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SARDEGNA - Santadi, scoperti disegni geometrici nel sito nuragico di Barrancu Mannu
di Enrico Carta
19 gennaio 2016 LA NUOVA SARDEGNA


SANTADI Il passato riaffiora anche dove sembra che tutto sia già stato scoperto. L'archeologia sarda è una fucina di novità e l'esame dei monumenti continua a regalare sorprese con segni e incisioni che all'occhio inesperto appaiono magari giochi della natura. Succede nel Sulcis, a Santadi, precisamente nel villaggio preistorico di Barrancu Mannu dove la tomba dei giganti chiamata Sa Tuta Fraigada (la grotta costruita) è in grado ancora di stupire ricercatori e appassionati. Accanto alla tomba dei giganti, la cavità naturale è certamente qualcosa più di un semplice lavoro secolare della natura. Quella grotta è stata usata in epoca antichissima, probabilmente dalle popolazioni sarde, che ne avevano fatto un luogo di culto, uno spazio per la religione. Così nel corso di un esame approfondito della grotta, i liberi ricercatori Stefano Castello (presidente dell'Associazione Studi e Ricerche Sardegna), Anna Ibba e Cristian Piano, hanno notato alcuni dettagli che occhi non attenti potrebbero scambiare per segni forgiati da agenti atmosferici. Nei giorni scorsi hanno anche provveduto a dare comunicazione della loro scoperta al Comune e alla Soprintendeza affinché l'esame sul sito proceda rapidamente. All'esterno della grotta hanno individuato nella parete incava di roccia granitica ad una altezza di circa otto metri, un'incisione rupestre di forma geometrica scolpita in maniera assai precisa e minuziosa. Raffigura una circonferenza esatta di otto centimetri di diametro e all'interno ha un altro piccolo cerchio perfettamente centrato con due linee diametrali perpendicolari tra loro che passano a loro volta per il centro più altre linee posizionate in modo schematico nei quadranti. Sarebbe una novità assoluta che richiama vagamente la geometria delle pintadere o forse è ancor più assimilabile alla geometria dei petroglifi circolari scolpiti nei conci di coronamento del nuraghe Nurdole di Orani. Un'altra incisione si trova in una parete rocciosa a sinistra dell'ingresso della grotta: è di forma semicircolare con un diametro tredici centimetri. Infine, nella sommità esterna della grotta naturale, è stato individuato un incavo emisferico. L'ipotesi più verosimilmente è che fosse un bacile – misura 45 centimetri di diametro e 20 di profondità – perfettamente scolpito nella roccia. Il bacile si trova in corrispondenza esatta del petroglifo circolare scolpito nella parete incava sottostante, il quale a sua volta si troverebbe in stretta correlazione visiva con il petroglifo semicircolare posizionato in basso. Questo fa supporre che ci fosse una stretta correlazione tra la posizione dei due petroglifi e quella del bacile, tanto che è spontaneo il collegamento con una funzione degli stessi nell'ambito di riti religiosi preistorici, in particolar modo nuragici, collegati probabilmente con eventi astronomici.




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