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Milano, pavé. «Buona manutenzione per salvare la storia»
Ro. Ver.
Corriere della Sera - Milano 15/1/2016

Sostituire la pavimentazione storica con l’asfalto non è la soluzione. Neanche per gli appassionati delle due ruote. Il vero tabù da rompere non è l’eliminazione del pavé dalle strade cittadine, ma si chiama «buona manutenzione».
Per il presidente della sezione milanese di Ciclobby, Eugenio Galli, i ciclisti vanno difesi in un’altra maniera.
Perché no all’asfalto?
«Il pavé non è in sé un pericolo, sono molto più pericolosi i numerosi chilometri di binari dismessi da decenni. Penso a via Monte di Pietà, a via Palestro, a Porta Venezia verso via Spallanzani».
Quindi il pavé non rappresenta un pericolo per la sicurezza dei ciclisti?
«Il problema non è il pavé ma la scarsa manutenzione. La prima regola sarebbe quella di garantire che le pavimentazioni storiche restino in buone condizioni».
I costi di manutenzione sono elevati e i mezzi circolanti oggi sono diversi rispetto al passato.
«Non credo di aver visto in altre città d’Europa una situazione come quella disastrosa di Milano, mi viene in mente Monaco di Baviera dove i ciottoli hanno un aspetto ben diverso. È vero che il pavé ha una sua delicatezza, che è posato su un letto di sabbia e può risentire di certi carichi pesanti, ma è anche una caratteristica della città».
Dunque il pavé va difeso dalle colate di asfalto?
«Bisogna valutare caso per caso. Io non sarei per uno smantellamento sic et simpliciter. Come dice Maran non sarà un tabù l’eliminazione del pavé, ma non lo è neanche una buona manutenzione. Una volta esistevano squadre speciali che poi sono state smantellate e si è passati alla sigillatura orrenda con il catrame».
In molte strade del vecchio pavé è rimasto ben poco. In queste situazioni ha senso lo stesso mantenere la pavimentazione a lastroni?
«Sono d’accordo sul fatto che il pavé di Milano non è quello dell’Appia antica e magari nemmeno di pregio. Ma ripeto: è una caratteristica della nostra città e va mantenuta dove è possibile. Io mi concentrerei invece sugli interventi per rimuovere i binari del tram che non hanno più una funzione e mi limiterei a togliere la pavimentazione storica dove è diventata un patchwork nel corso degli anni».



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