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Milano blinda i suoi musei: arrivano i custodi teleguidati e 2 control room anti intrusioni
di ORIANA LISO
7 agosto 2015, la Repubblica



Il nuovo progetto di Palazzo Marino per coprire i buchi nella videosorveglianza. Verranno installate 1016 telecamere, 3.206 sensori per scovare anomalie e 2576 anti incendi. La spesa intorno ai 2 milioni


Una doppia sorveglianza per i musei di Milano, con due control room per garantire la sicurezza di spazi frequentati ogni giorno da migliaia di persone. Palazzo Marino ha deciso di investire su un nuovo progetto di riqualificazione e di sviluppo dei sistemi di sorveglianza di tutte le sedi museali, andando prima di tutto a coprire alcuni buchi nella copertura della videosorveglianza di alcuni indirizzi e intervenendo anche sui sistemi degli altri. Verranno installati nuovi allarmi anti intrusione e rilevatori di incendi, ci sar una gestione tecnologica delle ronde, con i custodi teleguidati nei controlli delle sale e le opere darte pi importanti avranno nuovi sistemi di sicurezza.

Tutto il flusso delle immagini delle telecamere e degli allarmi passer prima da una sala di controllo al Castello e, poi, al comando della polizia locale, a cui gi fanno riferimento tutte le telecamere per la sicurezza della citt. Il progetto verr gestito fino a maggio 2017 da A2a, con una spesa complessiva di poco pi di 2 milioni. Gli uffici dellassessorato alla Cultura, nei mesi scorsi, hanno fatto una ricognizione di tutte le sedi museali della citt, da quelle pi grandi e pi conosciute alle piccole realt espositive, per capire dove intervenire per migliorarne la sicurezza.

La specificit di queste sedi, infatti, soprattutto una: mentre nelle normali sedi comunali va garantita lincolumit delle persone che vi passano, nei musei serve anche garantire lintegrit delle opere darte che vi sono esposte. Serve, insomma, un servizio diverso da quello di una normale ronda di vigilanza privata.

Ecco perch si studiato un programma di interventi specifici, prevedendo linstallazione di 1016 nuove telecamere, 3206 sensori antintrusione, 2576 sensori di incendio: strumenti che verranno dislocati in base alle necessit. Sono state individuate zone cieche, per esempio, al museo del Novecento, alla cripta di San Giovanni in Conca, al museo del Risorgimento, in quello Archeologico, in quello delle Culture e a Palazzo Morando. Servono, invece, rafforzamenti sui sistemi del Castello, di Palazzo Reale, di casa Boschi Di Stefano, della Gam, dellAcquario civico, del museo Messina e di quello di Storia naturale, di Palazzo Dugnani e dei depositi Savona e Rubattino.

Il progetto investe anche le figure dei custodi, che fanno attivit di accoglienza e di informazione, di presidio delle sale, di tutela e gestione delle opere darte, degli edifici e dei visitatori stessi e del servizio di biglietteria. Per insufficienza di personale - precisa la relazione tecnica alla base della delibera portata in giunta dallassessore Filippo Del Corno - tutte le attivit menzionate vengono svolte in maniera indifferenziata da tutto il personale, in un regime di intercambiabilit dei custodi, che non prevede specializzazione per nessuna delle mansioni svolte.

Per il nuovo progetto si prevede che serviranno almeno 12 operatori museali in grado di lavorare alla centrale operativa del Castello, ma serve anche che tutti gli impianti di sicurezza installati nelle sedi siano integrati e possano essere letti anche alla centrale di Beccaria, aumentando la possibilit di interventi immediati.

Solo in alcune sedi ci sono i custodi notturni, ma lanalisi di questi mesi evidenzia che il fattore umano conta ancora tantissimo: Lesperienza dimostra che in diversi casi solo la presenza in loco del personale che, per esempio, ha spento innumerevoli volte stufette elettriche lasciate accese, fancoil che hanno preso fuoco, oppure ha individuato principi di infiltrazioni dacqua e gocciolamenti su dipinti delle pinacoteche ha scongiurato gravi danni alle opere e alle strutture: la gestione delle misure di protezione attiva richiede di poter contare sullindispensabile integrazione uomo-sistemi tecnologici.



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