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ROMA-E nei palazzi del potere burocratico ignorato il monito dei Beni Culturali
Camilla Doninelli
Tempo, 24/07/2015

La saga del condizionatore selvaggio, sulle facciate dei Ministeri, continua. Ad agosto 2014, nemmeno un anno fa, Il Tempo aveva messo a nudo lo scempio dei motori posizionati allesterno degli edifici ministeriali sparsi per la Capitale.
Mostrando con immagini inedite le facciate costellate da motori. Tra gli incriminati spiccava il Ministero di Giustizia, il Ministero dellIstruzione e anche la soprintendenza del comune di Roma in via di San Michele, elemento paradossale. Ancora oggi, nonostante il MIBACT abbia intimato, per esempio, al Ministero della Pubblica Istruzione, di rimuoverli, sono ancora l, in bella vista. Ogni finestra continua ad essere dotata del suo motore. Nessuna ne sprovvista. Anche sulla facciata principale sono rimasti, in prima linea. Nulla cambiato. Questo non vale solo per viale Trastevere, naturalmente. Anche il Ministero di Giustizia non ha provveduto a togliere i motori allesterno. Stessa storia sulle finestre del palazzo dellAnagrafe comunale, in via Petroselli, e su quelle del palazzo che al Circo Massimo ospita gli uffici del Primo Gruppo della Municipale e la sede del Primo Municipio. Il Ministero delle Finanze e il Viminale non sono da meno e il "diktat" dei Beni culturali rimasto inascoltato. Non esiste fraintendimento: i condizionatori devono essere tolti, eppure continuano a rimanere al loro posto. Continuano ad essere sempre pi sporchi e antiestetici. I fastidiosi tubi di scarico continuano a penzolare nel vuoto, e le infiltrazioni sulle mura si allargano, senza nessun tipo di remora. Stiamo parlando di palazzi su cui vige un vincolo storico, sono espressione della pubblica amministrazione, ma anche i primi a infrangere le regole.
Gli stessi cittadini avevano denunciato questa situazione paradossale al nucleo Pics dei vigili urbani, chiedendo la rimozione dei condizionatori al ministero dell'Istruzione. Ma gi allora avevano risposto che non hanno n competenze n risorse per fronteggiare la problematica. Ma non si sono fermati hanno sottoposto il caso anche all'Agenzia del Demanio direzionale Lazio e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dopo la ristrutturazione del palazzo aveva installato i condizionatori. Lennesimo paradosso. Sembra che nessuno voglia mettere fine a questa situazione.
Anzi, si torna la vecchio gioco del "rimpallo" delle responsabilit. Sempre un anno fa, Giovanni Puglisi, dalla commissione nazionale italiana per lUnesco, aveva dichiarato che avrebbe provveduto a reiterare le segnalazioni alle competenti amministrazioni, e che avrebbe reso noti i riscontri di quelle segnalazioni. Non ce ne bisogno. I riscontri, o meglio le risposte, sono ben visibili ad occhio nudo. Non c bisogno di altre conferme. Questo vuol dire, senza mezzi termini, che ancora una volta nessun Ministero ha obbedito, e che i moniti dei Beni Culturali sono stati completamente ignorati.



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