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TORINO - Porta Nuova torna rossa come 150 anni fa "Tutto pronto nel 2016"
GABRIELE GUCCIONE
14 gennaio 2016 LA REPUBBLICA





PORTA Nuova torna "rossa". Del colore che l'ingegnere Alessandro Mazzucchetti aveva immaginato per la stazione ferroviaria della neo capitale d'Italia.

La "nuova" tinta della facciata, ma anche dell'atrio, ha cominciato a mostrarsi agli occhi dei torinesi a inizio gennaio, dopo la riapertura dell'ingresso di via Sacchi.

Ma oltre alla restituzione dell'aspetto originario dell'edificio, svelato dai lavori di restauro man mano che le impalcature vengono rimosse, la notizia è che entro l'estate i lavori saranno terminati e l'intera stazione sarà riconsegnata alla città.

«C'è stato un momento di incertezza nello svolgimento del cantiere, adesso i lavori sono ripresi e nell'arco di quest'anno sarà completato il restauro della stazione e inaugurato il nuovo parcheggio sotterraneo su quattro livelli», ha preannunciato il sindaco Piero Fassino, durante il sopralluogo che ha voluto fare ieri, insieme all'amministratore delegato di Grandi Stazioni, Paolo Gallo, per verificare lo stato dei lavori.

I restauri delle facciate sono stati avviati nel settembre dell'anno scorso. Il risultato di questo lavoro è la nuova tinta. «Riportiamo Porta Nuova ai colori che aveva nel 1861: adesso che è rossa è più bella», ha dichiarato l'ad Gallo. Che poi sarebbe «roseo violaceo scuro»: «Il colore della pietra calcarea proveniente dalle cave di Angera», ha precisato il professore Giuseppe Brino, che ha studiato il progetto originario di Mazzucchetti, scoprendo che ad ogni pietra della facciata principale era stata associata una precisa tinta di intonaco. Un ritorno all'antico condotto con il benestare della Soprintendenza, che ha interessato 30mila metri quadri di superfici, per un investimento di oltre 9 milioni di euro.

Soldi cui aggiungere gli 11 milioni di euro per lo scavo del nuovo parcheggio sul lato di via Sacchi che sarà pronto entro la fine dell'estate, con la sistemazione del piazzale e degli arredi. I quattro piani del silos ci sono già e sono al grezzo. Quando i lavori saranno ultimati ci saranno 250 posti auto a disposizione, per una auperficie complessiva di 11mila metri quadrati.

«Questo cantiere – sostengono le Ferrovie – si è rivelato una bella sfida anche dal punto di vista ingegneristico, perché in centro città, molto vicino alla metropolitana sotterranea e alla linea tramviaria 4, e con numerose interferenze impiantistiche ». Il cantiere non ha riguardato solo le facciate e il nuovo parcheggio, ma anche la ristrutturazione delle coperture. I lavori più lunghi, dato che erano iniziati nel gennaio del 2013.

In particolare sono state restaurate le "lose" originarie, dette "bargioline": quadrati di pietra di un metro di lato e di due centimetri di spessore ormai non più in uso nell'edilizia contemporanea. «Una copertura caratteristica che a Torino – ha spiegato il professor Brino, direttore artistico del cantiere di restauro – è comune a pochissimi altri edifici oltre a Porta Nuova: come ad esempio la Mole Antonelliana».






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