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Firenze. Cervellati: buon passo, adesso ripopolare il centro
Marzio Fatucchi
Corriere Fiorentino 20/1/2016

«Le regole servono, questo regolamento è un buon primo passo. Ma per salvaguardare l’identità del centro occorre che ci siano residenti: ora case popolari». Così Pierluigi Cervellati, urbanista, sul regolamento per il centro.

«Mi sembra un lavoro positivo. Occorrono regole: le città turistiche non devono diventare tutti uguali».
Professor Pierluigi Cervellati, lei da urbanista «promuove» quindi il regolamento per il centro dal Comune.
«Il nuovo sindaco mi pare sia partito con il piede giusto. Troppe città italiane turistiche stanno diventando non luoghi — supermercati, monomarche — o suk. Basta caravanserragli o luna park».
Sono strumenti efficaci quelli del Comune di Firenze?
«Ho plaudito alla pedonalizzazione del Duomo dell’ex sindaco Renzi, ci sono rimasto male invece quando ha “bucherellato” il Vasari per trovare qualcosa che sappiamo tutti non c’è, o quando parlava di cubi sui palazzi di piazza della Repubblica. Il sindaco Dario Nardella mi sembra abbia dato una svolta puntando sull’attenzione al degrado, a quell’insieme di cose che ha deturpato Firenze».
Ma basterà un regolamento per arginare le dinamiche tipiche delle città turistiche?
«È una questione di volontà politico-amministrativa. E di attenzione. Siamo sicuri che il turismo porti solo ricchezza? Anche il turismo è succube delle mode e ci può abbandonare. Questa ascesa va guidata, controllata. Non mi stupisco se ci sono bottegai che puntano al panino forsennato o inventano forme più o meno pornografiche per essere visibili. Essere tutelati come “Centro Unesco” non basta, anche dove ci sono questi vincoli avvengono scempi. Dobbiamo dimostrare di possedere una civiltà tale da meritarci il luogo più ricco di opere d’arte del mondo e saperlo utilizzare bene, tutelandolo».
Il regolamento servirà anche a mantenere l’identità della città? La rendita immobiliare sta espellendo gran parte dei residenti, adesso anche in Oltrarno...
«Se non ci sono le persone che lo abitano, qualunque centro storico è inesistente. È un elemento negativo che può scoppiare come una bomba. Il trasferimento di molte funzioni, a partire dal tribunale, può essere un problema, anche se è chiaro che alcuni elementi della città storica vadano allontanati, se incompatibili per spazi e infrastrutture. Ma la cosa più importante è che i cittadini rimangano».
Difficile farlo, con i costi attuali delle case e gli affitti turistici così convenienti rispetto a quelli «familiari».
«Intanto, alcune attività che abbiamo decentrato fuori, a partire dall’artigianato e dall’università, tornino in centro. E il Comune deve fare in modo che giovani e famiglie restino qua. Persone che lavorano, anche ceti sociali poveri. Ho visto che molti dei beni demaniali in trasferimento agli enti locali sono compatibili con la residenza. Ecco, se volete mantenere l’identità del centro, fate case popolari. Altrimenti, sotto un certo numero di abitanti, anche il centro di Firenze diventerà una Disneyland. Dell’Unesco, magari, ma sempre parco a tema».



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