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ARTICOLO 9 - Le due porte del Mibact. Il Ministero per i Beni culturali è come il palazzo barocco di un prelato romano.
di Tomaso Montanari
13 gen 2016


C'è lo scalone d'onore, da dove entrano gli ospiti di riguardo del cardinale Franceschini. A questo ceto appartengono coloro che vengono, di settimana in settimana, nominati nei consigli d'amministrazione dei musei italiani. Quando il processo era agli inizi ho scritto che questo modello iniziava «ad assomigliare a quello del cda della Rai»: ora che è quasi alla fine bisognerebbe paragonarlo al celebre bar di Guerre Stellari.

I nomi si leggono sul sito del Mibact. Oltre al cerchio magico di Franceschini, ci sono assessori alla cultura in carica, ex soprintendenti sotto inchiesta e responsabili dello sfascio del sistema, consiglieri di Stato (ma non ci sarà uno straccio di conflitto?), dirigenti comunali, avvocati d'affari. Poi c'è il soprintendente di Pompei (all'Archeologico di Napoli: evidentemente come fidato referente del ministro, altrimenti sarebbe stato nel comitato scientfico). E i renziani di ferro: a Brera Francesca Colombo, già inflitta alla guida del Maggio Musicale fiorentino (con esiti disastrosi), e alla Galleria Borghese c'è Giuliano Da Empoli, alter ego di Renzi e suo assessore alla cultura a Firenze. Per finire in gloria, ci sono anche il presidente e un membro del consiglio di Icom Italia: anche loro in un bel conflitto di interessi, visto il giudizio entusiastico dato da Icom su questa impresentabile riforma dei musei.

E questo è lo scalone d'onore. Poi c'è la porta posteriore: quella che dà sul vicolo maleodorante.

Da qui riescono a intrufolarsi i giovani archeologi, storici dell'arte, bibliotecari, archivisti e molti altri che si sono formati in anni di studio, spesso serissimo e duro. Entrano con contratti di ben nove mesi (in 60). O addirittura come «volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale per il Giubileo straordinario della Misericordia 2015/2016» (in 114).

Un «piccolo gruppo di archeologi, archivisti, bibliotecari, antropologi, esperti di diagnostica applicata ai beni culturali, storici dell’arte… studenti e laureati, lavoratori e in cerca di occupazione» ha dato vita al sito Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali. E lì commenta quest'ultimo bando nei seguenti termini: «Dopo aver lasciato che volontari venissero impiegati un po’ ovunque nel mondo dei beni culturali italiani, dopo aver lasciato per anni che fossero usati in diversi suoi istituti periferici, il Ministero si è deciso ad attraversare il guado senza alcuna vergogna: il Mibact assume volontari. Per 9 mesi, per il Giubileo Straordinario della Misericordia . Strana concezione di Misericordia, ben diversa anche da quella del Papa. Leggendo il bando siamo trasaliti, poi ci siamo arrabbiati. Arrabbiati non poco».

Ingrati: protestano, invece di baciare la mano cardinalizia che ha socchiuso il portone posteriore, quello sul vicolo. Perché «sempre allegri bisogna stare, ché il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale: diventan tristi se noi piangiam».


http://articolo9.blogautore.repubblica.it/2016/01/13/le-due-porte-del-mibact/


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