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Legambiente: pubblicato il Rapporto Ecomafie

(Regioni.it 2754 - 01/07/2015) Presentato a Roma il 29 giugno il rapporto Ecomafia 2015, realizzato da Legambiente grazie al contributo delle forze dell'ordine, tra cui Carabinieri, Forestale, Guardia di finanza, Polizia di Stato, Capitanerie di porto, Agenzia delle dogane e dei monopoli, Polizie provinciali, Direzione Investigativa Antimafia, Direzione nazionale antimafia di Legambiente. Il quadro mostra che il racket dei rifiuti nel 2014 non ha di fatto conosciuto crisi: con 7.244 infrazioni accertate, quasi 20 al giorno, e una crescita del 26%, rimane un settore ad alta redittivit per gli ecocriminali. Si registra anche un significativo aumento anche delle persone denunciate, 9.652 (+ 38,5%), e dei sequestri, 3.601 (+55,3%); in controtendenza, invece, gli arresti, che sono 78 (-13,3%). Nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa sono stati riscontrati 3.958 reati, il 54% del totale nazionale, 4.088 denunce, 37 arresti e 2.530 sequestri.
La Puglia registra il maggior numero di illeciti. Il Lazio invece la prima regione del centro Italia, la Liguria la prima del nord mentre in Lombardia si svolge il maggior numero indagini sulla corruzione. Pi della met (14.736) del totale delle infrazioni si registrato si legge nel rapporto di Legambiente - nelle 'quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Puglia, Sicilia, Campania e Calabria'': 12.732 denunce, 71 arresti, 5.127 sequestri. Spiccano i numeri dell'agroalimentare: fattura 4,3 miliardi per 7.985 illeciti; il racket degli animali colleziona 7.846 reati.
Per Legambiente questo rapporto Ecomafia ha un valore particolare perch dopo 21 anni di battaglie arrivata la legge sugli ecoreati, che ha introdotto il delitti contro l'ambiente nel codice penale, con la quale finalmente gli ecocriminali saranno costretti a pagare: la speranza che questo 2015 sia uno spartiacque, l'anno in cui le ecomafie e l'ecocriminalit cominceranno ad essere contrastati con gli strumenti repressivi adeguati.
Il settore pi redditizio per le organizzazioni criminali stato quello agroalimentare, per un giro d'affari di 4,3 miliardi (l'anno prima era sui 500 milioni). Accanto al calo dei reati in Campania (meno 21%), figura, come si detto, e un aumento degli illeciti in Puglia (15,4% dei reati accertati, pari a 4.499, 4.159 denunce e 5 arresti).
Le inchieste sul traffico organizzato di rifiuti arrivano a 35 nel 2014 (285 dal 2002); in generale le infrazioni nei rifiuti superano le 7 mila, quasi 20 al giorno. Aumentano anche gli illeciti nel ciclo del cemento: 5.750 reati realizzati soprattutto in Campania e poi in Calabria, Puglia e Lazio. Cala il numero di incendi ma aumenta la superficie boschiva finita in fumo (dai 4,7 mila ettari del 2013 ai 22,4 del 2014).
Nel 2014 sono stati 852 i furti d'opere d'arte accertati dalle forze dell'ordine. Legambiente traccia anche un identikit dei professionisti dell'ecomafia: si va dal trafficante dei rifiuti ai trasportatori e agli industriali fino agli intermediari con le istituzioni o ad alcune figure chiave tipo il politico locale e il funzionario pubblico.
Vogliamo ribadire che la buona politica e un sistema di controlli efficace - conclude il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - sono il miglior antidoto per debellare le ecomafie, ecco perch auspichiamo che nei prossimi mesi sia varata la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, ancora ferma in Parlamento, e si metta mano alla Legge Obiettivo e alla nuova regolamentazione degli appalti'.
Notevole anche il quantitativo di rifiuti sequestrati in questo ultimo anno e mezzo: in appena 16 inchieste di questo tipo sono stati bloccati da provvedimenti giudiziari pi di tre milioni di tonnellate di veleni. I traffici di rifiuti corrono anche lungo le rotte internazionali dove a farla da padrone sono i materiali di scarto destinati illegalmente al riciclo o a un approssimativo recupero energetico: rottami di auto e veicoli soprattutto (38%) per il recupero dei materiali ferrosi, scarti di gomma e/o pneumatici (17,8%), e poi metalli, plastica, Raee e tessili. Crescono anche i reati accertati nel settore del cemento, 5.750 (+ 4,3%), mentre la Campania si conferma regione con il pi alto tasso di illegalit, seguita da Calabria, Puglia e Lazio.
A questi dati vanno aggiunte le stime sull'abusivismo edilizio elaborate dall'Istituto di ricerca Cresme Consulting, che nel 2014 sarebbe quantificabile in circa 18mila nuove costruzioni fuori legge, circa il 16% del nuovo costruito, con un giro d'affari che supera abbondantemente il miliardo di euro. Nel 2014 il settore pi redditizio per le organizzazioni criminali stato quello agroalimentare, il cui fatturato, tra sequestri e finanziamenti illeciti ha superato i 4,3 miliardi (l'anno prima era intorno ai 500 milioni) per 7.985 reati accertati. Nel racket degli animali le forze dell'ordine hanno verbalizzato ben 7.846 reati tra bracconaggio, commercio illegale di specie protette, abigeato, allevamenti illegali, macellazioni in nero, pesca di frodo, combattimenti clandestini e maltrattamenti, con la denuncia di 7.201 persone, l'arresto di 11 e il sequestro di 2.479 tra animali vivi e morti. La Sicilia la regione dove se ne sono contati di pi. Se cala poi il numero degli incendi aumenta per la superficie boschiva finita in fumo, che dai 4,7mila ettari del 2013 arriva ai 22,4 dello scorso anno, quasi 5 volte tanto.

http://www.regioni.it/newsletter/n-2754/del-01-07-2015/legambiente-presentato-il-rapporto-ecomafie-2015-14099/


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