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Firenze. Nazionale, pochi fondi ma anche gli studiosi
Gaspare Polizzi
Corriere Fiorentino 23/9/2015

Lindagine di Save the Children sulla povert educativa in Italia ha riproposto dati deprimenti. Secondo lo studio, in Italia un quindicenne su quattro non supera la soglia minima di competenze in matematica, uno su cinque nella lettura. E le quote salgono al 36% e al 29% nelle famiglie con basso reddito e bassa cultura.
Ma la povert educativa la si vede anche nelle vicende di questi giorni. Esemplare in negativo la chiusura del Colosseo in faccia ai turisti per assemblea sindacale. Si anche ricominciato a parlare dello stato pietoso della Biblioteca Nazionale e del sistema bibliotecario italiano. Sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella ha descritto lo scandalo delle grandi biblioteche. E la Nazionale di Firenze in prima fila, con un numero di dipendenti scesi da 334 a 165, peraltro con unet media di 60 anni. La Bibliothque Nationale de France ne ha 1.414. Come non indignarsi dinanzi a queste scene da una catastrofe?. Chi pu dissentire sulla scarsit dei fondi investiti dallo Stato in biblioteche e archivi, custodi, insieme ai musei, di una fetta cospicua di quel patrimonio culturale da tutti considerato una delle nostre principali ricchezze? Il ministro Franceschini intervenuto dicendo di aver gi favorito importanti stanziamenti per la Nazionale e che non si tratta soltanto di assumere nuovi dipendenti. Qui sta il punto. Se si fa la tara di rivendicazioni e lamentele, giuste o tardive, banale collegare il dato sulla povert educativa con lo stato delle biblioteche, indice importante della ricchezza culturale di una societ. Il problema non si riduce alla scarsit del personale, in passato anche sovra-dimensionato e/o male utilizzato, e alla povert dei fondi. Nelle nostre grandi biblioteche mancano gli utenti, i lettori, gli studiosi. E nei musei sono pochi i visitatori italiani. Facciamo entrare pi facilmente gli studenti, magari con accordi mirati con alcuni licei, lavoriamo sulla domanda. Apriamo alla digitalizzazione, mettiamo in rete le opere, soprattutto le pi antiche, come si fa in Francia e in Gran Bretagna. Liberalizziamo le forme di riproduzione, scalfendo qualche piccolo monopolio. A Firenze c ununica ditta per la riproduzione in Nazionale e in Marucelliana, dove il servizio di fotocopie in condizioni pietose. Ci sono anche a Firenze biblioteche di nuova concezione, come le Oblate, sistemi di prestito integrati e gratuiti, come lo Sdiaf. Le grandi biblioteche devono abbattere gli steccati, se vogliono che non vi studino i soliti trenta affezionati, peraltro sempre pi risentiti; una cifra pari a quella di chi frequenta solo una delle decine di sale della Bnf a Parigi. Dovrebbero essere investite da una ventata di cambiamento come quella che ha raggiunto i grandi musei con le nuove nomine dei direttori. Solo se si fa crescere la domanda di lettura e di cultura il circolo diventer virtuoso, e sar automatica la crescita di addetti e di fondi.



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