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SALERNO - De Luca il “realizzatore” atteso alla prova dei fatti
19 luglio 2015 La città di Salerno



Sarebbe sciocco negare che l'elezione di De Luca alla guida della Campania ha alimentato grandi attese a tutti i livelli. Sarà la fama del personaggio (sulla scena a Salerno da più di 20 anni), sarà la sua abilità istrionica che ha reso "imperdibili"le sue performance, fatto sta che ora egli è "obbligato" a non deludere le attese di quanti, a torto o a ragione, ne fanno l'archetipo nazionale del "realizzatore". Se si conoscesse bene la storia di Salerno dell'ultimo ventennio (i napoletani la ignorano del tutto, ma non per questo si esimono dal parlarne), si saprebbe distinguere tra atti di buona e atti di cattiva amministrazione. Sia come sia, ora – giustizia permettendo – l'uomo del Monte è lì, e "deve" dare prova di riuscire dove i suoi "avversari" (prima Bassolino e poi Caldoro) hanno fallito, attirando i suoi strali perforanti. Tocca a lui giocare la palla o dare le carte, passatempi di cui i napoletani si dichiarano grandi intenditori. Smentendo coi fatti, il "collega" filosofo Seneca sull'assunto che "il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare". Se a giorni De Luca verrà lasciato governare la Campania (almeno fino al verdetto di ottobre dell'Alta Corte), alcuni dossier finiranno sul suo tavolo con tutti i dettagli istruttori per ricevere sue precise soluzioni. Il primo riguarderà "cultura, turismo e sviluppo", d'ensamble, perché la più grande ricchezza della regione è il suo patrimonio archeologico, monumentale, artistico e naturalistico che ne fa un "unicum" planetario. Se si riuscisse a trovare la quadra su come trasformarlo in "valore", la plus part dei problemi occupazionali e di crescita campani sarebbe se non risolta quanto meno mitigata. Se ne dibatte in questi giorni a Napoli tra giornalisti, intellettuali e Sebastiano Maffettone, il filosofo chiamato da De Luca come consulente per le tematiche culturali. Un dibattito nel quale i salernitani potrebbero dare, volendo, un contributo critico. Per capire, per esempio, se nel "network a nebulosa" (così il prof immagina l'universo delle iniziative culturali campane) abbiano senso una stagione lirica milionaria a Salerno (di reclamata qualità) e un'altrettanto milionaria "fiera" pseudo-artistica come le "luminarie natalizie" che da un decennio assorbono risorse collettive, pur restando attività "riguardo alle quali "poco è stato fatto per valutarne le ricadute in termini di audience, discussione pubblica ed effetti sul turismo". Un altro dossier è quello sui rifiuti (e la pesante multa di 20 milioni sanzionata dall'Ue). In campagna elettorale De Luca si è impegnato a smaltire in 3 anni i milioni di eco-balle della Terra dei Fuochi. Ma per l'Europa ne servono ben 15 per liberarsene del tutto. Come mai una previsione così "divergente"? Non è che l'ipotesi tre anni affondi per caso nella volontà di bruciare quei rifiuti nei cementifici? Se – come si promette – la Regione aspira davvero a diventare una "casa di vetro", tutti i dati della gestione quotidiana delle eco-balle dovranno essere controllabili dalle associazioni ambientaliste riconosciute. De Luca – cui pure va il merito di aver risolto con successo il problema della "differenziata" a Salerno – ha avuto nella vicenda-rifiuti ben definite responsabilità, per aver gestito male la gara per il termovalorizzatore di Salerno, pretendendo per il Comune una quota di partecipazione nella gestione dell'impianto. Un'anomala richiesta che – in uno al mancato decreto regionale (da parte di Bassolino) per il conferimento obbligatorio all'impianto dei rifiuti da parte dei Comuni del Salernitano, determinò la diserzione dalla gara delle maggiori imprese di settore. Dulcis in fundo, arriverà anche il dossier-trasporti. L'intero settore (ferro, gomma, mare, voli) va rivisto, armonizzato, razionalizzato e integrato in un sistema funzionale alle esigenze di mobilità dei cittadini e allo sviluppo dell'economia (turistica in particolare). Soprattutto il trasporto su gomma, nei capoluoghi e tra le aree vaste che li delimitano, deve essere ripensato e riorganizzato. La Campania oggi è il fanalino di coda nel sistema regionale di trasporto urbano su gomma. Anche allo scopo di promuovere l'immagine della regione, è auspicabile una comune livrea su tutti i mezzi pubblici su gomma. Anche il trasporto su ferro va razionalizzato e velocizzato, immaginando collegamenti quotidiani (pochi ma veloci) tra i capoluoghi di provincia,capolinea a loro volta dei collegamenti su ferro o gomma nelle rispettive aree vaste. Resta infine il dossier "Sanità". Troppo vasto e importante per buttarlo nel calderone.



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