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Mostre di Pitti agli Uffizi l'accordo è triennale "Ma non saranno sfilate"
ILARIA CIUTI
13 gennaio 2016 LA REPUBBLICA



L'INAUGURAZIONE dell'89° Pitti Uomo, da ieri a venerdì in Fortezza con misure di sicurezza felpate ma sempre più rafforzate, sdogana una volta per tutte la moda dal recinto della mera frivolezza. Tanto, anzi, la moda si avvicina all'arte da stare per entrare stabilmente nelle Gallerie degli Uffizi, ovvero il nuovo complesso unico Uffizi-Palazzo Pitti, frutto della riforma Franceschini. Lo annunzia lo stesso Franceschini, il primo ministro alla cultura che abbia mai inaugurato un Pitti: «Nel nuovo cda degli Uffizi che si tiene in queste ore stanno discutendo una collaborazione tra Pitti Immagine e le Gallerie degli Uffizi per mostre annuali. Si prevede anche un investimento sul museo del Costume, affinché diventi galleria di moda e costume». Si tratta di una convenzione triennale tra la Fondazione Pitti Immagine Discovery, creata da Pitti per allacciare moda e cultura contemporanea, per una serie di mostre di cultura della moda contemporanea nei musei di Pazzo Pitti da ora al 2018. Mostre, infatti. Nessuno parla di sfilate al museo. Ma vale precisare se qualcuno avesse capito male. «L'accordo riguarda la valorizzazione del museo: non si parla di sfilate. I dettagli li annunceremo quando sarà pronta la prima mostra », dice il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che aggiunge: «Le sfilate non sono fattibili nelle sale degli Uffizi. Ma ci sono altri spazi, senza opere d'arte, che potrebbero essere prese in considerazione».

Da parte sua, Franceschini insiste sulla sintonia arte-moda: «Lancio un patto tra mondo della moda e mondo della cultura: voglio apertura reciproca, e, senza barriere ideologiche o snobistiche, voglio aprire tutti i luoghi della bellezza alla moda, perché questi sono due pezzi dell'identità nazionale e il legame offre una carta in più alla competitività della moda italiana. Dopodiché come e quando lo decideranno i direttori». Insieme a Franceschini, il sindaco Nardella, il presidente di Pitti Immagine Gaetano Marzotto, il neo presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, Andrea Cavicchi, il governatore Enrico Rossi, il presidente di Smi Claudio Marenzi, il direttore di Ice, Robero Luongo. E se la moda, per Franceschini, fa parte del patrimonio culturale italiano «che siamo stati finora bravi a tutelare ma assi meno a valorizzare in senso contemporaneo», per il governatore Rossi, ha valore economico essendo stata «decisiva nella tenuta della Toscana durante la crisi e tale da fare ancora crescere a livello globale una regione dotata di gusto e bellezza», e lui ne ringrazia anche i lavoratori. Ma moda, dice il governatore è anche «il nostro stile di vita, può abbattere conformismi e mentalità retrive. E' desiderio di una libertà di cui Firenze e la Toscana possono essere il centro. Si dice poi che la moda rompe gli schemi di genere: ce n'è molto bisogno. La moda tramite gli scambi può contribuire alla pace».

Anche Marzotto parla di binomio arte e moda. Il compito di parlare del concreto se lo rivendica Nardella. Stabilito da tutti che Pitti Uomo è la più importante fiera internazionale della moda maschile e che anzi lo è la settimana della moda Uomo Firenze-Milano. In nome ormai di un sistema Italia di cui si è accorta la politica che finalmente, si dice in coro, tramite il vice ministro Calenda ha fondato il board della moda che coordina le iniziative fieristiche e destina le risorse. Che, nel caso di Pitti, andranno ora a tutte le manifestazioni di Pitti, dall'Uomo al Bimbo ai Filati e a Taste, come conferma Luongo. Due milioni e 600mila euro. Detto questo, si tratta ora di dare a Pitti «una casa», dice il sindaco «perché senza infrastrutture non si fa niente. Così in Sala d'Arme scorrono i rendering della futura Fortezza «che sarà un giardino». Spiega Nardella: «La variante urbanistica e il piano di recupero dei 77mila metri quadrati erano già stati approvati, ora abbiamo anche il progetto definitivo per 142 milioni di interventi. Ci divideremo le quote in parti uguali al 25% tra Regione, metroCittà, Comune e Camera di Commercio. Il 2016 sarà l'inizio dei lavori. Si parte dal primo lotto, con la ristrutturazione del padiglione Spadolini, la ricostruzione del Cavaniglia, gli interventi sulle mura e sul verde, che sarà finanziato con 40 milioni dalla Camera, poi aspettiamo finanziamenti pubblici e privati». Dalla sedia accanto Rossi risponde: «La Regione c'è. Siamo disposti a trovare soldi in sintonia con Palazzo Vecchio». Cavicchi come Marzotto raccomandano che i lavori non impediscano l'agibilità della Fortezza. Finiti i discorsi inaugurali, tutti di corsa in Fortezza, il ministro si fa i selfie con Brunello Cucinelli e si fotografa negli stand di Bagutta o di US.Polo. Il sindaco Nardella racconterà più tardi di aver parlato con lui di tutela dei negozi storici e del regolamento Unesco che prevederà norme contro la proliferazione di «minimarket dozzinali».



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