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Brescia. Casere, la Soprintendenza vuole vincolarle
Alessandra Troncana
Corriere della Sera - Brescia 21/1/2016

Negli ex magazzini del formaggio non potranno esserci inquilini: la soprintendenza ha chiesto che venga posto un vincolo e «che non si facciano appartamenti: uffici e terziario, piuttosto». «Le casere erano un magazzino del formaggio: la struttura non è adatta alle abitazioni» dice l’architetto Fasser. La domanda è stata inoltrata, la risposta potrebbe arrivare per febbraio.

Il progetto: nel cestino. La lettera è stata spedita dalla soprintendenza al segretariato regionale, posta prioritaria: una lista di vincoli alle Casere. Negli ex magazzini del formaggio non potranno esserci inquilini: «Abbiamo chiesto che non si facciano appartamenti: uffici e terziario, piuttosto» dice l’architetto Marco Fasser. Attici, trilocali, monolocali a canoni stracciati e garage: Nau, il proprietario, voleva costruire quattro palazzine di edilizia convenzionata (20 mila metri quadri in tutto) e sei di edilizia libera (altri 30 mila metri quadri). Niente da fare: «Le casere erano un magazzino del formaggio: la struttura non è adatta alle abitazioni» fa sapere la soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici. La richiesta di vincolo è stata spedita al segretariato di Milano un mese fa: «Abbiamo proposto di imporre ai proprietari delle Casere il veto per costruire case e appartamenti: l’atto non è ancora stato ratificato, aspettiamo la risposta, ma dovrebbe essere affermativa. Il procedimento è appena iniziato: il decreto potrebbe arrivare a febbraio». L’ente dovrà decidere entro 60 giorni: è improbabile che faccia obiezioni. L’alternativa alle palazzine: negozi e uffici. «L’unica soluzione — dice Fasser — è l’attività commerciale: asseconda l’indole delle Casere». L’idea era già stata presa in considerazione: girava voce di un contatto con Brescia Mercati per costruire un grande mercato dell’ortofrutta a chilometro zero. Conferme su incontri e preventivi: zero.
Ma l’idea era uscita mesi fa: l’aveva proposta anche il comitato del quartiere don Bosco. In sintesi: trasformare le casere «in uno spazio d’aggregazione per i residenti, ma anche in un mercato coperto che ospiti piccoli artigiani» (dal virgolettato del presidente Daniele Moratto al Corriere ).
Alla proprietà è arrivata copia della lettera spedita a Milano: «Hanno preso atto del vincolo che abbiamo chiesto: bisogna cercare un uso più funzionale della struttura, penso a terziario e uffici commerciali. Nient’altro». Le Casere sono in vendita: Nau cerca acquirenti. La cifra: 6 milioni di euro circa. Avrebbe anche chiesto alla Loggia, ma il sindaco Emilio Del Bono ha risposto picche: l’offerta è troppo alta. Trovassero altri investitori, dovranno comunque adeguarsi al vincolo della soprintendenza: niente appartamenti. «A quanto ne so —fa sapere Fasser — al momento nessuno è interessato a comprare le Casere: non sono ancora state discusse cifre e contratti con acquirenti. In ogni caso, dovessero arrivare, dovranno attenersi alle nostre istruzioni: il decreto dalla soprintendenza regionale potrebbe arrivare tra un mese».



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