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Napoli. Capodanno senza musei. Il turismo può attendere
Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno 2/1/2016

L’inaugurazione con Franceschini delle sei Domus restaurate a Pompei sembra già un ricordo lontano. Il giorno di Capodanno gli Scavi sono rimasti chiusi. Chiusi anche molti musei di Napoli, tra cui l’Archeologico, Capodimonte e Palazzo Reale. Inevitabile la polemica sulla fruizione dei beni culturali. Boom di visite invece per i musei privati.

La vigilia di Natale c’è stata la visita in pompa magna del ministro Franceschini, per la riapertura di sei Domus restaurate di cui ha parlato tutta Italia. Il giorno di Capodanno, però, gli Scavi di Pompei sono rimasti chiusi, per il secondo anno di seguito dopo tre decenni in cui, invece, era stato possibile visitarli. Chiusi anche molti musei, tra cui l’Archeologico, Capodimonte e Palazzo Reale. Inevitabile la polemica, che si riversa anche sui social: che senso ha puntare sul turismo se i turisti in visita a Napoli in questo periodo non hanno potuto usufruire appieno dei beni culturali?
Una critica severa arriva da Antonio Pepe, della Rsu degli Scavi: «La scelta di chiudere i siti culturali nelle giornate di Natale e Capodanno contrasta con la decisione di includere i luoghi di cultura tra i servizi pubblici essenziali, quindi in questi giorni viene a mancare la “conquista di civiltà” così definita dal ministro Franceschini quando il decreto fu convertito in legge. È paradossale — prosegue Pepe — la posizione di chi critica la chiusura degli Scavi per due ore di assemblea (un diritto del lavoratore) quando poi assume la decisione di tenere chiusi al pubblico i siti culturali nelle giornate del 25 dicembre e del 1° gennaio, senza tener conto dell’eccezionale rilevanza d’immagine e dei riflessi di natura economica per il terziario territoriale. I luoghi di cultura, quando pare al ministro, smettono di essere servizi pubblici essenziali, tanto da far sembrare che la legge sia stata varata solo per togliere ai lavoratori il diritto di scioperare. Il paradosso è che il personale di vigilanza lavora comunque in tutti siti aperti al pubblico (musei, gallerie, monumenti, aree archeologiche) e rimanere chiusi non porta nessuno grosso sgravio economico».
Delusione anche tra quanti ieri speravano di visitare alcuni gioielli di Napoli: hanno trovato sbarrati, infatti, i cancelli del Museo di Capodimonte, della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, del Museo Archeologico Nazionale e di Palazzo Reale. Chiuso anche l’ingresso alle gallerie di palazzo Zevallos Stigliano, storico edificio di via Toledo che ospita oltre 120 capolavori, compreso il Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio, noto anche come «l’ultimo Caravaggio». Aperti, invece, alcuni musei privati, come la Cappella Sansevero. Se la zona dei Decumani è stata affollata fino al tardo pomeriggio, sono invece rimaste semideserte via Toledo e le strade dello shopping, da via Chiaia a via Filangieri, da via Calabritto a piazza Amedeo: tutti chiusi i negozi a eccezione di Fusaro in piazza Trieste e Trento.
Ottimo successo del Capodanno in piazza anche a Salerno: in piazza Amendola si è esibito il trio Il Volo, mentre la conduzione della serata è stata affidata a Rosaria De Cicco. In entrambe le città dopo il concerto c’è stato lo spettacolo di fuochi d’artificio, particolarmente atteso e seguito. Su Facebook, profilo personale del presidente Francesco Iacotucci e anche quello aziendale di Asìa, sono state pubblicate le foto sulle operazioni di pulizia compiute nella zona della Pignasecca all’alba, dopo i botti . A Napoli sono state calcolate oltre duecentomila persone al concerto in piazza del Plebiscito. Sul palco artisti del calibro di Max Gazzè, Enzo Avitabile e Lina Sastri. Ma nonostante lo spettacolo lo show non è stato trasmesso dalla Rai che invece si è collegata con Matera. Su Facebook la polemica dell’assessore della Giunta de Magistris Mario Calabrese. «Non ho capito ma Napoli, la capitale del capodanno - e non solo - in Italia, è stata cancellata dalla Rai?!!!».



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