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CAMPANIA - Pozzuoli, De Luca: "Ora o mai più" i fondi per completare scavi e area moderna di Rione Terra"
di STELLA CERVASIO
09 gennaio 2016 LA REPUBBLICA



Pozzuoli ha una Rolls Royce con cui potrebbe girare il mondo, e la tiene in garage. La storia dello scrigno serrato del Rione Terra ha almeno dieci anni, e ieri, a verificarne lo stato temporale, è andato il governatore Vincenzo De Luca, che ha visitato la parte di scavi archeologici e non dell’area di Pozzuoli abbandonata per il bradisismo negli anni Settanta e che ancora non aveva visto, dopo la sua visita di alcuni mesi fa. Ha promesso una conferenza di servizi a febbraio e l’impiego rapido di 70 milioni di euro, dei 250 che verranno spesi per la valorizzazione dei Campi Flegrei.

“Deve diventare uno dei punti nodali dello sviluppo in Campania”, ha detto De Luca, ipotizzando decine di migliaia di posti di lavoro. Con il presidente della Regione, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, la soprintendente archeologa Adele Campanelli e la funzionaria che da anni cura l’archeologia flegrea dirigendo scavi e musei, Costanza Gialanella.
Pozzuoli, De Luca: "Ora o mai più" i fondi per completare scavi e area moderna di Rione Terra"

Di fronte a De Luca, il quadro che molti già conoscono: il piazzale del Rione Terra, che viene isolato dal resto della città da un cancello di solito chiuso, il portone degli scavi, aperti periodicamente solo nei fine settimana a visite guidate condotte dagli appassionati ragazzi della associazione Nemea, l’edificio dove ha sede il consiglio comunale, la cattedrale di San Procolo martire con la di recente restaurata sala del Capitolo e gli altri edifici, chiusi, ancora senza una destinazione.

Al Rione Terra i finanziamenti non sono mancati negli anni , tant’è vero che tutto appare nuovo e in buone condizioni – fatto salvo qualche vetro rotto da sassate alle finestre o un gradino degli scavi mai riparato e rimasto transennato – ma ciò che manca è un piano progettuale per l’utilizzo dell’area. “E’ singolare che in questa terra mutante e ballerina – ha detto la soprintendente Campanelli – ci sia la più alta e importante concentrazione di monumenti dell’antichità. Cosa manca perché questo immenso patrimonio culturale venga impiegato e valorizzato? La scorsa estate allo stadio di Antonino Pio Giorgio Albertazzi recitava Adriano e lo spettacolo è stato di una tale bellezza che chiunque saprebbe “venderlo”, trovare fruitori.

Eppure noi siamo in difficoltà, anche se le attività che scaturiscono dai beni culturali non sono quelle parassite dei venditori di panini, ma riguardano le giovani professioni di domani. Questa acropoli nell’acqua, questo punto strategico avanzato di Roma può diventare il punto chiave per capire come antico e contemporaneo possono convivere”. “Ora o mai più – ha detto De Luca – perché oggi la condizione politico istituzionale è favorevole: la Regione non ha padroni né padrini. Pozzuoli sarà destinataria di fondi rilevantissimi: daremo la priorità a dieci grandi progetti, mi interessa la qualità dell’intervento e i tempi di realizzazione. Dobbiamo rompere la mummificazione dell’Italia anche con scelte che ti fanno avere gli avvisi di garanzia per abuso d’ufficio”.

Il giro di De Luca, accompagnato dal direttore dei lavori Agostino Magliulo, è terminato sul mare, nella parte di Rione Terra dove le abitazioni dei puteolani furono sgomberate per i movimenti sismici che mettevano a dura prova la staticità degli edifici. Il tempo stringe a Rione Terra. La chiesa di San Celso è stata già restaurata due volte, per un errore che ha creato infiltrazioni d’acqua. Da poco c’è una new entry nella giunta di Figliolia, il gallerista Alfonso Artiaco, assessore alla Cultura. Quando si parla (e anche questa era una proposta già formulata oltre cinque anni fa)
di installazioni di arte contemporanea negli scavi, per renderli fruibili sette giorni su sette, Artiaco non può che sottoscrivere: “Ma prima di ogni altra cosa quest’opera – dice l’assessore – va riconsegnata alla città, perché ne è di fatto il cuore perduto negli anni Settanta dello scorso secolo. Come amministrazione dobbiamo sforzarci di accelerare i tempi e fare al più presto i bandi per le assegnazioni”.



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