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CANOSSA.Tempi lunghi per riaprire il castello
di Franco Dallasta
20 gennaio 2016 gazzetta di Reggio Emilia


Se la Regione affiderà la gestione al Comune, si porrà subito il problema del reperimento delle risorse necessarie


«Solo in Italia, che è la patria della bellezza e che potrebbe trarre la sua ricchezza dal turismo, accade che si debbano chiudere musei, palazzi o castelli per mancanza di gestori o di fondi per tenerli aperti».

Il sindaco Luca Bolondi non sa con certezza quanto tempo occorrerà per chiarire il futuro del castello di Canossa, monumento nazionale, finora tenuto aperto grazie ad una convenzione sottoscritta dalla Provincia (ormai ex) con la cooperativa Archeosistemi che, negli ultimi quattro anni, ha tenuto aperto e valorizzato con numerose iniziative, laboratori storici e creativi, convegni e visite guidate, lo storico castello.

La convenzione, scaduta al 31 dicembre 2015, è stata “prorogata” per due mesi proprio in attesa di conoscere il futuro del monumento all’indomani delle competenze sul Turismo dalle Province alla Regione, o meglio, alla Soprintendenza Regionale per i Beni artistici e architettonici, che ora avrà in gestione attraverso il “Polo museale regionale dell’Emilia Romagna” tutti i musei e i Beni architettonici che non godono di autonomia in base alla riforma Franceschini (grandi musei e siti archeologici).

Ma questo periodo di transizione e di passaggi di competenze rischia ora di vanificare tutti gli sforzi che sono stati fatti in questi anni (e con un cospicuo dispendio di risorse pubbliche) per restaurare e tenere aperti al pubblico i monumenti e i castelli risalenti all’epoca matildica.

Oltre alla “confusione” sulle varie proprietà (comuni, privati, curia) e alla mancanza di coordinamento per costituire un vero “circuito turistico”, nel caso del castello di Canossa vi è, ora, l’incertezza della gestione nell’immediato futuro. Anche nel caso la Regione affidi al Comune di Canossa la possibilità di gestire il castello, non ci sono ovviamente fondi disponibili e non si sa in che modo o quando si potrà emettere un nuovo bando per affidare la gestione del maniero. Occorreranno sicuramente tempi lunghi anche se il sindaco Bolondi auspica che «siano il più brevi possibile».

L’eventualità che si arrivi alla prossima estate senza il rinnovo della convenzione per la gestione del castello e con la presenza di un solo custode, infatti, potrebbe causare un danno economico «e soprattutto di immagine – aggiunge il sindaco Bolondi – assolutamente grave». Senza contare, poi, il danno al cosiddetto “indotto”, ovvero ai ristoranti, ai negozi, alle attività collaterali (bed&Breakfast) che, nel corso degli anni sono cresciuti ed hanno proliferato nel territorio intorno a Canossa. Il castello di Canossa, infatti, è visitato mediamente da circa
20 mila turisti all’anno e la chiusura o anche solo l’apertura su prenotazione, causerebbe un danno pesantissimo a tutto il sistema turistico provinciale. Ne dovranno tener conto sindaci, amministratori regionali e del ministero durante l’incontro previsto per giovedì 28 gennaio a Bologna.

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/01/20/news/tempi-lunghi-per-riaprire-il-castello-1.12814900


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