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BEN VENGA IL COMMISSARIO A BAGNOLI
GIUSEPPE OSSORIO
24 luglio 2015 la Repubblica




BAGNOLI si configura come "il problema" non risolto di Napoli. Tale l'inanit della pubblica amministrazione, insieme al groviglio dei fatti che tuttora assillano la riqualificazione dell'area dell'ex Italsider. Sicuramente una sconfitta per tutti i napoletani. Si confrontano da troppi anni la necessit della trasformazione urbana per far vivere quella parte della citt e i vincoli che salvaguardano quel paesaggio ma che lo ingessano e lo costringono in una condizione di abbandono. Non priva di fondamento, per, la preoccupazione che si ripercorra e si assecondi "la bassa marea morale" descritta da Italo Calvino nel suo breve romanzo "La speculazione edilizia".

Cosa stato fatto dalle amministrazioni comunali in questi anni? questa la domanda che si pone ogni cittadino. Pu mai, ognuno di noi, avere fiducia se tale problema dovesse ancora essere affrontato dall'amministrazione comunale?

Siamo al termine della consiliatura. Indipendentemente dal giudizio critico sull'operato di questa giunta, sembra necessario l'intervento del governo. Con il trasferimento delle competenze su quell'area (previste dalla cosiddetta legge Sblocca Italia) dal Comune di Napoli a Palazzo Chigi si individuano gli interventi che si potranno mettere in campo per Bagnoli, fermi da troppo tempo. Per il governo resta l'unico vincolo di "sentire il presidente della Regione", mentre si sarebbe preferito "d'intesa con il presidente della Regione".Comunque, allo stato, ben venga il commissario scelto dal governo.

vero, una fetta della citt viene sottratta al governo del sindaco e del consiglio comunale. Ma di fronte all'immobilismo e ai fallimenti che si sono succeduti va fatta una scelta politicamente forte.

Probabilmente solo una volta siamo arrivati vicini ad una possibile, reale, soluzione del problema, quando Napoli nel 2003 si candid ad ospitare nel mare di Bagnoli la 32esima edizione dell'America's Cup fu in lizza per l'assegnazione della fase finale del 2007, che, come si sa, venne assegnata a Valencia. Quell'occasione avrebbe potuto rappresentare il grande traino per la completa trasformazione dell'area come, poi, avvenuto nella citt spagnola. Ma inutile recriminare. Ci sono state nelle ultime settimane molte voci autorevoli discordi sul tema. La risoluzione potrebbe essere l'indicazione di una grande personalit, di profilo internazionale, che possa rappresentare al tempo stesso il motore e il garante della trasformazione urbana senza approdare all'ennesima bruttura edilizia o ad una speculazione sui suoli, che sfrutti la rendita fondiaria nella peggiore tradizione dello sviluppo urbanistico della citt. Bisogna fugare ogni timore in tal senso.

Una grande pagina di Napoli si deve ancora scrivere. Diamo la penna a chi sa farlo. La nomina del super tecnico, annunciata pi volte come imminente e puntualmente rinviata, arriverebbe dopo circa 8 mesi dalla conversione in legge del decreto Sblocca Italia. Con l'articolo 33, di fatto, il governo derogando alle varie legislazioni di settore, affida ampi poteri decisionali al commissario. Seguir la nomina di un soggetto attuatore che, anche attraverso il coinvolgimento dei privati, operer come stazione appaltante per gli interventi di bonifica e di realizzazione delle opere. Contro lo Sblocca Italia, che bene dirlo non riguarda solo l'intervento del governo su Bagnoli, si levata una critica serrata da parte di giuristi e intellettuali come Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte costituzionale, e Massimo Bray, ex ministro dei Beni culturali, perch lo sviluppo deve "coincidere con il bene di tutti e non con l'interesse di pochi". Come si fa a negarlo. Una garanzia dovrebbe rappresentare la previsione che i suoli dell'ex Italsider diventino di "rilevante interesse nazionale" passando cos sotto l'egida e la tutela del governo.

Il punto controverso previsto dallo Sblocca Italia la predisposizione di un Programma di risanamento ambientale e di un Documento strategico, che sostituir a pieno titolo tutte le autorizzazioni, i pareri e i nulla osta richiesti dalla legge per le opere di bonifica ed infrastrutturali. Esso costituir la variante urbanistica automatica, prescrivendo l'urgenza e l'indifferibilit dei lavori. la logica conseguenza delle polemiche protratte per anni e della inefficienza delle scelte politiche. Il confronto, il dibattito democratico un bene che si pu spegnere per l'inconcludenza.



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