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Pompei, ecco la stazione che accoglie ogni anno oltre 2 milioni di turisti
Vincenzo Esposito
Corriere del Mezzogiorno 16/1/2016

Il degrado Circum mentre ci si oppone al nuovo hub

Napoli. Lunedì al Comune di Pompei riunione straordinaria per discutere sul programmato hub ferroviario da 35 milioni di euro che, grazie all’alta velocità, porterà i turisti direttamente da Roma in un’ora e mezza. «All’incontro pubblico - si legge in una nota - prenderanno parte anche il sindaco Ferdinando Uliano e una rappresentanza della giunta, nonché le associazioni di categoria che saranno ascoltate in audizione». Dopo il no dei giorni scorsi, poi ammorbidito, non è difficile immaginare battaglia al progetto che in pratica farebbe diventare gli Scavi archeologici più importanti del mondo una dependance di Roma. Al fianco del sindaco Uliano si sono schierati anche la città metropolitana con le dichiarazioni del vice di Luigi de Magistris, Elena Coccia, e il primo cittadino di Torre del Greco. «Invece di sprecare 35 milioni per unire con l’alta velocità Roma a Pompei, perché di questo si tratta, incentivando in tal modo ancora di più il turismo mordi e fuggi, sarebbe molto meglio potenziare un collegamento che già esiste come l’ex Circum e dare in tal modo un beneficio all’intera area vesuviana». Ma perché, come è la stazione della Circum di Pompei? Se si pensa che ogni anno la percorrono oltre due milioni di turisti, la maggior parte stranieri, c’è da arrossire dalla vergogna. Un soffitto che cade a pezzi sui passeggeri, nessuna struttura per i disabili, banchine pericolose e insicure e una scala da cui passano a malapena due persone per volta. E’ la fermata «Villa dei misteri» che si trova proprio di fronte all’entrata più grande dell’area archeologica, quella di porta Marina. Sarebbe da folli, di fronte a un disastro simile, opporsi a un hub ferroviario fantascientifico, eppure è così. Ognuno ha le proprie ragioni ma alla fine il risultato è che un gioiello come Pompei si trova al centro di strutture da Terzo mondo e questo non è più tollerabile. Ha ragione quindi il ministro dei Beni culturali Franceschini? Certo, ma anche gli amministratori locali che temono che tutto il loro territorio possa essere tagliato fuori dal business del turismo culturale. «Allora - spiega Antonio Irlando, assessore alla cultura di Torre Annunziata e responsabile dell’Osservatorio patrimonio culturale - si potrebbe trovare un’altra soluzione. Nella zona vesuviana c’è già una stazione con nove binari e che con piccole modifiche potrebbe ospitare l’Alta velocità: è quella di Torre Annunziata. Realizzata ai tempi del miraggio industriale e ora inutilizzata. Dista circa due chilometri dagli Scavi che potrebbero essere raggiunti dai turisti a bordo di un trenino d’epoca in cinque minuti». Un’idea che potrebbe mettere tutti d’accordo anche perché adattare la stazione di Torre Annunziata costerebbe molto ma molto meno dei 35 milioni stanziati dal governo per il nuovo hub. Intanto mentre si discute sarebbe opportuno almeno dare una rinfrescata alla stazione della Circum di Pompei che, al di là dei bus turistici e delle agenzie «tutto compreso» è l’unico modo per raggiungere gli Scavi per migliaia di turisti. E dal Giappone agli States la Campania non ci fa certo una bella figura.



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