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Trentino. Urbanistica, passa la riforma. No dei grillini
Andrea Rossi Tonon
Corriere del Trentino 23/7/2015

Il consiglio provinciale ha approvato ieri la nuova legge urbanistica. I punti salienti: il divieto di utilizzare nuovo suolo per edificare, agevolazioni per recuperare l’esistente e attenzione al paesaggio. Daldoss soddisfatto. No dei grillini

Con ventuno voti favorevoli, uno contrario e nove astenuti, è stata approvata ieri dal consiglio provinciale la nuova legge sull’urbanistica. «Non sarà una legge epocale», ammette subito l’assessore Carlo Daldoss, che però precisa «non essere quello l’obiettivo principale» che era invece «tentare di rispondere alle esigenze dei trentini». Dopo quattordici ordini del giorno, oltre 2.000 emendamenti e una lunga serie di votazioni, il Consiglio ha accelerato i lavori che hanno portato al via libera negli ultimi due giorni grazie all’ammissione di alcune richieste delle minoranze che hanno portato al ritiro della maggior parte degli emendamenti. Un «modus operandi», quello adottato da Daldoss durante tutto l’iter, apprezzato in maniera trasversale dai consiglieri.
La nuova legge secondo lo stesso assessore poggia su tre pilastri: il divieto di utilizzare nuovo suolo per edificare, le agevolazioni per il recupero dell’esistente e l’attenzione agli aspetti paesaggistici. «La legge pone le basi per un forte cambio culturale in relazione all’approccio con il territorio» spiega Daldoss, che nell’intenzione di agevolare e velocizzare questo processo annuncia un «tour» del Trentino in autunno «per spiegare i contenuti della riforma» perché essa «assume la propria valenza e diventa parte di una cultura solamente quando viene compresa da tutta la popolazione».
L’espansione
Punto cardine della riforma è lo stop all’ulteriore consumo di suolo per la costruzione di nuovi edifici. La legge prevede infatti il divieto di individuare nuove aree di insediamento nei piani regolatori comunali «se non per ragioni assolutamente straordinarie», spiega l’assessore. L’eccezione consiste nella possibilità di edificare nuove prime case, ma solo di fronte a comprovate esigenze abitative e alla mancanza di alternative. Il passaggio, per Daldoss, rovescia l’approccio attuale nei confronti del territorio «in base al quale il suolo è concepito solo come uno spazio vuoto dove poter costruire».
Il recupero
«Coniugato all’impossibilità di utilizzare nuovo suolo per le costruzioni vi sono una serie di articoli che aiutano invece al recupero dell’esistente» spiega ancora l’assessore. Un «contraltare» che prevede incentivi per il recupero dei sottotetti abitativi attraverso la possibilità di sopraelevare gli ultimi piani fino a un metro negli insediamenti storici. Ma il recupero riguarderà anche i metri cubi che verranno demoliti. La norma prevede infatti il riconoscimento di crediti volumetrici anche con incrementi del 10 o del 20 per cento, sia per ricostruire l’edificio nello stesso luogo, sia spostandolo in altre aree del territorio comunale.
La semplificazione
Riconosciuta ieri dall’intera Aula, è la capacità della legge di rendere più semplici gli aspetti burocratici. Per qualche consigliere la norma semplifica addirittura troppo e il nodo principale sarebbe l’unico passaggio a cui devono essere sottoposti da oggi in poi i progetti. Salta infatti il doppio esame svolto dalla commissione per la pianificazione delle comunità e quello della commissione edilizia comunale. Con la riforma viene introdotta un’unica commissione edilizia per ogni ambito territoriale, ma non solo, perché sia i contenuti dei piani territoriali di comunità sia quelli dei piani regolatori saranno ora formati con procedure semplificate. Infine le tempistiche per le approvazioni. La riforma urbanistica prevede scadenze precise in base alle quali, una volta scaduti i termini, i Comuni avranno a disposizione solamente un anno per riprogrammarle mentre oggi il rinvio può arrivare anche a dieci anni.
Il paesaggio
«La volontà dichiarata è quella di una particolare attenzione al tema del paesaggio e all’inserimento di tutte le opere, siano esse di iniziativa pubblica o privata» sottolinea Daldoss che poi cita «l’istituzione attraverso la legge sia dell’osservatorio per il paesaggio, sia della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio». L’intenzione, secondo l’assessore, è «valorizzare ancor di più questi due soggetti perché sono convinto che le buone norme servono, ma solo se vengono comprese dalla comunità».




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