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Un tour nella cripta delle mummie
04 giugno 2015


Una dozzina di corpi mummificati sono stati deposti sulla nuda roccia nella cripta, nel rispetto della giacitura originaria e della sacralit delledificio religioso; con loro stata ricomposta la sepoltura di una giovane donna, rinvenuta con i resti di tre corpicini sul grembo e attorniata da diversi bambini. qui lunicit del Museo delle Mummie di Roccapelago, nel non esporre, come altrove, le mummie in teche, quasi fossero reperti, ma nel deporle nel luogo doverano state sepolte e dove sono state ritrovate, visibile anche dal pavimento della chiesa grazie a una vetrata. Lallestimento vero e proprio si dipana tra le tre sale dell'ex canonica dove sono esposti i manufatti associati alle mummie unitamente ad altri reperti restituiti dagli scavi.

La prima sala contiene gli oggetti che raccontano la storia della Rocca prima della sua trasformazione in chiesa: ceramiche, manufatti domestici, bombarde, intonaci dipinti.

Nella seconda sala hanno trovato posto i reperti devozionali (medaglie, rosari, crocefissi, immagini sacre e una rara lettera di rivelazione) e gli elementi di decoro personale (anelli, collane, orecchini); qui sono esposti anche i resti antropologici (ossa, denti) che rivelano le malattie degli abitanti e i reperti d'interesse entomologico (larve e insetti), botanico e zoologico su cui si concentrato lo studio interdisciplinare seguito alla scoperta della cripta.

La terza sala espone gli indumenti indossati dalle mummie, reperti di difficile conservazione come calze e camicie ma anche i sudari cuciti addosso ai defunti. stato ricreato labbigliamento di un personaggio maschile (camicia e sudario) e sono esposti frammenti di una gonna e di calzoni, una marsina del 700 e due preziose cuffie in seta e velluto, un autentico lusso in confronto alla media dei tessuti recuperati.

Va sottolineato che questa comunit agricolo-pastorale non solo sapeva filare, tessere, cucire, ricamare e fare merletti, ma era anche in grado di realizzare lacci e fettucce con tecniche oggi dimenticate come la tessitura a tavolette e lintreccio a cappio.

Autentici virtuosismi filtrano dai rattoppi e dai bottoni realizzati con il filo, mentre un cranio trapanato ci dice che qualcuno li ha curati e una lettera di rivelazione che, se anche non sapevano scrivere, sapevano per leggere. Lallestimento del Museo delle Mummie di Roccapelago stato pensato per emozionare.

Data la natura di questa scoperta archeologica, si imponeva che i reperti esposti nelle sale, cos come i corpi ricomposti nella cripta, costruissero un canale emotivo in grado di comunicare al visitatore un tempo e una vita diversi dai nostri. I corpi rispettosamente ricollocati nella cripta trasmettono il pathos dei defunti, lasciando immaginare le cerimonie a loro dedicate dai congiunti; allo stesso modo lesposizione dei reperti fa rivivere le pratiche devozionali rivelando al tempo stesso la quotidianit degli oggetti personali.

Viaggio nella commozione La storia degli abitanti della comunit di Roccapelago trapela dalle pieghe dei vestiti, dagli infiniti rattoppi, dallanatomia deformata di un corpo, dalla ripiegatura di un foglio di carta, dalle medagliette e crocifissi posti tra le vesti. Ma anche rivelata dalla pietas che stilla dalle mani dei defunti, congiunte in preghiera o appoggiate sul ventre, o dalle beffarde posizioni della morte, fissate in un rigor mortis che ha impedito di ricomporre i corpi e vestirli secondo il canone cerimoniale.

Lassenza di zecche e pidocchi ci dice che, nonostante la povert, curavano ligiene in modo esemplare; un dado da gioco ci fa pensare a qualche ora di svago. La scoperta di queste mummie ha indotto esperti delle pi varie discipline a intrecciare i dati delle rispettive ricerche: gli antropologi hanno accertato lo stato di salute, let, il sesso e lalimentazione di ogni corpo, gli entomologi hanno identificato la stagione di sepoltura e gli insetti funerari, i botanici hanno ricostruito l'ambiente circostante dalle offerte floreali che accompagnavano i defunti, i genetisti hanno indagato le caratteristiche genetiche e i rapporti di parentela (uno anche con lattuale sindaco di Pievepelago).

La visita al Museo delle Mummie di Roccapelago un viaggio nella commozione, un invito a empatizzare con questi muti testimoni di una storia non troppo lontana diventati loro malgrado una ricca testimonianza che forse incuriosisce ma che certamente non finisce mai di stupire.

Info Orari di apertura: da ottobre a maggio, tutti i sabati dalle 15 alle 17 Mesi di giugno, luglio e settembre, sabato e domenica dalle 16 alle 19 Agosto, tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 Ingresso gratuito

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2015/06/04/news/un-museo-per-le-mummie-di-roccapelago-1.11554595?ref=search


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