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Lindustria del turismo verso let delloro Europa sul podio
Vito de Ceglia
(01 giugno 2015) LA REPUBBLICA

Italia nella top ten
IL NOSTRO PAESE BALZATO ALLOTTAVO POSTO NEL RAPPORTO BIENNALE SULLA COMPETITIVIT DEL SETTORE DEI VIAGGI GRAZIE ANCHE AL PRIMATO NELLACCESSO AI SERVIZI SANITARI E ALLACQUA POTABILE E NELLA TELEFONIA MOBILE


Milano L Italia torna potenza nellindustria turistica mondiale. Il nostro Paese balzato, infatti, allottavo posto nel The travel & tourism competitiveness report 2015, il Rapporto biennale sulla competitivit dellindustria dei viaggi e del turismo redatto dal World economic forum. Lo stesso pensatoio, per intendersi, che organizza lappuntamento annuale a Davos (dove si riunisce il gotha della finanza, delleconomia e della politica internazionale) e sforna il Rapporto sulla competitivit nel mondo. LItalia era 26esima appena due anni fa, nel 2013. La classifica globale per competitivit turistica guidata dalla Spagna. Nella top ten, dopo Madrid si posizionano Francia, Germania, Stati Uniti dAmerica, Regno Unito, Svizzera, Australia, Italia, Giappone e Canada. La seconda decina della graduatoria aperta da Singapore, davanti ad Austria, Hong Kong, Olanda, Portogallo, Nuova Zelanda, Cina, Islanda, Irlanda e Norvegia. Lindagine mette in fila, complessivamente, 141 Paesi valutati sulla scorta di 14 indicatori: facilit nel fare impresa, sicurezza, salute e igiene, risorse umane e mercato del lavoro, Ict, priorit politica nello sviluppo dellindustria di viaggi & turismo, apertura internazionale, prezzi, sostenibilit ambientale, infrastrutture aeroportuali, infrastrutture terrestri e portuali, infrastrutture al servizio del turismo, risorse naturali, risorse culturali. Tra le maggiori
economie del mondo, fuori dalle prime 20 posizioni, il Brasile 28esimo, la Turchia 44esima, la Russia 45esima, lIndia 52esima. Nellarea Medio Oriente Nord Africa si piazzano meglio di tutti gli Emirati Arabi Uniti (in 24esima posizione), seguiti da Qatar (43esimo) e Bahrein (60esimo). Fanalino di coda del ranking globale il Ciad, due anni fa era Haiti, con al terzultimo posto la ricca (di petrolio e di altre materie prime) Angola. LEuropa, quindi, domina saldamente la top ten del Rapporto, con sei Paesi nei primi 10 posti. E se lo scettro ha mutato testa, rimasto in famiglia, passando dalla Svizzera alla Spagna. Una leadership continentale merito, secondo i curatori del Rapporto, delleccellente combinato disposto di infrastrutture, condizioni igienicosanitarie, apertura alle merci e alle persone, frutto, questultima, anche dellAccordo di Schengen. Ma non detto, avvertono, che i Paesi europei non possano fare di meglio, sfruttando in maniera pi appropriata i beni culturali, attrezzando lindustria a rispondere alle esigenze dei viaggiatori provenienti dai Paesi di nuova ricchezza, rimuovendo gli ostacoli posti dalla burocrazia allo sviluppo delle attivit economiche. Perfino un Paese a economia matura, come lItalia, riuscito a bruciare le tappe lungo la strada della competitivit. E ancora, stimano i curatori del Rapporto, pu migliorare la sua posizione, disponendo di potenzialit in grado di sviluppare ulteriormente lindustria dei viaggi e del turismo. Sono proprio gli attuali punti di debolezza (difficolt nel fare impresa e prezzi elevati) a offrire al nostro Paese i margini di crescita pi ampi. Nella facilit di fare impresa, lItalia solo 127esima, appena meglio di Paesi semi-falliti, come lo Yemen, dello Zimbabwe e del Venezuela, ultimo in graduatoria. Tirata a picco, addirittura al 140esimo posto della classifica, soprattutto dal livello della tassazione sugli investimenti e sul lavoro. Va poco meglio per limpatto dei contributi e del costo del lavoro (138esima) e per le regole che frenano gli investimenti diretti dallestero (135esima). Pessima aria tira anche sul fronte dei prezzi. Pi cari dellItalia (133esima in graduatoria) soltanto alcuni Paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia), Israele, Australia, Francia, Regno Unito e Svizzera, dopo la rivalutazione del franco diventata la meno economica destinazione del pianeta. Il caro prezzi italiano determinato soprattutto dallelevato costo dellenergia, un indicatore dove il nostro Paese si situa addirittura al 137esimo posto nel ranking globale. Le potenzialit del nostro Paese sono evidenziate anche da altri due indicatori: la quota di viaggi & turismo sul Pil e sulloccupazione veleggia intorno alla met della media mondiale. Numerose, viceversa, sono le eccellenze italiane, alcune scontate, altre meno. Il nostro Paese primo al mondo nellaccesso ai servizi sanitari e allacqua potabile; nella copertura della telefonia mobile; nel numero di accordi commerciali internazionali operativi; nella presenza di servizi di autonoleggio; nel numero di siti culturali. Secondo nella domanda di turismo ecologico; quinto per compagnie aeree in attivit; sesto per congressi internazionali e per domanda di turismo culturale; decimo per trattamento di acque reflue. In soli due anni, secondo il Wef, la cornice del settore cambiata in maniera molto profonda. In aggiunta alla crisi economica, nel mondo stanno crescendo le tensioni geopolitiche, i rischi terroristici, i timori per pandemie globali. Eppure, lindustria dei viaggi e del turismo mostra numeri da fare invidia. I viaggiatori sono aumentati di 51 milioni, toccando secondo i dati dellAgenzia del turismo delle Nazioni unite il record di un miliardo e 14 milioni di persone ad aver varcato in un anno i confini nazionali per vacanza o per affari. Il settore vale il 9,5 per cento del prodotto interno lordo mondiale e garantisce 226 milioni di posti di lavoro, cresciuti del 4 per cento in 12 mesi, vale a dire un occupato ogni 11. Con previsioni ancora pi rosee, tali da condurre il comparto, nel giro di pochi anni, a rappresentare un decimo della produzione globale di beni e servizi e un decimo delloccupazione mondiale. I viaggiatori nel mondo sono aumentati di 51 milioni, toccando il record di un miliardo e 14 milioni di persone ad aver varcato in un anno i confini nazionali



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