per trasformare, di fatto, la villa in un centro accoglienza. Una modifica che, a norma di legge, avrebbe dovuto essere espressamente richiesta dal proprietario. No, come confermato da Casucci, il sopralluogo legato proprio alla volont di verificare l'impatto degli interventi effettuati da Viscovich, come dichiarato al "Messaggero Veneto" nei giorni scorsi, per una spesa quantificabile attorno ai 30 mila euro. Lavori per i quali avrebbe dovuto essere presentata richiesta di autorizzazione e sui quali, adesso, pende il sospetto che siano stati eseguiti abusivamente. Nessuno ci ha mai avvisato ha spiegato la funzionaria della Soprintendenza n inviato formale comunicazione per richiedere il nulla osta agli interventi. Lo abbiamo saputo soltanto dagli organi di stampa. Come Soprintendenza, quindi, abbiamo il dovere di controllare se si sia trattato di lavori edilizi in grado di mutare l'impiantistica e la struttura della dimora e, in quel caso, richiedere il ripristino delle condizioni originarie. Norme di legge La visita di Casucci segue la normativa vigente in Italia e, in particolare, si basa sul decreto legislativo numero 42 del 2004, cio il cosiddetto "Codice dei beni culturali e del paesaggio". All'articolo 21, infatti, si specifica come l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali subordinata ad autorizzazione del Soprintendente e che l'autorizzazione resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e pu contenere prescrizioni. E l'intera villa Lovaria vincolata dal 1997 da parte dei Beni Culturali al pari del parco e del platano secolare tanto vero che ieri Casucci ha fatto fotografare anche lo striscione fatto appendere dal conte nella giornata di luned cos da obbligare i proprietari a richiedere preventiva autorizzazione prima di ogni tipo di intervento. Resta da capire, inoltre, se anche i piccoli lavori di manutenzione testimoniati dalle foto effettuati luned pomeriggio potessero essere eseguiti senza il placet della Soprintendenza. Qualsiasi intervento sulla villa e sul parco ha detto Casucci deve essere autorizzato, compresi eventuali lavori eseguiti sulla facciata muraria della dimora. Prima di dare qualsiasi giudizio, per, dobbiamo verificare la reale situazione perch non possiamo certamente basarci su semplici dichiarazioni. Bisogner attendere ancora qualche giorno, dunque, perch, ieri, Viscovich non si trovava in casa. Devo ammettere che il proprietario stato allertato con ben poco preavviso ha concluso la responsabile di zona e che pare normale che potesse avere altri impegni. Non c' problema, in ogni caso, perch a stretto giro di posta fisseremo un appuntamento che possa andare bene a tutti per esplorare la zona. Lutto terminato Ieri, intanto, nella porzione di villa in mano al conte Francesco Lovaria, assieme ai fratelli Andrea, Anna e Isabella, sono state rimosse le bandiere nere che listavano esternamente a lutto le finestre di loro competenza. Resta per in piedi, e il parere della Soprintendenza in questo senso sar fondamentale, la querelle legale dopo l'apertura dell'inchiesta d parte della Procura di Udine. Perch l'obiettivo dei Lovaria chiaro ed stato espresso una manciata di giorni fa dal loro legale di fiducia, l'avvocato Maurizio Miculan che ha presentato una denuncia querela in materia. Attendiamo la relazione delle Belle Arti aveva detto dopo la quale arriver il momento delle decisioni che, secondo noi, possono essere due: l'annullamento della convenzione (con la Croce Rossa e gi in essere ndr) o il sequestro della propriet.



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