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TORINO - Fassino: "Dall'Ermitage a Pellizza un altro anno di grandi eventi"
MARINA PAGLIERI
06 gennaio 2016 LA REPUBBLICA



L'INTERVISTA


Sindaco Fassino, i dati sugli afflussi torinesi nel 2015 – tra tutti i 4 milioni di visitatori dei musei sono sorprendenti.

«Nel 2011, all'inizio del mandato, tutti mi chiedevano che cosa sarebbe successo dopo la chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità: io risposi che avremmo investito sulla cultura e che questo avrebbe procurato a Torino una nuova attrattività. Ora parlano i numeri: siamo a 4 milioni di persone nei musei, la città è una delle mete più desiderate. Bisogna aggiungere poi un milione di frequentatori degli altri eventi, dal Salone del Libro a Mito Settembre Musica, al Torino Film Festival. L'offerta complessiva ha visto la partecipazione di 7 milioni di persone, con una ricaduta economica straordinaria, dagli hotel, ai ristoranti, ai negozi, ai taxi. Ma questi risultati non sono casuali, bensì legati ad alcune scelte felici».

Quali?

«Intanto è stata vincente la scelta di innovare la Fondazione Torino Musei, chiamando una personalità esterna come Patrizia Asproni, che con il suo dinamismo ha portato a realizzare in un anno ben 27 mostre e 600 eventi. E penso anche al raddoppio clamoroso del Mao. Poi c'è stata l'altra scelta di puntare sulle grandi mostre, in collaborazione con importanti musei internazionali, come il Musée d'Orsay, che ci ha portato la mostra di Monet, la più visitata d'Italia, mentre fra qualche settimana arriverà l'esposizione dei pittori francesi a Palazzo Madama, dalle raccolte dell'Ermitage» Come spiega il fenomeno delle code lunghe e disciplinate che si formano in questo periodo, in particolare per la mostra di Monet alla Gam ?

«Guardi, c'è una grande fame di cultura, da parte di tante persone che fino a qualche anno fa si concentravano magari negli Uffizi o nei musei di Roma e Venezia, mentre ora vengono a Torino. Le code sono anche una risposta al fatto che la cultura offre una migliore qualità della vita, la gente questo l'ha capito. E ha anche identificato ormai la cultura come leva per lo sviluppo economico. Si conferma quello che ho detto più volte, ovvero che nell'era della globalizzazione i territori più attrattivi sono quelli più ricchi di cultura e di sapere, che possono portare ricadute e attrarre investimenti anche in altri settori».

Nel 2016 si proseguirà con lo stesso ritmo?

«Avremo Monet fino a febbraio e Matisse fino a giugno. A marzo arrivano i dipinti dell'Ermitage a Palazzo Madama, avremo poi due mostre a cui già sta pensando la direttrice di Gam e Rivoli Carolyn Christov-Bakargev: una dedicata a Giuseppe Pellizza da Volpedo, l'altra, curata da Vittorio Bo, sul rapporto tra i numeri e la pittura. E' prevista anche un' antologica di Ugo Nespolo. Ma non c'è solo l'arte: penso al Regio e allo Stabile, che con i rispettivi 14mila e 16 mila abbonati iniziano ad avere bisogno di nuovi spazi, per questo daremo il via ai lavori a Torino Esposizioni, recuperando il Teatro Nuovo ».

Altri progetti per il 2016?

«Partirà il cantiere della Cavallerizza, poi ci saranno il rilancio della Reggia di Venaria, del Polo Reale con Enrica Pagella e l'approdo del Castello di Rivoli nella Fondazione Torino Musei, con Carolyn Christov Bakargev alla guida dei due musei. Non dimentichiamo che l'arte contemporanea a Torino è un pilastro su cui continuare a investire. Quest'anno nascerà anche il primo hub per ospitare gli atelier dei giovani artisti, in un luogo in via di definizione: non solo esposizione dell'arte ma anche la produzione ».

Un 2016 dunque che parte con i migliori auspici?

«Il 2015, che si chiude con risultati splendidi, a conferma della vitalità della città, dà una grande spinta a un 2016 che parte bene. Non dimentichiamo che Torino è tra le prime tre città italiane per la nascita delle start up, mentre inizierà a marzo la produzione del Suv a Mirafiori. Insomma, in questi anni la crisi l'abbiamo sfidata e contrastata e oggi, di fronte ai segnali di una possibile ripresa economica, siamo nelle condizioni per fare un salto e cogliere le nuove opportunità che si presenteranno».



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