LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

TORINO - "L'arte deve salvarci dalla malinconia digitale"
Marina Paglieri
16 gennaio 2016 LA REPUBBLICA



Parla Carolyn Christov, direttrice della Gam e Rivoli "Per le mostre ho coinvolto Kentridge, Penone e Jonas"



«Il primo punto è che sono contenta, il secondo è che posso finalmente iniziare a lavorare. Ho già in programma tre mostre importanti, la prima sarà dedicata a Giovanni Anselmo». Carolyn Christov-Bakargiev è reduce da una riunione al Castello di Rivoli, dove ha presentato la sua attività per quel museo. Ora sta mettendo a punto i progetti per la Gam. Da maggio, quando è stata scelta in una rosa di 170 candidati, è la direttrice delle due istituzioni torinesi che si dovranno fondere in un'unica realtà, ma a Torino è approdata in via definitiva da poche settimane. «Abbiamo scelto Carolyn, dopo la sua esperienza a Kassel e Istanbul, perché pensiamo che la sua visione possa accompagnare l'integrazione dei due musei» dice Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei.

Carolyn Christov-Bakargiev, qual è la sua idea di museo oggi?

«Il museo è un luogo necessario allo sviluppo dell'empatia, entrarvi è come creare una sospensione, uno spazio e un tempo che prima non c'erano. È come spegnere per un momento il cellulare. Credo poi che sia necessario per conservare il pensiero, il sentimento, la visione del momento: tutte cose a rischio nella smaterializzazione in cui viviamo. Penso al museo anche come archivio dinamico del sapere. Ma dirigere un museo è anche occuparsi della segnaletica dei parcheggi, è una delle prime cose che ho fatto appena arrivata a Rivoli».

Come lavorerà sui due musei?

«Ero interessata a questa fusione, anche perché la Galleria d'arte moderna ha collezioni dal Settecento a oggi mentre il Castello di Rivoli ha messo insieme solo opere contemporanee: insieme possono diventare un unico grande museo, un insieme di possibilità intorno alla ricerca e alla conoscenza, che altri modelli di spazi per l'arte, dalle fondazioni private alle gallerie, certo non hanno. Detto questo, voglio creare delle sinergie tra i due musei e collaborare con le eccellenze dell'arte del territorio: ho già stretto accordi con le fondazioni Sandretto e Merz, dove porterò parti delle mostre che realizzerò. Lavoreremo con un comitato consultivo che si è appena istituito, in cui ho voluto anche quattro artisti: William Kentridge, Giuseppe Penone, Lara Favaretto e Joan Jonas. Mi aiuteranno nella realizzazione delle mostre».

Quali saranno le prime che realizzerà?

«Parto ad aprile con la prima personale in Piemonte di Giovanni Anselmo, dunque con un omaggio alla cultura che è nata qui. È un artista che lavora sul rapporto tra visibile e invisibile, mettendo al centro la questione dell'orientamento, in un mondo come il nostro sempre più disorientato, dominato da internet. Anche per questo i giovani artisti nel mondo guardano a lui. A fine settembre ci sarà la prima grande retrospettiva di Ed Atkins, il Bruce Nauman di oggi: tra i suoi temi, la sopravvivenza di un soggetto capace di empatia all'interno del web».

Come mai questa insistenza sul mondo digitale?

«Non si può più prescindere da internet, è come quando nel Cinquecento è nata al stampa. Ma l'artista di oggi ha proprio il compito di mettere in campo lo spettatore, e se stesso, per capire chi è il soggetto. Siamo in un'era di grande malinconia: proprio Atkins ritrae questo personaggio costruito digitalmente che si è perso nella "scatola", nel computer. Mi interessa il digitale, ma sono attenta anche ai conflitti del mondo».

Qualche esempio?

«Ci sarà ancora a Rivoli una terza mostra, con protagonista l'egiziano Wael Shawky, il più importante artista contemporaneo dei paesi arabi. Lui realizza dei lavori filmici sulle Crociate, da un punto di vista non occidentale. Credo nel ruolo dell'arte contemporanea nella formazione di una società più civile e nella risoluzione dei conflitti: ha gli strumenti per fare parlare tra loro persone di contesti anche molto diversi. Anche per questo ho accettato di dirigere la Biennale di Istanbul e ho portato Documenta a Kabul».

Cosa porterà alla Gam, su un fronte meno contemporaneo?

«Sono interessata a temi tra storia e modernità, per esempio al dialogo tra il liberty e il biocentrismo di oggi, da Émile Gallé a Pierre Huyghe, per intenderci, con riscontri anche nell'architettura dedicata al tema vegetale. Vorrei poi realizzare la prima mostra del Ventunesimo secolo sul colore e ho in mente una grande rivalutazione, anche all'estero, di Pellizza da Volpedo: ho portato a Istanbul un cartone del "Quarto Stato"».

Non teme la crisi economica?

«Non troppo, le cose si possono fare con poco o con tanto. I budget si possono costruire strada facendo. È una questione di ispirazione. Per l'arte contemporanea non ci sono certo le file degli impressionisti, l'importante è porsi degli obiettivi, cercare di capire dove stiamo andando. Non si deve cercare l'audience, è meglio cercare di coinvolgere il pubblico in una comune ricerca della felicità».






news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news