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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Su torri eoliche e pannelli fotovoltaici

Cari amici,

voi sapete che da anni ormai ci siamo nettamente dissociati, a differenza di altre associazioni come Legambiente, Wwf, Green Peace, dalla politica di provvidenze governative a pioggia per le rinnovabili senza alcuna pianificazione n per le torri eoliche n per i pannelli fotovoltaici. Provvidenze a carico della bolletta dei cittadini con costi ormai altissimi e con risultati, soprattutto per le torri eoliche, ma non solo, disastrosi per i paesaggi italiani, per lo stato ambientale del nostro Appennino dissestato sul piano ideo-geologico con nuove strade tracciate nel modo pi sbrigativo e con lo stravolgimento dellecosistema. Senza peraltro produrre quantit apprezzabili di energia per loggettiva scarsit di vento in Italia rispetto allEuropa centrale e settentrionale. Non poche delle copiose iniziative eoliche si sono presto fermate da s per la fuga dei gestori, altre le ha fermate la magistratura come risulta da numerose inchieste di Report, di Presa Diretta, ecc. Proseguire alla cieca su questa strada economicamente e paesaggisticamente dissennato (si pensi ai recenti parchi eolici minacciati nei paesaggi di Orvieto e Tuscania) e per questo numerose Associazioni per la tutela, la natura e il paesaggio si sono unite in questa chiara e secca presa di posizione contraria a nuovi operosissimi incentivi. Non siamo contro le rinnovabili serie e pianificate. Siamo contro le rinnovabili senza criterio, senza pianificazione, a danno dellecosistema e del paesaggio. Grazie per la diffusione, un saluto

Vittorio Emiliani


IL GOVERNO CALA LE TASSE E AUMENTA LE BOLLETTE?

Mentre lAutorit per lenergia denuncia una spesa fuori controllo nel 2015 e 2016 per eolico e rinnovabili speculative, prevalgono le pressioni dei lobbysti e il MISE prepara un nuovo Decreto. Le associazioni ambientaliste: Cosi non si combatte la CO2 ma si aggravano gli oneri per famiglie e imprese in tempo di crisi, con gravi danni a Paesaggio e Biodiversit.


Roma, 21 luglio 2015 - Gi dal 2015 e 2016 la spesa per gli incentivi alle rinnovabili elettriche sar fuori controllo. A causa del pesante extra costo dovuto al ritiro dei Certificati Verdi (sistema incentivante gi attivo da anni), lAutorit per lEnergia Elettrica e il Gas (AEEG) afferma che sta valutando lassunzione di apposite misure finalizzate a rendere sostenibile tale rilevante incremento degli oneri.
Limpatto complessivo annuo della sola conversione dei Certificati Verdi lieviter quindi a 5 mld, portando la componente A3 della bolletta a 14 miliardi nel 2016, quindi con un extracosto di circa 2 mld di euro!

Nel 2014 furono adottati Decreti spalmaincentivi per limpossibilit di onorare impegni non sostenibili assunti con incentivi sproporzionati. Ora, contraddicendo se stesso, il governo prepara nuove lucrose incentivazioni pluriennali per ulteriori impianti speculativi, di scarsa efficienza e produttivit, oltre che gravemente impattanti sul gi martoriato territorio italiano. Proprio le societ eoliche ne beneficerebbero maggiormente, malgrado le rinnovabili elettriche abbiano gi superato gli obiettivi, persino quelli inventati per giustificare nuovi sussidi. E il miserabile apporto energetico delleolico non stato certo determinante, malgrado piantagioni di migliaia e migliaia di torri eoliche !

Tredici associazioni ambientaliste - Altura, Amici della Terra, Comitato per la Bellezza, Comitato Nazionale del Paesaggio, Ente Nazionale Protezione Animali, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, Pro Natura, Rete nazionale NO geotermia speculativa e inquinante, Verdi Ambiente e Societ, Wilderness Italia denunciano: E una politica schizofrenica, inspiegabile, se non con la volont di accontentare talune lobby rispetto a interessi collettivi, che invece ben si concilierebbero utilizzando pi moderati sostegni finanziari in altri comparti non elettrici. Ad esempio efficienza energetica o rinnovabili termiche, dove gli interessi nazionali sarebbero decisamente evidenti e diffusi e con superiori risultati di decarbonizzazione.

Il Ministero Guidi riporti la supremazia della politica sugli appetiti finanziari e ritiri questo provvedimento sperpera-denari come gi chiesto dagli ambientalisti e giustificato da inoppugnabili valutazioni costi benefici



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