LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

CARRARA - Marmo, sessanta ricorsi contro il piano paesaggistico
di Melania Carnevali
29 novembre 2015 IL TIRRENO



Le aziende contro la Regione Toscana. Prorogato di un anno il termine per la ricognizione dei beni estimati a Carrara


CARRARA. Piovono ricorsi sul Piano paesaggistico regionale, uno dei tre soli piani approvati in Italia secondo i dettami del codice dei Beni culturali e del paesaggio (insieme a quello sardo e a quello pugliese). Già passato sotto la falce di emendamenti che, almeno in tema cave, lo hanno ridotto a una versione light di quello concepito inizialmente dall’assessore all’urbanistica, Anna Marson, adesso inizia la sua seconda epopea: quella dei ricorsi e dei controricorsi. Una sfida al ribasso per tagliare tutta la rete di protezione ambientale costruita in quattro anni di lavoro del grosso team di docenti universitari, ricercatori e tecnici capitanati dalla Marson, che poi era ed è il senso e l’anima del piano stesso.

Sono circa sessanta, infatti, i ricorsi presentati al Tar dalle ditte del marmo - in particolare di Carrara - contro la Regione Toscana e lo stesso ministero per i Beni e le Attività culturali e Turismo, inerenti - come si legge in una nota del ministero dell’Ambiente - «la richiesta di annullamento, in parte qua, della deliberazione del consiglio regionale del 27 marzo 2015 numero 37 (con la quale veniva approvato l’atto di integrazione del Piano di indirizzo territoriale con valenza paesaggistica, il Pit, ndr), nella parte in cui il citato Pit incide sulla prosecuzione della gestione delle diverse attività estrattive».

Gli imprenditori del lapideo d’altronde non hanno mai nascosto la loro ripugnanza verso quel documento che, a loro dire, limita troppo l’attività estrattiva e il lavoro e il guadagno e tutto. Non sono bastati quindi gli ultimi pesanti ritocchi presentati dall’asse regionale pd-centrodestra a febbraio scorso poco prima dell’adozione, ossia il via libera a ampliamenti dei siti estrattivi e alla riapertura di cave dismesse da oltre vent’anni (nella prima bozza le miniere chiuse da oltre vent’anni non potevano essere riattivate, ndr). Secondo gli industriali il Pit limita lo sviluppo e va fermato. E vai quindi di ricorsi e controricorsi.

Anche gli ambientalisti hanno impugnato, con ricorso straordinario al presidente della Repubblica, il Piano. Sono le associazioni: Mountain Wilderness, Amici della Terra, Sigea, Vas, Lipu, Cai regionale, Centro Cervati e La Pietra Vivente. Secondo gli ecologisti, per quanto riguarda l’area Parco Alpi Apuane, il Piano viola - stando a quanto riportano le associazioni - le leggi di tutela dei Siti Rete Natura 2000, le leggi di tutela delle acque superficiali e sotterranee e il principio di precauzione.

Un appello, quello degli ambientalisti al presidente della Repubblica, su cui è arrivata in questi giorni la risposta della direzione generale per la protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente, il quale fa sapere che la competenza in materia paesaggistica è tutta regionale. Il ministero, in altre parole, non può farci niente. Intanto anche un’altra partita è ancora aperta: quella del Testo unico sulle cave approvato a marzo. Il governo ha infatti impugnato alla Corte Costituzionale il comma 2 dell’articolo 32 della legge, riguardante i beni estimati, che la Regione cercava, con la nuova legge, di ripubblicizzare, per poi mettere a gara europea le concessioni per l’escavazione.

La Corte Costituzionale non si è ancora pronunciata, motivo per cui la commissione regionale Sviluppo economico e rurale, presieduta da Gianni Anselmi (Pd) ha approvato, con l’astensione di Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle, una proposta di legge che prevede la proroga di un anno di alcuni termini indicati dalla legge stessa. «Si tratta di una legge ricognitiva. Il suo approdo in commissione - ha spiegato Anselmi - consegue a una circostanza che si è creata con l’impugnazione da parte della presidenza del Consiglio dei ministri della legge 35 che adesso giace in Corte Costituzionale per questioni legate al conflitto di competenze in tema di beni estimati. Questo contenzioso implica la necessità di uno scorrimento complessivo». In particolare, nell’articolo 32 era previsto che i Comuni di Massa e Carrara facessero una ricognizione dei beni estimati entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge (a metà aprile). La proposta è stata quella di far slittare di un anno i termini, «per poter prolungare in regime transitorio la situazione, del regolamento che i comuni avrebbero dovuto emanare».



news

22-07-2021
Corte costituzionale: sentenza su beni paesaggistici

20-07-2021
Piano strategico grandi progetti beni culturali: raccomandazioni sul decreto per la rimodulazione 2020

18-07-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 Luglio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

Archivio news