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UDINE Il 2015 è stato l'"Anno dei musei". Anche in Friuli Venezia Giulia.
14 gennaio 2016 IL MESSAGGERO VENETO



UDINE Il 2015 è stato l'"Anno dei musei". Anche in Friuli Venezia Giulia. A livello nazionale sono stati 43 milioni i visitatori dei luoghi della cultura statali. In regione il dato si attesta a 1 milione 194 mila 545, che hanno fruttato 1 milione 151 mila euro di introiti, con un incremento del 46 per cento rispetto al 2014. Dei 14 luoghi della cultura presenti in Friuli Venezia Giulia, il primo posto per afflusso di visitatori c'è il museo del Castello di Miramare, con oltre 254 mila ingressi e più di un milione di euro di incassi (con una variazione percentuale di +0,15 e +48 sempre rispetto al 2014). Al secondo posto troviamo il museo archeologico nazionale di Aquileia con 41 mila 905 visitatori, e 59 mila 797 euro di introiti (rispettivamente + 24 e + 39 per cento sul 2014). Chiude la classifica il museo archeologico nazionale di Cividale con 25 mila 921 visitatori e 31 mila 993 euro di introiti (in aumento del +3 e +15 per cento). Per quel che riguarda l'evento speciale #domenicalmuseo, da gennaio a dicembre 2015 sono stati 102 mila 456 i visitatori che hanno approfittato della prima domenica del mese per entrare gratuitamente nei musei statali del Friuli Venezia Giulia. «Si tratta di dati che per il Friuli Venezia Giulia sono assolutamente lusinghieri, la conferma tangibile che l'intensa attività di valorizzazione e promozione, anche in chiave turistica, dei beni culturali attuata da questa Giunta fin dall'inizio della legislatura sta avendo riscontri significativi». Questo il commento dell'assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti, commentando i dati relativi ai musei italiani nel 2015, presentati ieri mattina a Roma dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini al Comitato permanente del turismo. «Dare centralità al tema dei beni culturali è vincente, il Friuli Venezia Giulia sta accrescendo al sua attrattività», ha aggiunto Torrenti, che ha partecipato all'incontro anche nella veste di coordinatore degli assessori regionali alla cultura, accompagnato da funzionari della direzione regionale delle Attività produttive. Sono due, in particolare, per l'assessore Torrenti gli elementi da sottolineare in un quadro complessivo che, per la nostra regione, analizza le presenze in 14 luoghi della cultura statali. In primo luogo il fatto che sul podio, al terzo posto in Italia per visitatori, vi sia il Parco del Castello di Miramare, nonostante le criticità degli ultimi anni, «ci incentiva a concentrare l'attenzione su questa realtà, per contribuire a riportarla rapidamente allo splendore che merita in quanto elemento chiave della potenzialità turistica di Trieste e dell'intera regione». Parallelamente «i numeri ancora inferiori alle potenzialità del Museo e del Parco archeologico di Aquileia danno ragione - così Torrenti - alla scelta del ministero, da noi sostenuta, di destinare 1,5 milioni di euro al restauro di questa straordinaria realtà, per darvi finalmente lo slancio necessario». Per quel che concerne i dati nazionali, l'andamento è stato tale da spingere il ministro Franceschini a definire il 2015 «l'anno d'oro dei musei italiani». «Circa 43 milioni di persone hanno visitato i luoghi della cultura statali generando incassi per circa 155 milioni di euro - ha spiegato - che torneranno interamente ai musei attraverso un sistema premiale che favorisce le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà. Per la storia del nostro Paese è il miglior risultato di sempre, un record assoluto per i musei italiani - ha aggiunto Franceschini - e anche rispetto al 2014, anno in cui si erano registrati numeri erano molto positivi, la crescita dei visitatori e degli incassi è significativa: +6% i visitatori (pari a circa +2,5 milioni); +14% gli incassi (+20 milioni di euro); +4% gli ingressi gratuiti (+900 mila). E non siamo in presenza di una tendenza internazionale, anzi siamo in controtendenza. Grazie anche alle nuove politiche di valorizzazione, come le domeniche gratuite, gli italiani sono tornati a vivere i propri musei. Un riavvicinamento al patrimonio culturale - conclude Franceschini - che educa, arricchisce e rende consapevoli i cittadini della magnifica storia dei propri territori».




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